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Nuovi spazi creativi

Tra reale e virtuale, con il crowdfunding si sviluppano competenze

"Qualche forma di legame sociale può emergere ovunque"

Marc Augè, etnologo e antropologo francese, ha espresso questo concetto, forse banale agli occhi dei più distratti, ma determinante per definire le nuove interazioni sociali da parte dei cosiddetti nativi digitali.

Non conta il luogo o lo spazio d’incontro, è importante come quel luogo è vissuto e quali dinamiche si creano in esso. Anche un centro commerciale, un aeroporto, spazi definiti da Marc Augè "nonluoghi" diventano identitari, spazi di aggregazione, di confronto costruttivo. La provvisorietà del fugace transito diventa possibilità di conoscere persone mai viste, di arricchire la propria esperienza con le competenze altrui.

La forza della sharing economy

Sull'idea di condivisione si basano le nuove scelte di sostenitori e progettisti, lo spazio di confronto non deve essere necessariamente reale o virtuale, l'importante che sia accessibile a tutti, non è un caso che l'origine dell'espressione "consumo collaborativo" risalga al 1978, un'età lontana dalla moderna tecnologia e dagli spazi virtuali a noi familiari.I progetti di questa settimana sintetizzano pienamente quanto fin qui espresso. È il caso di Presso - Kook sharing esperience, una "demostration room" a disposizione di tutti per vivere il design e scoprire nuovi prodotti. Jammin', invece, è uno spazio virtuale: un'app ludico didattica per musicisti che voglio sperimentare nuovi suoni o sfidarsi giocando. Tornando alla realtà, una realtà davvero affascinante, c'è la Mappa Digitale delle Valli Valdesi, un'idea volta alla valorizzazione territoriale, tutela identitaria e promozione turistica delle Valli Valdesi.
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