Loading pp black 533b87cfd338eef8adc058952b8f834fb495f7d439c68cc5c683336f8b4b639b

NO al Rigassificatore a Rosignano

Contribuisci
Icon close white 3f944adb9c9650063a8c1683e1d9c8ddfee10ac09af1a1b67c773197c39393aa
Loading pp black 533b87cfd338eef8adc058952b8f834fb495f7d439c68cc5c683336f8b4b639b

NO al Rigassificatore a Rosignano

Raccolta fondi per la presentazione del ricorso al TAR che potrebbe annullare i Decreti MATTM di compatibilità ambientale n. 844/2010 e n. 215/2017

8.795€
88% di 10.000€
-4 giorni
Contribuisci

NO al Rigassificatore a Rosignano

Raccolta fondi per la presentazione del ricorso al TAR che potrebbe annullare i Decreti MATTM di compatibilità ambientale n. 844/2010 e n. 215/2017

8.795€
88% di 10.000€
-4 giorni
Contribuisci

In estrema sintesi

Il “Comitato del NO al Rigassificatore”, dopo essersi opposto fin dal 2009 contro ogni diversa variante di progetto di un rigassificatore GNL a Rosignano Marittimo e dopo aver già impugnato il Decreto n. 844/2010 (grazie al contributo economico di tanti semplici cittadini e di tante Associazioni), ha deciso di impugnare anche il Decreto n.215/2017 al fine di bloccare definitivamente questo procedimento e anche al fine di non vanificare lo sforzo del 2011. Qualora non lo impugnasse sarebbe assai probabile che il Tribunale dichiari la improcedibilità dei due ricorsi pendenti del 2011, per cui è fissata l’udienza al 4 Dicembre 2017 per sopravvenuta carenza di interesse; scenario che non vogliamo neppure immaginare.

Le ragioni del NO ci sono e sono estremamente valide!!! Speriamo quindi di trovare il supporto di tanti anche con piccole cifre per portare a termine questa estenuante guerra fatta di tante battaglie!!! IL FUTURO SI FA IN TANTI!!!

Di seguito: le necessità di una raccolta fondi, un inquadramento del territorio, le ragioni del NO a qualsiasi impianto di rigassificazione a Rosignano Marittimo, una breve presentazione del “Comitato del NO al Rigassificatore a Rosignano” e (per chi volesse approfondire) la lunga storia di un estenuante procedimento che dal 2003 pende sulla testa di questo territorio e contro il quale “una determinata visione del territorio” combatte da decenni (con un approfondimento in 8 STEP).

Di fatto, il più grande impianto di rigassificatore onshore (a terra) in Italia dovrebbe essere gestito come un impianto a rischio di incidente rilevante ricadente in area strettamente industriale (anche al fine della applicabilità della normativa Seveso specifica, connessa appunto alla valutazione degli scenari di rischio di incidente rilevante: esplosioni, incendi, “effetti domino”) e  invece è stato proposto in condizioni tali da attraversare aree “di fatto non industriali”: luoghi aperti al pubblico altamente frequentati tra cui spiagge, strade ad alta frequantazione quali la vecchia Via Aurelia, la linea ferroviaria Pisa-Roma, i quartieri di Vada denominati “Villaggio Fanfani” e “Villaggio Pontile”, la zona Archeologica di San Gaetano che è il porto etrusco-romano della ben nota Volterra e l’antica Via dei Cavalleggeri importante collegamento per l'Ippovia del Mediterraneo.

  Speriamo che questa raccolta fondi serva per noi e per le generazioni future.

Il coro di NO

Con il Decreto n. 215/2017 di “non assoggettabilità a procedura di VIA” Edison ha fatto un altro importante passo avanti verso la realizzazione di un terminale di rigassificazione GNL a Rosignano.

Il MATTM e la Commissione Tecnica (CTVA) hanno in sintesi ritenuto, dopo un’istruttoria durata circa un anno e mezzo,  che, nonostante i cambiamenti apportati al progetto precedente, rimanga valido il giudizio favorevole di compatibilità ambientale espresso nel 2010 con il decreto VIA n.844/2010 ed dando il via libera al progetto pur con alcune importanti prescrizioni.

A fronte di questi decreti favorevoli ad Edison ci sono stati importanti pronunciamenti e  prese di posizione contrarie.

Il  Comune di Rosignano a fine Luglio 2017 ha espresso un parere decisamente negativo sul Decreto n. 215/2017 ed ha deciso di intraprendere la strada di un ricorso al TAR.

La  Regione Toscana ha pure  espresso un parere negativo sul progetto e,  pur senza intraprendere alcuna iniziativa sul piano del contrasto “legale”,  si è impegnata ad esprimere parere contrario al progetto in sede di Conferenza dei Servizi con il MISE.

Entrambe queste prese di posizione sono state accompagnate da delibere ed atti della Giunta Regionale e Comunale e da delibere e mozioni approvate sia dal Consiglio Regionale che dal Consiglio Comunale di Rosignano M.mo che hanno ribadito la contrarietà al progetto rimarcandone le criticità sul piano della sicurezza e della compatibilità ambientale.

Sulla base della legislazione vigente  il parere contrario della Regione Toscana impedirebbe al MISE di autorizzare il passaggio alla fase di realizzazione del progetto in questione, ma questo “blocco” potrebbe essere rimosso da un intervento diretto del Presidente del Consiglio che, avocando a sé l’intera materia, emetta un decreto di “infrastruttura strategica” per il rigassificatore Edison di Rosignano e quindi ne autorizzi la realizzazione.

Neppure il Presidente del Consiglio può però autorizzare la realizzazione di un’opera se non c’è stato, o non è valido,  il decreto favorevole di Valutazione Ambientale emesso dal MATTM.  

Il Comitato per il NO al Rigassificatore a Rosignano, vede con grande favore e segue con attenzione le recenti prese di posizione dell’Amministrazione Comunale di Rosignano e della Regione Toscana e non ha mancato di esprimere ufficialmente il proprio parere, ma è necessario anche un nostro ricorso al TAR.

La necessità del ns ricorso al TAR

Ci appelliamo a tutti (cittadini, associazioni, organizzazioni e enti) contrari alla realizzazione di un impianto di rigassificazione a Rosignano evidenziando che:

- il ricorso del Comune potrà essere relativo soltanto al  Decreto n. 215/2017 e non potrà in nessun caso inficiare il Decreto n. 844/2010 (su cui trova fondamento lo stesso Decreto 215/2017).

- anche il NO della Regione Toscana, pur fondamentale in questa fase, non eliminerà tutti i rischi.

Restano cioè delle possibili strade aperte per Edison, che  può continuare a contare su un Decreto VIA (quello del 2010) approvato e pienamente in vigore. Potrebbe quindi, prima o poi, procedere a richiesta di autorizzazione per il progetto già approvato, o cederlo ad altri… insomma rimangono comunque per Edison degli spazi di manovra per continuare a tenere, sospesa sul territorio e sulla comunità di Rosignano, la spada di Damocle della possibile realizzazione del terminale GNL.

Per scongiurare ogni evenienza l’unica soluzione è invalidare tutto il procedimento e per farlo vanno “estirpate le radici” su cui ogni possibile variante potrebbe attecchire: cioè impugnare, come il Comitato ha fatto, il decreto VIA del 2010. Questo, purtroppo, né il Comune né la Regione possono più farlo. Può farlo soltanto il Comitato avendo depositato il ricorso contro il decreto VIA 844/2010 nei termini previsti.

A causa però degli ultimi sviluppi il Comitato deve dimostrare “continuità di interesse” con il ricorso del 2011 presentando anche un ricorso contro il decreto 215/2017 per evitare che il TAR del Lazio, nella prossima udienza del 4 dicembre 2017 sancisca la  decadenza e l’archiviazione di tutto il procedimento.

Il Comitato per il NO al Rigassificatore a Rosignano si rivolge a tutti i cittadini, agli enti, alle organizzazioni sociali , e a tutti gli interessati affinchè  riflettano sul da farsi e si assumano la responsabilità di poter decidere circa il futuro del territorio e della comunità di Rosignano.

Per sostenere l’ulteriore ricorso al TAR occorre procedere ad una raccolta di fondi per coprire le spese legali.

Restiamo a disposizione per qualunque chiarimento .

Per il Comitato:  Mario Baldeschi (335144808) - Augusto Menconi (338354260)

Territorio di valore con necessità di risanamenti ambientali

Sulla linea di costa toscana compresa tra le località turistiche di Castiglioncello (“la perla del Tirreno”) e la Mazzanta di Vada (importante metà di flusso turistico anche straniero) convivono la realtà industriale del più grande stabilimento chimico Solvay in Italia (da inizio novecento) e le tantissime attività residenziali, commerciali, agricole e turistiche presenti sul territorio.

Negli anni '70 la convivenza tra industria e territorio è andata nella direzione di un ulteriore sacrificio di aree residenziali, commerciali e turistiche. È stato infatti realizzato l’impianto di rigassificazione dell’etilene (stoccaggio di 10.000 mc) e il pontile “solvada” (2 km), con conseguente dismissione e abbandono di strutture e attività turistiche nonchè l'interdizione al proseguimento degli scavi archeologici nell'area di San Gaetano.

L’amministrazione comunale, dagli anni novanta in poi, ha impostato lo sviluppo e la gestione del territorio sul criterio dello “sviluppo multipolare”; questo criterio ha introdotto un equilibrio difficile da mantenere sul territorio. Un territorio che da decenni convive con il rischio industriale e con evidenti situazioni di criticità ambientali; un territorio in costante regime di "conflitti ambientali".

"Sviluppo multipolare" che si traduce in schizofrenia territoriale, così come attestano anche le opposte linee di pensiero che annualmente descrivono questo territorio agli occhi dei residenti stessi e del resto del mondo (basti pensare al  "caso spiagge bianche”).

Oggi, qualsiasi sia “la fotografia rappresentativa del territorio" (ad esempio la fotografia fatta da Linea Blu e da Medicina Democratica), la certezza è che gli elementi di criticità innegabilmente presenti sul territorio debbano andare nella direzione del miglioramento ed è invece in senso opposto a questo stato di necessità che Edison ha presentato e ottenuto il Decreto di VIA al progetto di realizzazione del più grande impianto di rigassificazione on-shore (a terra) in Italia, ritenendolo compatibile con quartieri densamente popolati, aree archeologiche, attività turistiche e commerciali e strutture per la nautica da diporto e pesca sportiva.

Speriamo che questa raccolta fondi serva per noi e per le generazioni future.

Le ragioni del NO: in termini di rischio

In estrema sintesi “LA REALIZZAZIONE DEL RIGASSIFICATORE ANNIENTA LO SVILUPPO E LA VALORIZZAZIONE DI TUTTO IL TERRITORIO”; di seguito le ragioni del NO a questo attuale progetto e alle precedenti versioni nel dettaglio:

1) INTRODUCE SCENARI DI RISCHIO “INCALCOLABILI” E DISTRUGGE LA VALORIZZAZIONE TURISTICA DELL’AREA COSTIERA

  • come gli altri progetti prevede di realizzare un impianto a rischio di incidente rilevante (Direttive Seveso) all’interno di un impianto già a rischio di incidente rilevante e in prossimità di aree fortemente urbanizzate e ad alta affluenza turistica e l’estensione della zona a rischio con la realizzazione di un sistema di condotte criogeniche che occupa nuovi spazi non industriali (assimilandoli illegittimamente ad industriali);

  • aggiunge l'impatto della delocalizzazione  dell'attuale impianto di etilene che verrebbe ad essere raddoppiato di capacità e collocato maggiormente in prossimità all'area abitata;
  • come gli altri progetti prevede il rischio del passaggio delle condotte criogeniche più lunghe al mondo in prossimità di aree residenziali e altamente frequentate;

  • non "libera" l'area in prossimità degli scavi archeologici di San Gaetano perché il doppio sistema di condotte di etilene e GNL ingombrerebbe ancor di più l'area sia con fasce di rispetto sia con maggior rischio.

2) OSTACOLA LA NAUTICA DA DIPORTO

- come gli altri progetti prevede l’attracco delle navi metaniere con conseguenze pesanti in termini di rischio e in termini di limiti di navigabilità (con raggio di interdizione di 1 km dal testata del pontile e distanza dal pontile di 1,4 km;

- aggiunge l’impatto del traffico di bettoline per il carico e la distribuzione via mare di GNL.

3) INCREMENTA I RISCHI DEL TRAFFICO TERRESTRE

- aggiunge l’impatto del traffico di 20 autocisterne al giorno che procederanno alla distribuzione via terra di GNL aumentando il rischio nel traffico veicolare e interferendo anche con il traffico estivo… e viene anche ipotizzato nuovo traffico su rotaie!!!

Le ragioni del NO: in termini di ambiente e salute

4) VA CONTRO LE NECESSITA’ DI RISANAMENTO DI UN’AREA CHE PRESENTA GIA’ GROSSE CRITICITA’ AMBIENTALI

- come gli altri progetti prevede l’allungamento del pontile di Vada di 430 m e la continua presenza di grosse navi metaniere con conseguente movimentazione di sabbie del fondo marino (contaminate da Mercurio, Arsenico, Cromo, Cadmio, Zinco, Nickel) e con conseguenti effetti in termini di erosione costiera, inoltre taglia i terreni per interrare condotte criogeniche con possibili conseguenze sulle acque sotterranee).

5) ANNULLA GLI INVESTIMENTI COMPIUTI E PREVISTI PER L’INFRASTRUTTURAZIONE TURISTICA

- come gli altri progetti interferisce con il Porto Cala dei Medici con il porticciolo di Vada e con il Porto di Cecina e con gli investimenti a contenimento dell’erosione costiera e di realizzazione del “Santuario dei Cetacei”;

- aggiunge l’impatto dell’incrocio del tracciato delle condotte criogeniche con la Bretella Morelline-Spiagge Bianche e si scontra con il progetto di “fruizione lenta” prevista anche dal PIT della Regione Toscana fatta di ciclovie, ippovie e percorsi turistici (Via dei Cavalleggeri) che andrebbero a interessare le aree attraversate dalla fascia dei tubi criogenici!!!

6) NON RISPETTA ALCUN CRITERIO DI PIANIFICAZIONE ENERGETICA

- come gli altri progetti prevede di realizzare il 3° impianto in meno di 100 Km in una zona dove esistono già gli impianti di La Spezia e OLT Livorno : non corrisponde ad alcun criterio di distribuzione degli impianti sull’intero territorio nazionale.

Chi è il “Comitato del NO al Rigassificatore a Rosignano”?

Questa raccolta fondi è promossa dal “Comitato del NO al Rigassificatore a Rosignano”.

Il “Comitato del NO al Rigassificatore a Rosignano” è stato istituito nel 2009 a seguito della presentazione della "Variante al Progetto Rosignano.

Aderiscono a “Comitato del NO al Rigassificatore a Rosignano” singoli cittadini, nonché alcune associazioni di categoria; tutti soggetti che hanno deciso di rimboccarsi le maniche nella forte preoccupazione che gli elementi di incompatibilità del progetto di realizzazione di un qualsiasi progetto di rigassificatore sul territorio avrebbero ostacolato ogni forma di risanamento/miglioramento ambientale e di valorizzazioni di ogni altra attività (non industriale) faticosamente presente sul territorio.

Il “Comitato del NO al Rigassificatore a Rosignano” si è sempre impegnato a dare informazione a tutti i cittadini del territorio nella convinzione che le ragioni del NO a questo progetto non siano a-prioristiche, ma fortemente motivate.

Nel 2011, grazie ad una raccolta fondi porta-a-porta rivolta a residenti, commercianti, turisti e cittadini residenti nelle aree limitrofe, è stata raccolta la cifra necessaria a presentare l'unico possibile strumento di difesa nei confronti del Drecreto di VIA n.844/2010. A Marzo 2016, il “Comitato del NO al Rigassificatore a Rosignano” ha contribuito alla raccolta firme dell'associazione 'Medicina Democratica' ottenendo una petizione di 1.800 firme sulla contrarietà alla “Revisione alla Variante del Progetto Rosignano” presentata da Edison a Dicembre 2015. Nel Marzo 2016 è stata aperta la Pagina FB del Comitato, in sostituzione al Gruppo FB attivato nel 2010.

Oggi è di nuovo necessario trovare nuovi fondi per sostenere le spese per la presentazione di un ulteriore ricorso al TAR (ulteriore ricorso che integri e dia continuità a quanto già impugnato).

Speriamo che questa raccolta fondi serva per noi e per le generazioni future.

Come verranno utilizzati i fondi

I fondi raccolti serviranno per l’impugnazione del Decreto n. 215/2017 tramite presentazione al TAR del Lazio di un ulteriore ricorso.

Il tentativo dello “sviluppo multipolare” è condivisibile solo se è accompagnato da una energica azione in direzione del risanamento/tutela ambientale e di  valorizzazione di attività sostenibili (anche industriali, ma con impatti ambientali definiti e compatibili). In caso contrario  il potenziamento delle sole grosse  attività industriali presenti sul territorio significherebbe l’annientamento/interdizione delle  attività commerciali/turistiche/culturali ricadenti su questa area e la riduzione delle possibilità di diversificazione sia economica che socio - culturale !!!!

Speriamo che questa raccolta fondi serva per noi e per le generazioni future.

Approfondimenti: dal 2003 ad oggi (STEP 1)

Dal 2003 ad oggi la spada del progetto rigassificatore pende sulla testa del territorio

Già prima del 2003 agli occhi del territorio risultava necessario procedere ad un risanamento e salvaguardia della fascia costiera tra lo Stabilimento Solvay ed il pontile Solvada… purtroppo a fronte di questa consapevolezza gli eventi sono andati nella direzione opposta...

STEP1

24 Settembre 2003: Edison e BP presentano il “Progetto Rosignano” che prevedeva che nell’area di San Gaetano si realizzasse uno stoccaggio di GNL di 160.000 mc (un “bombolone di GNL” pari a 16 volte l’attuale “bombolone di etilene”) e il raddoppio da 10.000mc a 20.000mc dell’attuale “bombolone di etilene”…invece di un risanamento dell’area si andava così incontro a nuove strutture industriali “sulla spiaggia” (con gran squillo di trombe la direzione era quella dello “sviluppo dell’industria del freddo” con sfruttamento delle frigorie criogeniche!!!) [in queste fasi mai niente è stato chiarito circa le distanze di interdizione alla nautica da diporto e alla pesca][i media parlavano di 300 posti di lavoro in fase di costruzione e 150 addetti tra diretti e indiretti a regime]

>> La reazione degli enti:

  • Furono tutti contrari ed in particolar modo il Comune di Rosignano Marittimo che, con DCG n.185/2003 (Giunta Simoncini), espresse parere negativo per la non conformità urbanistica (perché in contrapposizione alla salvaguardia degli usi turistici-culturali-residenziali della zona) (pur a fronte del parere negativo il Comune si dichiarava “disponibile” a valutare la delocalizzazione degli impianti all’interno dello Stabilimento Solvay per sottolineando la necessità di una attenta ed ampia comparazione delle problematiche di sicurezza derivanti da “effetti domino” (per la vicinanza di altri stabilimenti a rischio di incidente rilevante quali lo Stabilimento Solvay ed ECOMAR e lo stoccaggio stesso di etilene) e dall’allungamento delle tubazioni criogeniche.

>>La reazione dei cittadini:

  • numerosi cittadini si opposero a questo progetto formulando tutte le osservazioni che evidenziavano la contrarietà del progetto allo sviluppo di un territorio in cui la sicurezza e il risanamento ambientale sono alla base delle economie del commercio, turismo e agricoltura.

Approfondimenti: dal 2003 ad oggi (STEP 2)

STEP2

8 Settembre 2005: Edison attiva l’iter di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) presentando la “Variante al Progetto Rosignano”. Questa variante prevedeva la “suggerita” delocalizzazione di stoccaggi di etilene e GNL all’interno dello Stabilimento Solvay. In questa variante lo stoccaggio di GNL viene raddoppiato; sono quindi previsti 2 stoccaggi di GNL di 160.000 mc (due “bomboloni di GNL” pari a 16 volte l’attuale “bombolone di etilene”) e il raddoppio da 10.000 mc a 20.000 mc dell’attuale “bombolone di etilene”; invece di una rinaturalizzazione dell’area si prevedeva un ulteriore aggravio data la necessità di una duplice pista di condotte (GNL+etilene) con opportune distanze tra di loro sia per la posa sia per la sicurezza (con gran squillo di trombe si è gridato alla rinaturalizzazione dell’area di San Gaetano!!!)[in queste fasi mai niente è stato chiarito circa le distanze di interdizione alla nautica da diporto e alla pesca] [i media parlavano di 300 posti di lavoro in fase di costruzione e 150 addetti tra diretti e indiretti a regime]

>>La reazione degli enti:

  • Il Comune di Rosignano Marittimo, con DCG n.170/2009 (Giunta Franchi), espresse parere favorevole (“sostanzialmente favorevole” = si traduce in favorevole!!!) con la prescrizione di valutare anche la delocalizzazione del pontile Solvada (ritenuto quindi possibile!!!); prescrizione che esprime la consapevolezza che nessun impianto al mondo è paragonabile a quello proposto né per diametro delle condotte né per lunghezza!!!

  • La Provincia di Livorno si espresse con parere favorevole con AD n.180/2009 (tra le prescrizioni la valutazione di un impianto off-shore… praticamente un altro impianto!!!)

  • La Regione Toscana si espresse con DGRT n.1102/2009 con parere negativo per incompatibilità con il PIER.

>>La reazione dei cittadini:

  • ben 27 soggetti del territorio hanno presentato osservazioni contro questo progetto: tra questi il ns “Comitato del NO al Rigassificatore a Rosignano” nonché altre associazioni di categoria, consigli di Frazione, liste civiche, partiti, gruppi consiliari e associazioni ambientaliste e singoli cittadini

Approfondimenti: dal 2003 ad oggi (STEP 3)

STEP3

18 Novembre 2010: Il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare esprime giudizio favorevole di compatibilità ambientale relativamente alla “Variante al Progetto Rosignano” con Decreto di VIA n.844/2010 (con 23 pesanti prescrizioni che includono, tra le tante, ulteriori 51 prescrizioni della Commissione Tecnica di VIA; pesanti prescrizioni che vanno dal fare uno studio di fattibilità delle condotte necessarie ad attraversare in sicurezza quartieri residenziali (visto che non ne esistono al mondo!!!) al valutare quali siano le effettive aree di interdizione (visto che ancora nessuno le ha valutate!!!). Questo atto in parole povere apre ad Edison la possibilità di presentare la richiesta di AIA senza nessuna ulteriore valutazione di compatibilità ambientale!!!

>>La reazione degli enti:

nessuna nonostante la possibilità di presentazione di rcorso nei 60 gg successivi alla pubblicazione su GURI (verificare)

>>La reazione dei cittadini:

  • nonostante l’estrema complessità, il “Comitato del NO al Rigassificatore a Rosignano” in circa due mesi di tempo organizza assemblee pubbliche informative e banchetti informativi per i cittadini al fine di spiegare le ragioni del NO e riesce a raccogliere grazie al contributo di tanti cittadini preoccupati la cifra necessaria (ben circa 20.000€) per presentare entro i 60 gg di tempo previsti dalla pubblicazione su GURI ben 2 ricorsi: uno al TAR del Lazio (tramite il WWF Italia) e l’altro al Presidente della Repubblica (tramite il Forum Ambientalista). A far seguito a questo Decreto il Comitato del NO ha sempre manifestato la preoccupazione di chiudere una volta per tutte il procedimento, specie a fronte del mantenimento in piedi del progetto rigassificatore da parte di tutti gli enti tra cui il Comune.

Approfondimenti: dal 2003 ad oggi (STEP 4)

STEP4

22 Dicembre 2015: Edison attiva l’iter di “Verifica di assoggettabilità a VIA” presentando la “Revisione alla Variante del Progetto Rosignano”, ovvero Edison presenta alcune variazioni al progetto già approvato chiedendo agli enti di esprimerso sulla necessità o meno di attivare un nuovo iter di “VIA” (sperando in una valutazione di "modifica non sostanziale" e quindi nella validità della VIA del Decreto n.844/2010). La revisione prevedeva “la sola l’aggiunta di 2 nuovi elementi”:

  1. l’allungamento del pontile di 450 metri con piattaforma di attracco di 35 bettoline/anno per la distribuzione/rifornimento GNL diretto alle “utenze navali” via mare;

  2. l’inserimento nello stabilimento Solvay di una piattaforma di distribuzione a 2640 autocisterne/anno per la distribuzione/rifornimento GNL diretto alle “utenze terrestri” via terra

e prevedeva però anche la non delocalizzazione dello stoccaggio di etilene da San Gaetano.

Questi 2 nuovi elementi adeguavano il progetto alle specifiche della SEN-2015, che prevede anche queste modalità di distribuzione/rifornimento GNL diretto alle utenze (definito SSL - Small Scale LNG); l’attenzione di Edison al rispetto di queste specifiche era mirata ad accedere al “regime economico molto favorevole" previsto per gli "impianti strategici". Infatti se l'impianto fosse riconosciuto strategico Edison potrebbe “beneficiare di un meccanismo regolatorio di recupero garantito dei costi di investimento a carico del sistema” (tradotto = l’investimento sarà finanziato con soldi pubblici anche qualora l'impianto non ricevesse/distribuisse nemmeno 1mc di GNL) (benché questa revisione lasciasse inalterate sia la distribuzione tramite metanodotto sia la possibilità di “sviluppo dell’industria del freddo” con gran squillo di trombe si è alzato un grido di allarme di “progetto non più industriale, ma solo commerciale”… ma come confermato nel seguito queste modifiche non sono state ritenute poi tanto sostanziali …dal MATTM stesso) !!!) [anche in queste fasi mai niente è stato chiarito circa le distanze di interdizione alla nautica da diporto e alla pesca][la stessa Edison in sede di Commissione Consiliare pubblica parla di 600 posti di lavoro in fase di costruzione e 50 addetti tra diretti a regime]

>>La reazione degli enti:

Nel Febbraio 2016 il Comune di Rosignano Marittimo ha presentato le Osservazioni con DGC n. 22/2016 e con DCG n. 24/2016 chiedendo l’assoggettamento a nuova VIA della “Revisione alla Variante del Progetto”.

Approfondimenti: dal 2003 ad oggi (STEP 5)

STEP5

Nei successivi mesi tra Marzo 2016 e Agosto 2016 è stata richiesta ad Edison da parte del Comitato Tecnico di VIA la presentazione di “Documentazione Integrativa alla Revisione alla Variante del Progetto” e a queste il Comune di Rosignano Marittimo ha presentato ulteriori Osservazioni con DGC n.270/2016 in cui conferma la richiesta di assoggettamento a nuova VIA della “Revisione alla Variante del Progetto” e prende atto della nota della Società INEOS di “non spostare l’attuale impianto di etilene da San Gaetano, ma di investire sul medesimo in termini di sicurezza, di ambiente, di sostenibilità, di affidabilità e crescita”.

>>La reazione dei cittadini:

Approfondimenti: dal 2003 ad oggi (STEP 6)

STEP6

15 Marzo 2017: Edison di propria iniziativa presenta una lettera di intenti sotto forma di “Documentazione Integrativa Volontaria” in cui:

  • da un lato: annuncia l’emissione a breve della nuova SEN-2017 e l’emissione a breve di una gara per l’individuazione degli impianti che potranno essere contrassegnati come strategici e quindi accedere al suddetto “meccanismo regolatorio di recupero garantito” della SEN-2017;

  • dall’altro: dato che le osservazioni e i contributi istruttori di alcune Amministrazioni locali, hanno evidenziato che la mancata delocalizzazione del terminale di etilene, più che una riduzione dello scopo progettuale (e dei relativi impatti connessi) venisse percepita come mancato beneficio ambientale legato alla liberazione dell’area costiera di Vada e alla realizzazione del previsto progetto di rinaturalizzazione dell’area (interpretate da Edison come “esigenze del territorio”), Edison annuncia di aver avviato un procedimento negoziale con Ineos Polefins S.A. con cui in data 23 Dicembre 2016 ha firmato un Memorandum of Understanding per definire le modalità di delocalizzazione del terminale etilene (in base a questo accordo, Edison si impegna a concretizzare lo spostamento del terminale etilene a condizione che si realizzi il terminale di rigassificazione di GNL e si concordi una soluzione commerciale soddisfacente con Ineos che consenta ad Edison di recuperare l’investimento legato alla delocalizzazione).

In parole povere Edison con questa “Documentazione integrativa volontaria” ripropone il progetto così come approvato con Decreto di VIA n. 844/2010 (e quindi già in possesso di giudizio favorevole di compatibilità ambientale), posticipando lo spostamento dell’etilene entro i 5 anni dalla realizzazione del rigassificatore (esprimendo però la condizione per cui questa delocalizzazione non deve essere a suo carico) e confermando la volontà di tentare di essere riconosciuto come impianto strategico della SEN-2017, al tal scopo anche in questa documentazione integrativa prevede l’aggiunta dei 2 nuovi elementi per essere un impianto strategico per la SEN-2017:

  1. l’allungamento del pontile di 450 metri per ospitare una piattaforma di attracco di 35 bettoline/anno per la distribuzione/rifornimento GNL diretto alle “utenze navali” via mare;

  2. l’inserimento nello stabilimento Solvay di una piattaforma di distribuzione a 2640  autocisterne/anno per la distribuzione/rifornimento GNL diretto alle “utenze terrestri” via terra

Approfondimenti: dal 2003 ad oggi (STEP 7)

STEP7

12 Luglio 2017: Il TAR del Lazio unifica i due ricorsi presentati dal “Comitato per il NO al Rigassificatore” rinviandoli al 4 Dicembre 2017 (se il TAR in appello avesse accolto il nostro ricorso il Decreto di VIA n. 844/2010 sarebbe stato annullato e tutto l’iter invalidato ... e si sarebbe messa la parola fine ad ogni progetto di rigassificatore pendente su questo territorio).

Approfondimenti: dal 2003 ad oggi (STEP 8)

STEP8

14 Luglio 2017: Il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare con Decreto n. 215/2017 chiude l’iter di “Verifica di assoggettabilità a VIA” esprimendo giudizio favorevole alla non assoggettabilità a nuova VIA valutando la Documentazione integrativa volontaria come “modifiche non sostanziali” alla “Variante al Progetto Rosignano” approvata con Decreto di VIA n.844/2010

>>La reazione degli enti:

>>La reazione dei cittadini:

  • il “Comitato del NO al Rigassificatore”, dopo aver impugnato il Decreto n. 844/2010, decide di impugnare il Decreto n.215/2017 anche al fine di non vanificare lo sforzo del 2011 di tutti perché, qualora non lo impugnasse, sarebbe assai probabile che il TAR dichiari la improcedibilità dei due ricorsi pendenti del 2011 per cui è fissata l’udienza al 4 Dicembre 2017 per sopravvenuta carenza di interesse… scenario che non vogliamo neppure immaginare… Questo Decreto n.215 del 17 Luglio 2017 ha introdotto un nuovo inatteso scenario contro cui è necessario tornare ad esprimere la contrarietà del territorio. Le ragioni del NO ci sono e sono estremamente valide!!! Speriamo quindi di trovare il supporto di tanti anche con piccole cifre per portare a termine questa estenuante guerra fatta di tante battaglie!!! IL FUTURO SI FA IN TANTI!!!

1502271869436277 1930181 1672435479675186 2807521031709484431 n

Un progetto a cura di

NoAlRigassificatoreARosignano

'No al Rigassificatore a Rosignano' è un comitato di cittadini e di associazioni del territorio del Comune di Rosignano Marittimo in Provincia di Livorno (e non solo), che fin dalla prima presentazione del 'Progetto Rosignano' (2004) ha esaminato, presentato e portato avanti 'Le ragioni del NO' sia  con assemblee pubbliche, sia con raccolte firma, sia presentando ricorso al Decreto n. 844/2010.

Per ulteriori approfondimenti: http://www.va.minambiente.it/it-IT/Oggetti/Documentazione/156/2645