92 minuti di applausi

Artisti rinomati, attori in erba, talenti alle prese con il crowdfunding

Mecenatismo moderno

Se "lo spettacolo è nello spettatore" come pensava il poeta francese Alphonse de Lamartine, così il successo di un progettista di crowdfunding è nella folla dei suoi sostenitori, seguaci o simpatizzanti. Dal loro pollice verso o apprezzamento, dipende la buona riuscita di una campagna “da appalusi”. Nel caso di arte, musica, cinema o teatro, i sostenitori indossano i panni di “mecenati moderni”: non facoltosi nobili che nel bene o nel male decidono cosa è meritevole di essere finanziato o meno, bensì persone comuni che attraverso la rete decretano la bontà o meno di un’idea. La rivoluzione è servita, le teorie riguardanti il concetto d’industria culturale teorizzate da Horkheimer e Adorno sono minate nelle fondamenta, la standardizzazione della cultura e la “fabbrica del consenso” sono messe in discussione, almeno quando si parla di “finanziamento dal basso”.

Artisti indipendenti

La portata di un cambiamento così radicale ha due effetti da non sottovalutare: la decrescita del valore delle case discografiche, per quanto concerne la musica, e la volontà di artisti emergenti o già affermati di affidarsi ciecamente al consenso dei propri fan. Tutto ciò non incide unicamente sulla produzione artistica, ma anche sulla qualità stessa di ciò che si va a produrre. Un attore, musicista o cantante non è più soggetto alle pressioni o alle specifiche richieste delle major, può esprimere con assoluta libertà la propria arte, comunicare qualsiasi messaggio voglia: l’arte non subisce più i poteri forti.

“… ora che siamo liberi così di sceglierci ogni volta invece che lasciare troppe cose già decise scegliere per noi” in questo verso della canzone Liberi dei Tiromancino c’è l’essenza del crowdfunding e, in fondo, del web. Il filo conduttore di tutti i progetti che ospitiamo è proprio questo, grazie alla libertà espressiva è possibile dare il meglio di sé, dare vita a composizioni, cortometraggi, spettacoli nuovi, originali, talvolta irriverenti.

Come non apprezzare la voglia di mettersi in gioco con il crowdfunding di uno dei più grandi violinisti Italiani, il maestro Lino Cannavacciuolo, che, dopo collaborazioni di prestigio durante la sua carriera con Pino Daniele, Beppe Barra e la NCCP, racconta le sue emozioni nel nuovo album Insight. Anche il noto cantautore Pier Cortese (chi non ricorda la canzone Souvenir!?) si reinventa come “menestrello dei più piccoli, dando vita al progetto Little Pier e le storie ritrovate: musica, illustrazioni e tecnologia per bambini. Discoro diverso per il Restauro di documentari del 1949, un tuffo nel passato con il recupero di due documentari a firma Carlo Pini.

“Libertà di imparare” potrebbe essere il motto di Starwarp, una webserie creata da ex studenti universitari con lo scopo di allenare gli appassionati del videomaking a “fare cinema”. Altra webserie, dalle tinte comiche, è Camorristi per caso, un racconto ironico sulla malavita organizzata di tre ragazzi che, per sbarcare il lunario, tentano goffamente di entrare nella camorra. Infine Petrolio, titolo dalla pasoliniana memoria di un documentario d’inchiesta sulle concessioni governative per la ricerca e la coltivazione d’idrocarburi nel mare Adriatico.

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