Essere parte di una comunità

Il crowdfunding si basa sulla credibilità

Quantità non fa rima con qualità

La parola community è stata cannibalizzata dal linguaggio del web, finendo per diventare una sorta di sinonimo di target. Il punto è che essere parte di una comunità può essere qualcosa di bello, mentre essere un obiettivo di marketing… forse no.

Nel confrontarci con decine di progetti ogni settimana, proposti da singoli o associazioni, società, fondazioni o scuole, non possiamo evitare di chiedere qual’è il bacino di persone potenzialmente interessate dalla campagna che intendono lanciare, ma è piuttosto difficile districarsi tra il numero di LIKE della pagina Facebook, i followers di Twitter, Google Plus, Instagram e LinkedIn o gli iscritti alla newsletter.

Per questa ragione abbiamo scelto di spostare la domanda, passando dalla dimensione alla qualità: da quanto grande è la propria community a quanto credibile è il progetto e chi lo propone.

La credibilità è la prima caratteristica di un buon progettista, perché solo in base ad essa è possibile valutare il coinvolgimento della sua comunità, sia essa estesa o ridotta, e dedurre la disponibilità dei singoli membri, ovvero la fiducia che intendono accordargli.

Mutuando la mitica frase di Kennedy, il giusto approccio di chi sceglie la via del crowdfunding si può tradurre così: Non chiedere cosa può fare la tua comunità per te, ma cosa puoi fare tu per la tua comunità.

Condividi questo articolo