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IL MONDO INTERO
Civico, Arte
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IL SANTISSIMO CROCIFISSO CONTINUA A VIVERE GRAZIE A TE!

I frati del Santuario del Santissimo Crocifisso hanno bisogno del tuo aiuto!

25.378€
101% di 25.000€
09 gen 2018
Data chiusura
Finanziato

Tutto o niente Questo progetto verrà finanziato solo al raggiungimento del traguardo.

IL SANTISSIMO CROCIFISSO CONTINUA A VIVERE GRAZIE A TE!

I frati del Santuario del Santissimo Crocifisso hanno bisogno del tuo aiuto!

25.378€
101% di 25.000€
09 gen 2018
Data chiusura
Finanziato

Tutto o niente Questo progetto verrà finanziato solo al raggiungimento del traguardo.

Il Santuario dopo il sisma del 2016

Il Santuario del Santissimo Crocifisso sorge armonioso a circa un chilometro da Treia, nel verde delle campagne marchigiane, lungo la strada provinciale che conduce alla zona montana di San Lorenzo.

In seguito al sisma del 24 agosto 2016 il Santuario, risultato fortemente danneggiato, è stato dichiarato inagibile. Gli eventi sismici del 26 e 30 ottobre hanno ulteriormente aggravato il quadro fessurativo della chiesa, rendendo necessaria la realizzazione di opere di pronto intervento volte a scongiurare il crollo della cupola e il ribaltamento della facciata, i cui possibili meccanismi avrebbero fortemente danneggiato o addirittura distrutto l’intero fabbricato. Il sisma di ottobre ha inoltre comportato l’inagibilità del Convento, adiacente alla chiesa, nel quale risiede una comunità dei Frati Minori delle Marche, gestita da Padre Luciano Genga e retta dal Ministro Provinciale Padre Ferdinando Campana. I frati sono potuti rimanere nei pressi del Santuario grazie a una struttura temporanea donata dalla Regione Lombardia, a seguito di contatti intercorsi con il Comune di Treia.

Il Santuario, oltre che un importante luogo di culto che attrae fedeli da tutta la Regione, è uno degli edifici simbolo della città, sia per il fascino storico che esercita sia per il ruolo sociale che svolge.

Proprio dove oggi sorge il Santuario sorgeva l’antica Treia, detta Trea, di origini Sabine o Picene: nel Santuario sono racchiusi secoli e secoli di storia, ravvisabile nei frammenti che costituiscono le mura conventuali e nei preziosi oggetti racchiusi all'interno del Museo Civico Archeologico della città di Treia.

La funzione sociale della struttura si ravvisa nell'operato della comunità francescana, che esercita un ruolo chiave nell'educazione delle nuove generazioni: la crescita umana e spirituale dei giovani passa anche attraverso il fondamentale contributo dei frati e di tutti i loro preziosissimi collaboratori. Questo ha dato lo slancio per adoperarsi al fine di dare continuità alle attività religiose e sociali promosse dalla comunità.

Salviamo il Santuario

Il costo complessivo della struttura in legno è di 400.000 €. Grazie alle tante donazioni ricevute, il traguardo è vicino: con 25.000 € completeremo la raccolta e porteremo a termine la costruzione della struttura che consentirà di accogliere il gran numero di fedeli, bambini, giovani e famiglie affezionati al Santuario.

Il tuo aiuto è fondamentale: potrai contribuire all'inizio della ricostruzione più importante, quella del tessuto sociale, delle relazioni, dei cuori.

Tutto ciò che supererà la soglia stabilita servirà a dare inizio alla raccolta fondi per il recupero e il restauro della Chiesa.

La comunità dei Frati

Nel 1673 il Comune di Treia chiese ai frati di poter custodire il luogo e il Santuario: ecco che dal Convento di Forano, nel vicino comune di Appignano, sono arrivati i Frati Minori.

Custode del Santuario è anche oggi una comunità dei Frati Minori delle Marche, guidata da Padre Luciano Genga, originario della Città di Treia.

Dopo il terremoto, anche il convento adiacente al Santuario, residenza dei frati, ha subito ingenti danni e, conseguentemente, è stato dichiarato inagibile. Grazie alla generosità della Regione Lombardia, che ha donato alla comunità moduli abitativi, i frati sono potuti rimanere presso l'area e continuare la loro attività religiosa, sociale e culturale.

I tre volti del Crocifisso

Opera del XV secolo di autore ignoto (alcuni esperti vi vedono l'arte del grande Donatello) è una scultura in legno policromo dalle proporzioni perfette. Il corpo del Cristo è eretto e non abbandonato, ha gli occhi aperti ed il capo inclinato a destra; i piedi sono sovrapposti e fissati alla croce con un unico chiodo. Misura 180 cm di altezza e 170 all'apertura delle braccia. Il bellissimo volto del Crocifisso (che la tradizione vuole scolpito da mani angeliche), presenta tre aspetti del martirio di Cristo: visto dal lato sinistro esprime la sofferenza dell'agonia di Cristo (Christus patiens); di fronte il Cristo che dona se stesso; dal lato destro la serenità data dalla certezza della vittoria della vita sulla morte (Christus triumphans).

In seguito ai danni subiti dal Santuario a causa del sisma del 24 agosto 2016, il manufatto è stato prelevato dalla sua posizione originaria (era collocato nella tribuna posta sul presbiterio) e spostato nell’ex refettorio, oggi adibito a cappella.

San Patrizio unisce Treia all'Irlanda

Il Santuario, prima degli eventi sismici che l’hanno reso inagibile, custodiva la preziosa statua lignea policroma raffigurante San Patrizio, patrono della città di Treia e patrono d’Irlanda. L’opera si differenzia dall’iconografia classica per un elemento di particolare importanza e unicità: il Santo tiene in una mano la miniatura della Città di Treia.

Le scosse di ottobre hanno causato la caduta rovinosa del manufatto, che, ad oggi, si presenta drammaticamente scomposto in più elementi di piccole e grandi dimensioni: due grandi elementi dividono la statua a metà dall’alto verso il basso e la miniatura della Città di Treia si è distaccata dal resto dell’opera insieme alla mano del Santo.

Dopo gli eventi sismici, visti i danni causati alle strutture della chiesa, il manufatto è stato trasportato e delocalizzato, con le dovute precauzioni, presso la chiesa di San Filippo, sita in Piazza della Repubblica.

La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche ha già approvato il progetto di restauro, delle cui spese si sta facendo carico l’Amministrazione Comunale.

Il Santuario, Sant'Isidoro, gli agricoltori e gli artigiani

Il Santuario del Santissimo Crocifisso ospita la Festa di Sant'Isidoro, Festa dell'agricoltura e della cultura popolare, che raduna tanti agricoltori e artigiani provenienti da tutto il territorio maceratese.

Ogni anno la Festa di S. Isidoro, patrono degli agricoltori, è l'occasione per conoscere i prodotti del territorio maceratese coltivati secondo i principi dell'agricoltura biologica e assaggiare la pizza e le birre naturali. In un momento in cui è forte il richiamo a un'agricoltura legata alla qualità dei cibi, contro le sofisticazioni di certe produzioni “industriali”, entrare in contatto con i produttori è un modo facile e conveniente per imparare ad apprezzare quanto il territorio locale ha da offrire, e magari scoprire i vantaggi economici e sociali legati alla “filiera corta” e alla spesa in fattoria.

Durante la festa, nel solco della tradizione, si porta in processione la statua del Santo e si benedicono la campagna, gli animali e gli attrezzi da lavoro: vera riscoperta di una ritualità rurale che rappresenta un legame con la tradizione e la storia delle nostre campagne. La statua verrà custodita all'interno della struttura in legno.

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Un progetto a cura di

Padre Luciano Genga

Sono Padre Luciano e sono il guardiano del Santuario del Santissimo Crocifisso.

Da diversi anni, aiutato dai frati che il Padre Provinciale Ferdinando Campana sceglie di mettere al mio fianco, mi occupo della gestione del Santuario in tutti gli aspetti che riguardano la vita religiosa, ricreativa e sociale, superando i confini comunali.

Tantissimi fedeli accorrono ogni domenica per partecipare alle funzioni religiose ed alle numerose iniziative che la comunità propone. Le realtà esistenti sono molteplici (la Gioventù Francescana, le Famiglie Francescane, l'Ordine Francescano Secolare, la Confraternita del Santissimo Crocifisso) e contribuiscono ad arricchire la vita della Comunità treiese.

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