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Civico, Arte, Viaggi

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La casa dei pesci

Come sarebbe il mare senza pesci? Scopri l'arte di salvare il mare!

610€
6% di 10.000€
18 giu 2018
Data chiusura
Scaduto

Tutto o niente Questo progetto verrà finanziato solo al raggiungimento del traguardo.

La casa dei pesci

Come sarebbe il mare senza pesci? Scopri l'arte di salvare il mare!

610€
6% di 10.000€
18 giu 2018
Data chiusura
Scaduto

Tutto o niente Questo progetto verrà finanziato solo al raggiungimento del traguardo.

Un museo di sculture in marmo sotto il mare

La Casa dei Pesci è la realizzazione di un sogno, il sogno di Paolo Fanciulli, pescatore e ambientalista maremmano, la cui passione per il mare ha animato molte battaglie per la salvaguardia dell’ambiente marino, coinvolgendo empaticamente centinaia e centinaia di persone di tutto il mondo.
Il suo sogno è quello di creare un museo di sculture sottomarine per impedire la pesca illegale a strascico entro le 3 miglia e favorire il ripopolamento del mare di Maremma, è quello di portare tutti a ‘guardare nel mare’ per scoprire che vi è tanta natura e bellezza che normalmente trascuriamo – in quanto invisibile – e per capire che il mare nostrum è ogni giorno depredato dalla pesca illegale, inquinato dai rifiuti tossici e dai detergenti chimici e cementificato.

Il Progetto ‘La Casa dei Pesci’ vuole creare nel Mare della Maremma:

  • un migliore livello di ripopolamento ittico nei fondali e in quelli a maggiore profondità anche proteggendoli dalla pesca illegale;
  • percorsi didattici marini per una fruizione più istruttiva dei tratti di costa più belli;
  • un giardino marino dell’arte nelle zone di balneazione, con sculture e installazioni che costituiscano un’attrazione per i cittadini e per il turista.

La Casa dei Pesci favorirà lo sviluppo sostenibile dell’area che abbraccia il Parco Naturale della Maremma, riserva integrale e sito di Interesse Comunitario e Regionale.

Il Progetto ha già suscitato l'interesse e la collaborazione attiva di un grande numero di associazioni culturali e ambientaliste (WWF Italia, Italia Nostra, Greenpeace, ecc.), di associazioni sportive, di molti Gruppi di Acquisto Solidale, di privati e di imprese con un ampio riscontro su tutto il territorio nazionale ed estero.

Abbiamo inoltre già messo a mare i primi 24 blocchi in marmo scolpiti ma non ci possiamo fermare qui perché non sarebbero sufficienti.

20 blocchi di marmo messi a mare nella primavera 2018

Il prossimo obiettivo del nostro progetto è quello di  mettere a mare 20 blocchi dissuasori di marmo grezzo di cava, che partendo dalla Apuane torneranno al mare. I blocchi dissuasori di marmo impediscono le azioni di pesca illegale che tanto danneggiano l'ecosistema marino, preservando la flora e contribuendo al ripopolamento della fauna dei nostri fondali, ricreando quel museo vivente che la natura spontaneamente ci offre.

Anche tu puoi diventare protagonista di questo progetto partecipando al finanziamento della messa a mare.

I blocchi sono già disponibili presso le cave di Michelangelo di Carrara che li ha donato alla nostra associazione. Ma abbiamo ancora bisogno di trovare i soldi per il trasporto su camion fino a Talamone e poi per la messa a mare con un pontone. Se non troviamo questi soldi non riusciremo a proteggere un altro tratto di costa della maremma e ad impedire la sistematica distruzione dei fondali. Il futuro del mare è anche nelle tue mani.  

Fai tuo il nostro sogno e aiutaci a farlo diventare realtà’.

Paolo il pescatore

Sono Paolo Fanciulli ma tutti mi conoscono come Paolo il pescatore. Sono un pescatore maremmano ma sono anche un ambientalista e non potrebbe essere diversamente. Per la mia passione per il mare ho animato molte battaglie per la salvaguardia dell’ambiente marino, coinvolgendo centinaia e centinaia di persone di tutto il mondo per aiutarmi a proteggere il mare della maremma dalla continua e sistematica scorreria notturna delle strascicanti che illegalmente pescano sotto costa, anche in acque profonde solo 6 metri. Non potevo e non posso rimanere in silenzio di fronte a questo scempio.

Dopo anni di lotte nel vero senso della parola, nel 2006, la Regione Toscana, con una nuova sensibilità al futuro dell'ecosistema, attiva l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Toscana (ARPAT) e la Provincia di Grosseto si mobilita per tutelare una delle sue risorse principali, il mare, attuando la messa in mare, rispettivamente, di dissuasori della pesca illegale e di barriere di ripopolamento ittico. Sono semplicemente blocchi in cemento che impediscono alla reti delle strascicanti di arare i fondali marini sotto costa e creano un habitat protetto per i pesci.

Purtroppo i finanziamenti disponibili non era sufficienti ad una salvaguardia completa, ma solo per creare alcune fasce di protezione.

Insieme al Consorzio Piccola Pesca Monte Argentario, ho ottenuto il coinvolgimento di AGCI Agrital, di WWF Italia, Federazione Italiana Pesca Sportiva ed Attività Subacquee (FIPSAS), Greenpeace e di molte imprese e associazioni locali, tantissimi cittadini, turisti italiani e stranieri, riuscendo così a finanziare la messa in mare, triplicando il numero di dissuasori nell’area costiera di fronte ai Monti dell’Uccellina.

Adesso in quest'area la pesca illegale è più difficile, la posidonia è tornata a fiorire e il mare si è ripopolato di pesci.
Infatti, già dopo pochi anni dal 2006, la natura ha ripreso il sopravvento ed è per questo che abbiamo potuto sognare sempre più in grande.

Adesso vogliamo ampliare l’area di protezione da Talamone a Punta Ala, ricostruire gli anfratti naturali che offrono riparo ai pesci e costruire per loro una casa. Vogliamo inoltre creare un museo di sculture sottomarine capaci di attirare tantissimi turisti e spingerli a mettere la testa sott’acqua e porre attenzione alla salvaguardia della natura sottomarina.

Fai anche tuo il mio sogno e aiutami a realizzarlo!

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Un progetto a cura di

Associazione La Casa dei Pesci

Nata nel 2014, l'Associazione Casa Dei Pesci ha sede in Alberese (GR). Il suo scopo è quello di proteggere i fondali marini della Maremma e si inserisce a pieno titolo come complemento della serie di interventi che la Provincia di Grosseto ha attuato nel 2007, 2010 e 2013, con l’intento di fronteggiare il depauperamento delle risorse ittiche, attraverso la posa di barriere di ripopolamento che hanno creato pregevoli hot-spot di ripristino ambientale.