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NO CENTRALE ENEL-MERCURE

Campagna di sensibilizzazione contro la riattivazione della mega Centrale Enel a Biomassa nell'Oasi Naturalistica del Parco Nazionale del Pollino

2.643€
132% di 2.000€
20 lug 2017
Data chiusura
Finanziato

Tutto o niente Questo progetto verrà finanziato solo al raggiungimento del traguardo.

NO CENTRALE ENEL-MERCURE

Campagna di sensibilizzazione contro la riattivazione della mega Centrale Enel a Biomassa nell'Oasi Naturalistica del Parco Nazionale del Pollino

2.643€
132% di 2.000€
20 lug 2017
Data chiusura
Finanziato

Tutto o niente Questo progetto verrà finanziato solo al raggiungimento del traguardo.

Un ferrovecchio arrugginito di oltre 50 anni

La Centrale Termoelettrica Enel della Valle del Mercure è un impianto risalente agli anni '60 installato presso Laino Borgo (CS), paese di confine tra Basilicata e Calabria.

Alimentata inizialmente a lignite e poi a olio combustibile, la centrale è completamente spenta dal 1997.

Il 1993 è l'anno di istituzione del Parco Nazionale del Pollino. In seguito, nel 2007, l'UE individua due Zone di Protezione Speciale (ZPS) che comprendono il Parco - e dunque il sito ove sorge la centrale - mentre nel 2015 il territorio del Parco diventa patrimonio UNESCO.

La centrale si trova in prossimità del Fiume Mercure-Lao, di cui usa l'acqua per vari scopi. Si tratta di un importante torrente noto in tutto il mondo non solo per le ormai consolidate attività di rafting, canoeing, acquatrekking, river trekking, etc., che richiamano annualmente migliaia di turisti, ma anche e soprattutto per la purezza della sua risorsa idrica.

Risorsa pregiata, necessaria a preservare un habitat ideale per flora e fauna autoctone protette e assolutamente fondamentale nel garantire la presenza di particolari specie vegetali e animali - tra queste la rarissima lontra - che rischiano l'estinzione.

Un'acqua, quella della Sorgente del Mercure di Viggianello, dalle proprietà di tale eccellenza da essere parzialmente prelevata e imbottigliata da una delle maggiori società italiane attive del settore delle acque oligominerali.

Un bacino fluviale prezioso, dunque, che verrebbe irreparabilmente danneggiato dalle colossali attività industriali connesse alla riapertura della centrale Enel.

Nella zona, inoltre, la legge (D.P.R. 12 marzo 2003) stabilisce che è possibile intervenire "solo per esigenze connesse alla salute dell’uomo e alla sicurezza pubblica, o per esigenze di primaria importanza per l’ambiente, oppure, previo parere della Commissione Europea, per altri motivi imperativi di rilevante interesse pubblico". In tutti gli altri casi, qualsivoglia progetto dovrebbe essere proibito...

Questi e altri (ma non meno importanti) motivi hanno portato alle precedenti bocciature delle autorizzazioni alla riapertura della centrale che, con i suoi 41 MWe, è tra le più grandi in Europa.

E tutto ricominciò nel 2000

Neppure la presenza del Parco Nazionale del Pollino è stata in grado di opporsi al colosso Enel e ai suoi sostenitori più accaniti, che richiedevano la riapertura della centrale del Mercure. La compagnia energetica ha avanzato, infatti, nell'anno 2000, la "conveniente" proposta di utilizzare biomassa locale (fonte rinnovabile) come combustibile con l'intenzione - nemmeno tanto velata - di acquisire, con un'unica mega riconversione, una cospicua quantità di Certificati Verdi.

Quale ghiotta occasione - sicuramente economicamente molto vantaggiosa per la multinazionale - da non lasciarsi assolutamente sfuggire!

La promessa di centinaia di posti di lavoro, peraltro disattesi, ha fatto il resto.

L'AD di Enel (Ing. Francesco Starace) ha pubblicamente affermato che la centrale del Mercure, nel 2016, ha guadagnato 49 milioni di euro. Peccato che solo 10 milioni siano i proventi della produzione energetica, mentre il resto, 39 milioni di euro, derivi totalmente da incentivi pubblici!

Perché NO alla CENTRALE Enel del Mercure così concepita?

Enorme la quantità di tonnellate di biomassa necessaria al suo funzionamento: circa 350,000 t/anno (dati Enel) da reperirsi - come esplicitato dallo stesso Produttore - sul territorio dell’intera Unione Europea con il rischio, tra l’altro, di “importazione” di specie alloctone e di possibile contaminazione da pesticidi, rischiose per l’integrità della biodiversità del Parco e per la salute delle popolazioni residenti.

In aggiunta, il trasporto della biomassa rappresenta un grave problema per la viabilità in termini di sicurezza fisica e ambientale, atteso che, per un funzionamento a regime, sarebbero necessari oltre 110 camion al giorno (tale dato, peraltro rilevantissimo, si ritiene calcolato per difetto e con trasporto ceneri escluse). Questo elevato numero di mezzi pesanti, tra andata e ritorno, andrebbe a congestionare una rete viaria già ora precaria e inadeguata per il traffico automobilistico leggero, oltre ad impattare in maniera disastrosa con l’ecosistema del Parco.

Ulteriori aspetti criticabili - e criticati - del progetto Enel sono stati quelli inerenti le antidemocratiche procedure amministrative, ambigue e incomplete (AIA/VIA mai pubblicata sul BURC, VINCA Calabria e Basilicata scadute), la mancanza di un serio studio microclimatico della Valle del Mercure (l'unico effettuato è stato fatto mutuando i dati di una valle diversa, distante ben 11 km [Latronico], rendendo le analisi del tutto inattendibili e prive di fondamento), l'assenza di una Valutazione d'Impatto sulla Salute (VIS).

E ancora, i danni al settore turistico, alla produzione agricola, ortofrutticola e alla zootecnìa, attraverso la possibile contaminazione del suolo, dell'aria e delle falde acquifere, la degradazione del paesaggio e, non da ultimo, il danno d'immagine di chi ha puntato sul marchio del Parco come garanzia di qualità.

La carenza di indagini sanitarie ha spinto tra l'altro l’International Society of Doctors for Environment (ISDE Internazionale) e il Presidente dell’Ordine dei Medici della provincia di Potenza a chiedere, con iniziative indipendenti, una Valutazione di Impatto sulla Salute (VIS) da effettuarsi sulla popolazione locale, prima di esprimersi nuovamente in merito alla questione.

Promotori del progetto

Questa raccolta fondi è promossa dal Forum Stefano Gioia delle Associazioni e Comitati calabresi e lucani per la tutela della Legalità e del Territorio.

Il FORUM riunisce tutti i gruppi, le associazioni, i comitati di cittadini, i lavoratori, gli operatori del Parco del Pollino e non solo, che si battono per l'affermazione della legalità e per la tutela del territorio. Nasce come mobilitazione strutturata contro l'apertura della Centrale Enel a biomasse del Mercure ma anche con la voglia di guardare oltre.

Prende nome da un attivista del Forum, Stefano Gioia - medaglia d'oro al valor civile - guida rafting, amico e compagno di lotta che ha dimostrato come si possano trovare ragioni di vita, lavoro e riscatto sociale nella propria terra, per quanto ostile questa possa sembrare, utilizzandone al meglio le risorse, ambientali e umane, necessarie alla sua tutela e valorizzazione. Stefano ha testimoniato l'altezza dei suoi ideali sacrificando la propria vita per salvarne altre. 

Auspichiamo che una campagna mediatica battente e una forte partecipazione di massa possa far capire all'Enel, agli amministratori e alla politica quale sia l'unica via da seguire in questa incredibile vicenda, sperando che siano messi al più presto i sigilli a quello che è l'ennesimo e predatorio atto di abuso e di prepotenza imposto dall'alto ai danni delle pacifiche popolazioni della Valle del Mercure, ma anche nei confronti delle migliaia e migliaia di persone che affrontano lunghi percorsi e strade tortuose per venire sul Pollino a scoprire le meravigliose bellezze di questo territorio.

LA CENTRALE DEL MERCURE VA CHIUSA PERCHÈ CREA SOLO DANNI E RISCHI AMBIENTALI, ALLA SALUTE, ALL'OCCUPAZIONE.

PER LA VALLE DEL MERCURE, NEL CUORE DEL PARCO DEL POLLINO, UN CARICO INSOSTENIBILE;

PER ENEL, UNA IRRILEVANTE, MA DEVASTANTE GOCCIA NEL MARE DELLE SUE ATTIVITÀ.

Come saranno utilizzati i fondi

fondi raccolti serviranno per la produzione di materiale divulgativo (magliette, adesivi, striscioni, opuscoli, bandiere, etc.) necessario a continuare l'opera di informazione e a dare maggiore visibilità nazionale ad una protesta civile ma onerosa, finora supportata da attivisti ed esponenti dei comitati ambientalisti e, con molte difficoltà, dai cittadini che abitano l'area protetta del Parco Nazionale del Pollino, a ridosso dell'impianto a biomassa di Enel.

Con questo materiale, chi opera nella Valle del Mercure (aziende, persone, attività varie) avrà la possibilità di dare sempre più forza alle sue ragioni, continuando efficacemente l'opera di sensibilizzazione a livello locale ma soprattutto nei confronti degli ospiti e dei turisti i quali, come ogni anno e soprattutto in vista della stagione estiva, vengono a visitare il Parco del Pollino per le sue bellezze naturali (e non di certo per vedere un eco-mostro).

Perché il piede in due scarpe non è possibile tenerlo: o si sceglie la centrale o il Parco e con esso, la salute, lo sviluppo vero, il lavoro duraturo.

Per noi e per le generazioni future.

Per approfondire

Si potrebbero scrivere pagine e pagine di approfondimento, ma questa, per quanto importante, rimane una "sede temporanea".

Per reperire ulteriori notizie, gli atti dell'iter autorizzativo, per restare informati e per tanto altro ancora, il suggerimento è di andare innanzitutto sul blog ufficiale NO CENTRALE MERCURE BLOG o sulla pagina facebook del FORUM "STEFANO GIOIA" DELLE ASSOCIAZIONI E COMITATI CALABRESI E LUCANI PER LA TUTELA DELLA LEGALITA' E DEL TERRITORIO. Ma anche sul web, ormai ricchissimo di informazioni in merito, per superare ogni eventuale perplessità.

Noi la nostra opinione, scevra da ogni interesse che non siano i diritti delle popolazioni e la salvaguardia del Parco del Pollino, ce la siamo fatta, dopo aver seguito tutta la vicenda, fin dall'inizio e osservato da vicino quello che è accaduto e che sta accadendo nella Valle Mercure e più in generale, in questo luogo magico che è il Pollino. 

E tanti problemi che avevamo facilmente previsto, si sono purtroppo avverati, tra cui quella delle "centinaia di posti di lavoro", che sono in realtà tendenti allo zero.

I dubbi che avevamo, purtroppo, come ogni nodo difficile da sciogliere, stanno venendo al pettine e tra un po' non sarà più possibile ritornare indietro.

Grazie a chi vorrà sostenere questa nostra lotta - scaturita unicamente dall' AMORE PER LA NOSTRA TERRA - anche solo con una riflessione o con un passaparola. Grazie.

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Un progetto a cura di

Forum "Stefano Gioia"

Il FORUM STEFANO GIOIA DELLE ASSOCIAZIONI E COMITATI CALABRESI E LUCANI PER LA TUTELA DELLA LEGALITÀ E DEL TERRITORIO nasce per contrastare l'apertura della Centrale Enel del Mercure, ma va e vuole andare oltre.

Prende nome da un attivista del Forum, Stefano Gioia, guida rafting, amico, compagno di lotta - medaglia d'oro al valor civile - che ha dimostrato come si possano trovare ragioni di vita, lavoro e riscatto sociale nella propria terra.