La musica cura corpo e spirito

Organizzare concerti negli ospedali per regalare sorrisi ai degenti!

La musica è uno dei più potenti strumenti di cura per l’anima, per il corpo e per lo spirito. Regala momenti di gioia, di distrazione. 

Numerosi studi scientifici lo dimostrano. La musica di Mozart, ad esempio, ha effetti benefici sulla pressione. 

L’Associazione Agimus Firenze questo lo sa molto bene e, da oltre 20 anni, è impegnata nell’organizzazione di concerti nelle strutture ospedaliere. Il progetto si chiama “Musica in ospedale” e porta sorrisi ai pazienti, ai loro familiari, al personale sanitario di ben 12 presidi ospedalieri in Toscana. L’obiettivo è umanizzare gli ospedali, connotandoli non più solo come luoghi di sofferenza ma anche di guarigione, arte, musica e cultura.

Un’iniziativa importante, da scoprire e sostenere!

Ce la racconta Luca Provenzani, il Presidente di Agimus Firenze.

Come è nata l’idea del progetto Musica in Ospedale?

Il progetto di Musica in Ospedale nasce nel 1999 a Firenze con la stagione “Careggi in Musica”, da un’idea del violista Fabio Torriti e grazie al fondamentale supporto del Prof. Gian Franco Gensini, professore dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Careggi che da sempre ha sostenuto ed incentivato la nostra proposta.

L’idea di portare la musica in un luogo come l’ospedale, in cui nessuno si aspetterebbe di trovarla, è nata come una scommessa. Il nostro progetto è stato uno dei primi a nascere in Italia, in anni in cui l’idea della musica in ospedale era tutt’altro che diffusa. 

E’ famoso l’aneddoto di uno dei primissimi concerti in cui erano presenti quasi più musicisti in orchestra rispetto agli intervenuti del pubblico. Non ci siamo arresi tuttavia, perché credevamo fermamente nell’importanza della nostra missione. 

Oggi, ogni domenica l’Aula Magna del Nuovo Ingresso dell’Ospedale di Careggi a Firenze accoglie oltre 100 persone, con la possibilità di partecipare gratuitamente anche per chi viene dall’esterno e ha voglia di vivere l’ospedale come un luogo diverso, sociale, un luogo di cultura in cui ci si conosce e ci si incontra. 

Negli anni il progetto di Musica in Ospedale è cresciuto. Oggi tocca 12 presidi ospedalieri in tutta la Toscana, con la collaborazione dell’AOU Careggi, dell’Ospedale Pediatrico Meyer e delle Aziende Sanitarie USL Toscana Centro, Toscana Sud-Est e Toscana Nord-Ovest, con concerti in auditorium, sale d’attesa e reparti. 

Abbiamo organizzato oltre 1000 concerti e siamo stati premiati più volte per la nostra attività, nel 2018 e nel 2015 dal Presidente della Repubblica Italiana e sempre nel 2015, in occasione del nostro Cinquecentesimo concerto a Careggi, dalla Camera dei Deputati.

Vi va di spiegarci nel dettaglio i benefici che la musica porta per i pazienti in ospedale?

Ci sono numerosi studi scientifici che parlano di come la musica interagisca con il nostro corpo e venga percepita non soltanto con le orecchie, ma con tutto l’organismo.

La musica ha un potere rilassante, può contribuire ad abbassare la pressione sanguigna, può dare un contributo positivo importante per diminuire la percezione del dolore. Agisce positivamente sui bambini e sugli anziani, ha effetti benefici nel trattamento delle malattie degenerative come l’Alzheimer.  

Ma il beneficio maggiore che la musica può dare è in termini psicologici e Umani. Porta gioia e serenità, strappa un sorriso a chi in quel momento magari non avrebbe voglia di ridere, serve ad ingannare l’attesa di chi aspetta un test o un prelievo, fa compagnia a chi affronta i lunghi pomeriggi della degenza e agisce sullo spirito con cui affrontare le cure, distrae amici e parenti in visita, regala cinque minuti diversi al personale sanitario che affronta i ritmi serrati di un turno di lavoro. 

Ci piace pensare che la nostra musica sia un servizio per il Benessere della Persona, capace di rendere migliore l’ambiente e il contesto in cui si vive.

Cosa significa Musica in Ospedale per i pazienti, il personale e tutte le persone che possono godere del progetto?

Il feedback più importante per noi è il sorriso di chi incontriamo nei reparti e ai nostri concerti, l’entusiasmo con cui ci accolgono quando ci vedono arrivare, talvolta a sorpresa, con leggii e custodie sulle spalle. La risposta è stata sempre positiva, nei contesti più diversi e anche nelle situazioni più difficili.

Abbiamo incontrato infermieri o medici che ci hanno raccontato dell’importanza della musica nella loro vita, degenti in terapia intensiva che hanno chiesto di suonare proprio davanti alla loro stanza per poter vedere e ascoltare meglio, persone che ci hanno chiesto di poter registrare i concerti per farli ascoltare a chi non era in grado di essere presente o addirittura non cosciente, abbiamo intrattenuto nonni e giovani padri in attesa di una nuova nascita.

Ci capita spesso di essere ringraziati per i nostri momenti musicali, dai degenti, dal pubblico che ci segue con regolarità dall’esterno ma anche dai musicisti, per i quali suonare nel contesto dell’ospedale è sempre un’occasione emotivamente speciale.

Quando riusciamo a lasciare questo senso di gioia e gratitudine nelle persone, significa che la nostra missione è andata a buon fine, o almeno così ci piace pensare.

Perché avete deciso di utilizzare il crowdfunding per la realizzazione di questo progetto?

Crediamo che con un contributo da parte di tutti, anche piccolo, si riescano a fare grandi cose. 

Un aspetto essenziale della nostra attività è la gratuità. I nostri momenti musicali sono gratuiti e raggiungono ogni settimana davvero tante persone.

Speriamo adesso che chiunque abbia beneficiato negli anni dell’incontro con la nostra musica possa farci sentire il proprio affetto e sostegno, condividendo la nostra campagna, spargendo la voce, chi può farlo contribuendo economicamente. 

Facendoci sentire, insomma, che quello che vogliamo realizzare è importante. 

Il crowdfunding è uno strumento di crescita per i progetti, ma anche per le persone. E’ un’occasione preziosa per raccontare quello che si vuole fare, per farsi conoscere, per trovare i propri obiettivi e le proprie motivazioni. Mette in gioco risorse, ma anche opportunità. Speriamo che il nostro progetto sia un progetto finanziato e di successo ! Di sicuro, in virtù del percorso che stiamo facendo, intanto è già un progetto migliore.

Come vedete il futuro di Musica in Ospedale?

Speriamo che il nostro cammino sia sempre in crescita e che il nostro percorso vada avanti sul principio della continuità. 

La musica in ospedale per noi, idealmente, è un servizio che si dovrebbe poter trovare sempre nel proprio ospedale di riferimento. 

Speriamo di poter coinvolgere un numero sempre maggiore di presidi ospedalieri per portare i concerti in nuove città e di poter coinvolgere nomi importanti nella nostra missione, così come in passato è stato per il noto direttore Daniele Rustioni che gratuitamente ha diretto l’orchestra giovanile AgimusArte in un concerto di solidarietà all’Ospedale di Careggi, o come è avvenuto in occasione del nostro Cinquecentesimo concerto a Careggi, che ha visto la partecipazione di molti musicisti che avevano aderito alle nostre stagioni concertistiche negli anni e anche del Sindaco della Città di Firenze nelle file dell’Orchestra.

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