Una lavagna per due

Intervista doppia alle insegnanti dei primi due progetti FastUP School

Raccontiamo i frutti dell’innovazione

Con il classico format dell’intervista doppia (però in versione solo testo), portato al successo in Italia da Le Iene, le insegnanti delle classi dei primi due progetti che hanno raggiunto il traguardo con FastUP School, promosso da Fastweb e MIUR, Lo Sai Che Scuola! (Istituto Comprensivo Perugia 11, G. Pascoli) e Facciamo Lip Dub a Ercolano (Istituto Adriano Tilgher di Ercolano), si raccontano e si confrontano sulle rispettive esperienze.

Come si potrà intuire, non siamo stati cattivi e irriverenti come format vuole, le risposte sono state però puntuali e interessanti, un vero spot per la creatività e il crowdfunding, un implicito invito a partecipare all’iniziativa rivolto alle scuole di tutta Italia. Le insegnanti sono Mariangela Menghini e Teresa Fucito, le ringraziamo sin da subito per la disponibilità dimostrata e, se ancora ce ne fosse bisogno, rivolgiamo i nostri complimenti a loro e ai ragazzi.

Qual è la prima cosa che acquisterete con i fondi raccolti?

Mariangela Menghini: “Acquisteremo una LIM (lavagna interattiva multimediale) e delle postazioni laptop portatili per far lavorare i ragazzi in piccoli in gruppi, spostando i dispositivi nelle diverse classi coinvolte nel progetto Lo Sai che Scuola!”

Teresa Fucito: “Provvederemo, innanzitutto, all'acquisto delle strumentazioni per la realizzazione del video.”

FastUP School cambierà realmente la vostra scuola?

Mariangela Menghini: “Sì, in verità sentiamo già il cambiamento. FastUP School ci ha dato una grossa mano nel raggiungimento di un obiettivo a noi molto caro.”

Teresa Fucito: “Sì, perché i ragazzi e la comunità hanno conosciuto questa nuova forma di finanziamento che permette loro di mettere in atto idee e progetti.”

Gli studenti hanno compreso il significato del crowdfunding?

Mariangela Menghini: “Gli studenti hanno dimostrato grande interesse ed entusiasmo nel realizzare il video e nel costatare in tempo reale le offerte pervenute su Eppela. Molti di loro ci hanno seguito anche su Facebook e sono stati i primi a sollecitare genitori e amici a finanziare il progetto.”

Teresa Fucito: "I ragazzi, forse più degli adulti, hanno compreso il significato del crowdfunding che non è soltanto un modo di finanziarsi, ma anche di far conoscere a tutti le proprie iniziative.”

E i genitori?

Mariangela Menghini: “I genitori si sono attivati in tutti i modi per raccogliere i fondi necessari per raggiungere il budget prefissato. Hanno persino escogitato un concerto e altre iniziative di engagement. Hanno compreso a pieno il significato del termine crowdfunding.”

Teresa Fucito: "I genitori non molto, ma ci lavoreremo.”

In cosa avete riscontrato le più grandi difficoltà?

Mariangela Menghini: “Le maggiori difficoltà le abbiamo avute nell’ottenere il supporto di quanti, tra insegnanti e genitori, sono ancora restii alla tecnologia e all’uso della carta di credito per i versamenti online.”

Teresa Fucito: "La scarsa familiarità con Internet, la mancanza d’abitudine a effettuare pagamenti virtuali e forse lo stesso concetto di crowdfunding hanno rappresentato le difficoltà principali. Devo però ammettere che i sostenitori del nostro progetto sono stati numerosissimi.”

Qual è stata la vostra più grande soddisfazione?

Mariangela Menghini: “Raggiungere l'obiettivo molto prima della scadenza.”

Teresa Fucito: "Superare il traguardo coinvolgendo un intero territorio, ma soprattutto far capire ai ragazzi la finalità e l'aspetto innovativo, quasi rivoluzionario, dell'iniziativa.”

Che consigli dareste a una scuola che vuole partecipare?

Mariangela Menghini: “Avere pazienza, farsi coraggio e buttarsi nell'avventura. Collaborando e facendo squadra, nessun traguardo è precluso.”

Teresa Fucito: "Coinvolgere i ragazzi e soprattutto i professori con una preventiva ed efficace formazione sul progetto. Ultimo consiglio: mettete nell'iniziativa tanta passione per trasmettere ai giovani il giusto entusiasmo!”

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