Le Marche contro il Covid-19

Lotta al Coronavirus: una classe di studenti per sostenere medici, infermieri e i volontari delle Marche!

EROI IN PRIMA LINEA

Il progetto "EROI IN PRIMA LINEA" nasce da un gruppo di ragazzi, studenti del Corso Universitario Business Angels & Crowdfunding, diretti dal loro “prof”, Filippo Cossetti (fundraiser professionista). 

L'obiettivo del progtto è quello di passare dalla teoria alla pratica in un momento estermamente delicato come quello che stiamo vivendo a causa del Covid-19.

La campagna punta a raccogliere risorse da destinare a quattro realtà delle Marche in piena attività durante questa emergenza:  CRI, ANPAS, Ordine dei MEDICI e degli INFERMIERI.

Ma diamo la parola ai protagonisti di questo progetto...

Il vostro è un progetto che include numerosi soggetti. Di chi è stata l'idea di partire con questa campagna di crowdfunding?

Simone: nel nostro caso è un po' come dire se è nato prima l’uovo o la gallina, dato che è stato un sentimento unanime, nato dalla voglia di mettersi in gioco, mettendo in pratica quanto studiato attraverso un atto solidale, che ha ancora più valore per i nostri Operatori Sanitari, sottolineando ancor di più il concetto principale di Crowd+Funding (folla+finanziamento).


Tecla: l'idea è nata dalla volontà di passare dalla teoria alla pratica. Tutti gli studenti si sono impegnati in un progetto unico, sostenere Medici, Infermieri, Volontari, Croce Rossa Marche, che ogni giorno devono affrontare la battaglia contro il coronavirus. 


Paola: l’idea di partire con la campagna è stata la risposta ad un bisogno collettivo: fare qualcosa di utile per coloro che sono in prima linea nella battaglia al coronavirus; farlo attraverso il crowdfunding si prospettava ancora più stimolante.


Roberta: è nata per caso, mentre in classe (oramai virtuale) si facevano commenti sugli avvenimenti che erano in peggioramento continuo ad ogni nostra lezione. La domanda più ridondate era: ”Ma come potranno fare per diminuire i contagi?” e la risposta cresceva in classe con la consapevolezza che l’unica arma per fronteggiare il virus erano i medici, infermieri e volontari. 

Da quel preciso istante, il passo di decidere di aiutarli, è stato breve!

Dietro questa campagna c'è una classe di studenti appassionata al crowdfunding: come è stato passare dalla teoria alla pratica?

Simone: si alternavano due sentimenti contrastanti, la voglia intrepida e scalpitante del voler fare con la paura e il timore di sbagliare, che andava ad intensificare con l’avvicinarsi al fischio d’inizio.


Tecla: il passaggio è stato diretto, molto attivo, ogni giorno, coordinato dal supporto del Prof. F. Cossetti, unito da un sentimento comune, di dare avvio a questa campagna di crowdfunding. 


Paola: è stata, ed è, una esperienza importante e stimolante. Da una parte c’è inesperienza, per molti di noi è la prima campagna, dall’altra l’urgenza di rispondere ad un bisogno. Questa miscela di sentimenti ha sicuramente portato ad un approccio molto responsabile.


Roberta: è stato senza dubbio stimolante! E quando ti ricapita nella vita di mettere subito in atto una cosa appena studiata? 

Una vera e propria sfida contro il tempo, occorreva fare bene e subito quanto appreso, non c’erano margini per correggere gli errori, la campagna doveva uscire in fretta! Prima fai, prima raccogli, prima contribuisci e prima i nostri Eroi vengono in possesso del materiale necessario alla lotta al Coronavirus! 

La cosa vincente è stata sicuramente la guida del Prof. Cossetti che ci ha sin da subito detto cosa e come fare ed i risultati si sono visti appena dato l’avvio alla campagna.

Il progetto è localizzato nel territorio delle Marche, una regione duramente colpita dal Covid-19. Pensate che il territorio abbia risposto positivamente alla chiamata del crowdfunding?

Simone: il territorio sta rispondendo bene, anche vedendo le campagne simili passate. Quello che dico spesso è che non servono grossi investimenti - seppur siano ben accetti e anche fondamentali - ma basterebbe anche solamente l’investimento minimo, che moltiplicato per il milione e mezzo di marchigiani avrebbe fatto terminare la campagna prima di iniziarla! ;o)

"La solidarietà non è dare, ma agire contro le ingiustizie" diceva Abbè Pierre, come quella in cui sono sottoposti coloro che subiscono il Coronavirus.


Tecla: il territorio sta rispondendo in modo positivo a questa campagna di "crowdfunding" che ha raggiunto in pochi giorni oltre la metà del target. ... Penso che la solidarietà sia un  mezzo per vincere la battaglia contro il coronavirus, aiutando chi è in prima linea. 


Paola: le Marche sono una terra solidale, poco incline all’esteriorità e molto concreta: a mio avviso c’è una buona adesione al progetto anche perché i destinatari della raccolta, al di là delle sigle che li rappresentano, sono donne e uomini che vivono la quotidianità, professionisti conosciuti, volontari apprezzati. 

In una offerta solidale ampissima, anche caratterizzante a livello regionale, gli ottimi risultati conseguiti sin dall’inizio, sono testimonianza della risposta positiva al nostro progetto di crowdfunding.


Roberta: certo che ha risposto bene! Io onestamente non avevo dubbi in merito. 

I marchigiani sono gente tosta e solidale che non si ferma davanti ai terremoti, né davanti ai nevoni e figuriamoci se si fermano davanti al Coronavirus. 

La nostra è gente concreta, gente che lavora duro e che allo stesso tempo sa godersi il bello e buono che la nostra regione offre. 

Dategli un obiettivo e loro lo raggiungeranno!

I fondi raccolti come saranno utilizzati dai soggetti beneficiari?

Tecla: i fondi raccolti saranno utilizzati dai soggetti beneficiari per affrontare l'emergenza coronavirus come indicato nel progetto. 


Paola: i fondi raccolti saranno nella piena disponibilità dei soggetti beneficiari. In fase di preparazione del progetto il bisogno condiviso da tutti era quello dei presidi di sicurezza (mascherine, guanti, camici); considerato il dinamismo del bisogno, qualora le priorità saranno mutate, i medici, gli infermieri, i volontari, faranno le scelte più idonee per investire le risorse per svolgere al meglio la loro preziosa opera.


Roberta: i fondi saranno utilizzati dalle associazioni beneficiarie per l’acquisto di mascherine, guanti, tute e tutti i presidi medici di cui avranno bisogno per fronteggiare l’emergenza. Noi pensiamo a raccogliere i fondi ed i nostri EROI troveranno il modo migliore per come spenderli, ovviamente tutto sarà rendicontato nel dettaglio e consultabile nel sito. Noi tutti, beneficiari compresi, teniamo alla massima trasparenza.

Filippo (prof.): la raccolta di struttura in step successivi: obiettivo minimo 15.000 euro, poi - a seconda della velocità con la quale viene raggiunto il target - sono previsti step successivi con quote crescenti di raccolta. 

Abbiamo deciso di limitare a 20 giorni la durata della campagna per concentrare gli sforzi, ottenere il massimo nel più breve tempo possibile (grazie anche all’aiuto di tutti) e inviare i fondi alle rispettive realtà per dar loro l'opportunità di spenderli dove più ritengono necessario (mascherine, guanti, presidi medici, ovviamente tutto sarà rendicontato nel dettaglio). 

La raccolta complessiva verrà equamente divisa tra CRI, ANPAS, Ordine dei MEDICI e degli INFERMIERI.

Grazie per il vostro sostegno.

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