La giacca dei record

Jungle Jacket entra nella storia di Eppela con Postepay Crowd

Altro che 40 giorni, traguardo raggiunto prima di subito!

5 giorni contro i 40 previsti, una raccolta di oltre 30mila euro (a fronte di un obiettivo di 25mila), cifra che con il passare delle ore continua a salire.

Una storia così non si era mai verificata nell’esperienza di Eppela. Ed è per questo che la vogliamo raccontare, tramite le parole dei protagonisti: Alberto Gallo, Davide Oddone, Ludovico Spagnolo, Lorenzo Diego Carrera, Stefano Lattanzio e Carlo Camorali. I sei giovani torinesi che hanno ideato Jungle Jacket, la prima giacca per ciclista urbano al mondo, con 15 soluzioni tecnologiche incorporate, tra cui indicatori di direzione catarifrangenti, fischietto realizzato con stampante in 3D, tasche orientate impermeabili, info primo soccorso e, elemento inedito per una giacca, smart payment con sistema NFC.

Un progetto Postepay Crowd che ci rende orgogliosi.

Obiettivo centrato e superato subito, ve lo aspettavate?

Alcuni nostri contatti ci avevano detto che avrebbero prenotato nelle prime ore la loro Jungle Jacket, per contribuire al progetto e darci una mano a raggiungere l'obiettivo. Ci aspettavamo, quindi, di ricevere decine di ordini, ma mai avremmo immaginato un successo del genere. La nostra aspettativa era di raggiungere semplicemente il budget prefissato, non di superarlo, soprattutto, non in così breve tempo.

A cosa è dovuto secondo voi il successo di Jungle Jacket?

Forse è dovuto al fatto chi si tratta di un progetto nato per rispondere il più possibile ai problemi reali di un target specifico: i ciclisti in città. Quello della giungla urbana è ben più di una metafora: è una realtà assolutamente concreta e quotidiana per centinaia di migliaia di persone.

Crediamo che in Jungle Jacket si percepiscano la passione e l'entusiasmo, personali e professionali, di chi ci ha lavorato.
Il resto l’hanno fatto la nostra storia, di giovani imprenditori che ci credono e la nostra capacità di raccontarla sui social network.

Quale sarà il futuro della giacca?

Facciamo fatica a mettere a fuoco quello che sta succedendo in queste ore, figuriamoci in futuro!

Scherzi a parte, dal nostro team e dalla community di sostenitori ogni ora arrivano idee per continuare, proposte di collaborazione, spunti per migliorare.
Lo capiremo strada facendo.

Il successo è uno stimolo o un'eccessiva responsabilità?

Abbiamo raggiunto e superato un primo e importante obiettivo. Ora l’intenzione è di lavorare sodo per continuare a fare le cose nel modo giusto: siamo al terzo prototipo e quindi sentiamo di essere in una fase avanzata del progetto. Poi chissà, le possibilità di sbagliare o fallire sono tante: in tal caso pazienza, saranno occasioni utili per imparare.

Cosa consigliereste ai giovani creativi italiani?

Ecco i nostri consigli: concentratevi sui problemi reali delle persone, coinvolgendo quanta più gente possibile nel vostro processo creativo. Cercate in particolar modo professionisti giovani e di talento, senza per forza rivolgervi a grandi nomi. E poi datevi delle scadenze temporali, perché "fatto è meglio che perfetto”. Ultimo consiglio: quando lavorate per un progetto come questo, divertitevi. Sempre.

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