La Casa della Donna, respirare libertà

Violenza domestica, povertà e insicurezza sociale: il prezzo da pagare per molte donne in questa pandemia. “Nessuna da sola”, il fondo per sostenerle!

A Pisa, dal 1990, esiste un’associazione, la Casa della Donna: un luogo libero, aperto, femminista.

La Casa è uno spazio di incontro, di riflessione, dove quotidianamente donne senza distinzione di età, orientamento sessuale o religioso, stato sociale o provenienza geografica, si impegnano per i loro diritti e il contrasto alla violenza di genere, per favorire la crescita di soggettività femminili autonome.

Si respira aria di libertà e di giustizia alla Casa della Donna.
È per questo che è un luogo che ci ha fatto innamorare dal primo istante in cui lo abbiamo conosciuto.

Negli ultimi mesi, la crisi causata Coronavirus sta mettendo a dura prova la vita di tutti noi. La Casa della Donna ha un occhio molto attento sull’impatto che tutto questo potrà avere sulle donne, in particolare. Già fragili nel mercato del lavoro, le donne rischiano di pagare un prezzo altissimo in questa crisi, anche in termini di occupazione e autonomia economica. Perché più esposte degli uomini alla precarietà e perché maggiormente impiegate nei settori dei servizi, ovvero in quei settori che stanno subendo il contraccolpo più duro. In molte, infatti, hanno già perso il lavoro o hanno visto ridursi drasticamente le fonti di reddito che sul breve e medio periodo difficilmente potranno recuperare.

Come sta reagendo la Casa della Donna?
Cosa sta facendo per supportare le donne che ne fanno parte?
Come possiamo unirci a loro?

Ce lo racconta Cristina Galasso, una delle volontarie.

Parlateci di voi: chi sono le donne della “Casa della Donna” e qual è il segreto della vostra forza?

Siamo donne di diverse età ed esperienze che condividono un impegno comune: promuovere i diritti e la libertà delle donne

Crediamo, infatti, che ci sia, in Italia e nel mondo, ancora molto lavoro da fare perché tutte le donne possano godere del diritto all'autodeterminazione e alla libertà. Una larga parte della nostra società è ancora profondamente pervasa da una millenaria cultura patriarcale e sessista che considera la donna un oggetto sottoposto al potere maschile e non invece un soggetto autonomo e libero. 

Il prodotto più terribile e allo stesso tempo più evidente di questa cultura del dominio maschile sulle donne è la violenza che ci colpisce ad ogni latitudine. La violenza maschile sulle donne è innanzitutto negazione della libertà e del diritto ad essere se stesse. 

Ecco perché per tutte noi combattere la violenza significa soprattutto lavorare sulla costruzione di nuova cultura delle relazioni tra i generi. La forza del nostro impegno nasce dalla consapevolezza che ognuna può fare la sua parte per innescare il cambiamento e tutte insieme possiamo fare la differenza.

Vi va di raccontarci alcune battaglie vinte in questi anni? Storie che vi sono rimaste nel cuore, momenti di cambiamento e grande felicità.

La prima grande battaglia che abbiamo combattuto e vinto è stata proprio la nostra Casa. Era il 1990 e dopo una lunga lotta siamo finalmente riuscite ad ottenere quella che è oggi la nostra sede in via Galli Tassi, un luogo che è innanzitutto uno spazio di libertà aperto a tutte le donne della città. Da lì a poco abbiamo inaugurato la biblioteca che, con i suoi 6mila volumi e 100 riviste, è oggi la più grande biblioteca di genere della Toscana, e poi nel 1993 abbiamo aperto il centro antiviolenza e la casa rifugio per donne maltrattate, la prima in Toscana. 

Negli anni abbiamo attivato altri importanti servizi e iniziative, come il corso di italiano per donne migranti che da oltre vent’anni offre a molte donne straniere non solo l’occasione di imparare l’italiano e integrarsi più facilmente ma anche un luogo dove incontrare altre donne, italiane e straniere, e stringere relazioni e amicizie. E poi il laboratorio di scrittura creativa con le detenute del carcere Don Bosco e la Festa delle Lettrici che negli anni è diventata un partecipato appuntamento per chi ama la lettura e la letteratura delle donne. Inoltre è per noi motivo di grande orgoglio essere state tra le fondatrici della rete nazionale dei centri antiviolenza Dire e della rete regionale Tosca. 

Ma forse il risultato più importante che siamo riuscite a realizzare in questi anni è la costruzione sul territorio di una rete di relazioni e servizi a supporto delle donne. Una rete che proprio due anni fa si è fatta ancora più forte e capillare con l’apertura in sei comuni della zona pisana di sei sportelli antiviolenza. 

Oggi, a distanza di 30 anni, la nostra Casa con i suoi servizi e l’attività di ben nove gruppi di lavoro è un punto di riferimento per tutte le donne di Pisa e non solo.

In che modo il Coronavirus ha impattato sulla vita delle donne e come avete risposto alle richieste di aiuto?

L’emergenza Coronavirus ha avuto un impatto fortissimo sulla vita delle donne. Le donne rischiano, infatti, di pagare un prezzo altissimo in questa pandemia perché più esposte a violenza domestica, povertà e insicurezza sociale

Come mostrano anche i dati del nostro centro antiviolenza, che negli ultimi due mesi ha ricevuto ben 207 chiamate, il forzato isolamento tra le mura di casa sta esponendo molte donne al rischio di violenza. Non solo. Gli effetti del lockdown e del distanziamento sociale stanno provocando un aumento delle donne che vivono situazioni di grave difficoltà economica.

La crisi innescata dall’emergenza sanitaria sta mettendo a dura prova l’occupazione e l’autonomia delle donne. Perché le donne sono da sempre più esposte degli uomini alla precarietà e perché maggiormente impiegate nei settori dei servizi (turismo, commercio, assistenza, ecc.), ovvero in quei settori che, a causa del blocco delle attività produttive, stanno subendo il contraccolpo più duro. In molte, infatti, hanno già perso il lavoro o hanno visto ridurre drasticamente le proprie fonti di reddito. Tra loro anche donne utenti dei nostri servizi, seguite dal nostro centro antiviolenza o in uscita dalla casa rifugio. Sono donne sole con figli e figlie, donne senza lavoro o precarie, donne migranti, donne con vissuti di violenza. Donne la cui vita è stata stravolta e resa ancora più difficile dall’emergenza Coronavirus. 

Per offrire loro un sostegno concreto abbiamo pensato di attivare il Fondo di solidarietàNessuna da sola”. Lo abbiamo voluto chiamare così perché non è soltanto una raccolta fondi ma una iniziativa di solidarietà e partecipazione attiva. 

Obiettivo del Fondo è offrire un sostegno concreto ad almeno 10 donne che, a causa della pandemia e della crisi economica, stanno vivendo giorni molto difficili. Grazie al Fondo di solidarietà ognuna riceverà un contributo per sostenere spese di prima necessità, come pagare l’affitto e le utenze domestiche, acquistare alimenti, vestiti, pannolini, giocattoli e materiale didattico. Nell’assegnare il contributo daremo priorità a donne disoccupate con figli/e.

Per il vostro crowdfunding avete previsto delle belle ricompense. Ce ne parlate?

La prima ricompensa a cui abbiamo pensato, oltre ad un grande grazie a tutte e tutti coloro che ci daranno una mano, è l’offerta della nostra tessera socie, come segno tangibile di partecipazione e condivisione. 

E poi ci sono le tazze femministe che abbiamo realizzato per ricordare tre figure fondamentali del movimento delle donne: Audre Lorde e Adriene Rich, due femministe americane che molto si sono battute per i diritti delle lesbiche e delle donne nere, e poi Carla Lonzi, tra le voci più autorevoli del femminismo italiano e fondatrice di Rivolta Femminile, uno dei primi collettivi femministi in Italia. 

Infine, ultima ma non ultima, una bellissima stampa numerata della pittrice pisana Milena Moriani, nota per la grande maestria nell’uso del colore. Nel 2016, poco prima della sua morte, ha realizzato proprio nella nostra Casa una bella mostra e in quell’occasione ha voluto donarci una serie di stampe. Le sue opere sono oggi conservate in numerose collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero. Ecco, chi donerà 100 euro riceverà tutte e tre le ricompense!

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