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Milano
Editoria, Civico
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LA PACE DEI BIMBI

L'idea è quella di pubblicare un libro sulla Pace interamente scritto da bimbi palestinesi che vivono in alcuni campi profughi

135€
Chiuso il 23 mar 2017
2%
5.000€
Concluso

Tutto o niente Questo progetto verrà finanziato solo al raggiungimento del traguardo

Tutto o niente

LA PACE DEI BIMBI

L'idea è quella di pubblicare un libro sulla Pace interamente scritto da bimbi palestinesi che vivono in alcuni campi profughi

135€
Chiuso il 23 mar 2017
2%
5.000€
Concluso

Tutto o niente Questo progetto verrà finanziato solo al raggiungimento del traguardo

Tutto o niente

Di cosa si tratta

La PACE dei BIMBI è un progetto sociale ambizioso e affascinante che si è posto come obiettivo quello di realizzare un libro interamente scritto dai bambini palestinesi che vivono nei campi profughi. In quelle zone le incursioni armate sono all’ordine del giorno e i bambini convivono e crescono con lo stato di guerra perenne, con la paura e con il ricordo indelebile di un familiare o di un compagno di scuola morti per mano violenta. Nonostante ciò, questa condizione deplorevole e insensata non è ancora riuscita a togliere loro il sorriso né a scalfire le loro utopie e i loro sogni. Sperano di poter vivere un futuro diverso in cui la quotidianità sia fatta di silenzio, di giochi, di salti e di abbracci. Le loro idee sulla Pace e su come raggiungerla sono più chiare e perspicaci rispetto a quelle degli adulti. E’ questa ingegnosità e genuinità che voglio cogliere. E’ questa loro inesauribile speranza che voglio racchiudere in un libro “la PACE dei BIMBI” e nella raccolta dei loro disegni espressi su tela. E’ del loro mondo interiore e della loro luce che voglio nutrirmi e questo nutrimento intendo veicolarlo al resto del mondo affinché possa identificarne l’essenza dell’esistere 

Quando e dove?

A partire dal mese di aprile 2017 mi recherò in Palestina e vi soggiornerò per tre mesi con l’intento di viaggiare all’interno del paese e portare avanti la mia idea progettuale “la PACE dei BIMBI”. Mi muoverò con cautela e prudenza in varie zone e all’interno di diversi campi profughi Ramallah Amari Refugees Camp, Aida Camp, Betlemme, Jerico, Unrwa, Nablus e Jenin.

Perché?

Guardandomi dentro rispondere al perché si decida di avventurarsi in luoghi così pericolosi e insicuri sembra scontato e evidente, ma non basta e, anzi, bisogna assolutamente esteriorizzare. E’ altresì scontato pensare alla Palestina come una terra costretta a vivere nella precarietà, nella violenza, nel sopruso e nella negazione di ogni diritto fondamentale. Ebbene io vorrei contribuire con le mie energie e la mia volontà a sgretolare il muro mentale delle nazioni del pianeta e soprattutto dei suoi governanti affinché si possa fuoriuscire dalle sabbie mobili e da quell’immobilismo manovrato che ormai da decenni penalizza e uccide la vita in quella terra. Lo voglio fare dando voce e spazio ai bambini, alle loro intelligenze e alle loro sensibilità.

Chi c'è dietro al progetto

Dietro al progetto ci sono esclusivamente io e pochissimi fidati collaboratori come Milena Rampolli (edizione e traduzione libro), Mohammed Ghazawmah (interprete), Hamde Abu Rama (fotografo), Omar Abu Al Hawra (insegnante e psicologo), Maher Shawmreh (ballerino e direttore di scuola d'arte), Dario Lo Scalzo (giornalista, videomaker e comunicatore) e pochi altri che si stanno aggiungendo giornalmente.

Io sono Antonietta Chiodo. Sono una reporter dell’agenzia di stampa internazionale Pressenza e scrivo per Social News. Sono nata a Roma e cresciuta a Milano. Mi sono diplomata come perito tipografo nel 1995 lavorando per alcuni anni presso il Corriere della Sera. Mi sono occupata sin da bambina di diritti umani essendo cresciuta con una madre profondamente legata alla causa palestinese, cominciando così varie letture che mi hanno trascinata nell’arco degli anni a confrontarmi sempre più la cultura islamica cercando di mantenere una visione individuale ed imparziale delle dinamiche. 

Amare la pittura sin da bambina mi ha portata a conseguire una mini laurea di disegnatore di animazione ed a collaborare con varie associazioni per eventi grafici e pubblicitari legati al disagio umanitario. Lavori che mi hanno donato profonde soddisfazioni con associazioni quali ANLAIDS e Gruppo Abele, da qui il mio trasferimento a Torino nel 2003. Ho collaborato per parecchi anni come grafico per Narcomafie, la cui direttrice Manuela Mareso è una da cui ho tratto grandi insegnamenti, Animazione Sociale e Cooperazione internazionale da cui nacquero 3 mini libri che vennero applauditi a Bruxelles nel 2006. 

Insieme ad una equipe di psicologi e mediatori culturali tracciamo sul campo la storia dei minori in Burkina Faso, Marocco e zone desertiche limitrofe trattando i temi dell’ Aids e dei minori nelle carceri. Continuai negli anni il lavoro di collaborazione con alcuni giornali locali e soprattutto con associazione del BDS per il boicottaggio dei prodotti israeliani. 

Ho sempre condotto il mio lavoro cercando di trarre più insegnamenti possibili dalle persone che mi sono state accanto. Non credo che la guerra possa essere un vettore per la pace, credo nei ponti, nei confronti e nell’ascolto.

Credo molto nella solidarietà e nell'unione delle persone che insieme possono realizzare grandi cose. Per questo spero tanto che dietro il progetto possiate esserci anche TUTTI VOI

Come verranno utilizzati i fondi

Il budget al quale faccio riferimento include non solamente la fase progettuale del viaggio in Palestina ma anche le fasi preparatorie precedenti al viaggio e quelle successive al rientro in Italia in maggio 2017. Questo budget rappresenta solo una parte di quanto realmente sarà necessario e permetterebbe di pagare le spese del viaggio, del vitto, dell'alloggio e degli spostamenti laggiù. Si dovranno pagare inoltre gli interpreti e i traduttori, ma anche lo staff di comunicazione che ha lavorato e continuerà a lavorare durante il mio soggiorno in terra di Palestina. Successivamente si avranno le spese di edizione, il tour di presentazione del libro per l'Italia e spero di contare anche sul sostegno di associazioni e gruppi di persone.

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Un progetto a cura di

Antonietta Chiodo

Sono Antonietta Chiodo. Ho quarant’anni. Sono una reporter dell’agenzia di stampa internazionale Pressenza. Da molti anni mi occupo di diritti delle donne nei paesi del Terzo mondo. Lo scorso autunno ho viaggiato in Palestina. Quel viaggio così come i contatti che ne sono venuti fuori mi hanno spinto con veemenza nell’adoperarmi in prima persona per quel mondo tanto oscurato e trascurato. Ne nasce così l’idea del progetto “la PACE dei BIMBI”.

Milano
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