900 km di pista ciclabile, il crowdfunding lascia il segno!

Ciclovia Aida: la pista ciclabile da adottare, un km alla volta!

Una mirabolante idea di FIAB Onlus, inserito nella rete Bicitalia riconosciuta dal Ministero dei Trasporti, per collegare le città del nord sfruttando per il 50% itinerari già realizzati: Susa, Torino,  Vercelli, Novara, Milano, Brescia, Verona, Vicenza, Padova, Venezia, Treviso, Pordenone, Udine e Trieste. 

Una campagna di crowdfunding per un progetto in armonia con le politiche a favore della mobilità ciclabile e che valorizzerà il territorio.

Adottiamo tutti un KM di Ciclovia AIDA!

Per saperne di più, leggete questa intervista fatta al creatore del progetto, la FIAB Onlus...

Come nasce AIDA e come siete riusciti nel corso del tempo a creare una community così forte?

AIDA nasce nel 2016 da una semplice chiacchierata a colazione tra due volontari FIAB Onlus, che si sono domandati: "ma qual è il migliore percorso in bici tra le nostre due città?"

Dato che il percorso non c'era.. lo abbiamo sognato! In realtà, più che sognato lo abbiamo "scoperto", perché abbiamo semplicemente mappato e messo in rete i vari percorso "tronchi" tra le province del Nord Italia.

Dopo un anno e mezzo di perlustrazioni con i volontari delle 4 regioni coinvolte sui 900 km di AIDA, abbiamo organizzato una "Bicistaffetta" per gli altri soci FIAB, dove partendo in due gruppi da Susa e Trieste ci siamo ritrovati a Verona, dopo un lungo tour con sindaci, assessori e cittadini sul percorso.
A tre anni dalla partenza, abbiamo capito di dover fare un altro passo progettuale... e siamo giunti al Crowdfunding.

In termini "digitali" la community di AIDA non è così forte... diciamo che la community si è creata lungo il cammino, poggiandosi sulla "comunità reale" di FIAB, ossia quasi 20.000 soci che sognano un Paese Ciclabile: il segreto più importante è stato considerare AIDA una piattaforma aperta, in grado di generare percorsi partecipativi.

Non si sente spesso parlare di progetti come AIDA in Italia. Ci racconteresti il tuo punto di vista sulla situazione percorsi green by bike nel nostro Paese?

A dire la verità, c'è stato un lieve miglioramento della situazione ciclo-turistica negli ultimi 5-7 anni: anche solo negli anni 2000, le vacanze in bicicletta erano considerate un fenomeno eccentrico, un po' ottocentesco un po' da poveracci.... tutto il contrario di quello che avveniva in svariati percorsi Europei, in grado di generare centinaia di milioni di indotto ogni anno.

Oggi, anche in Italia il Cicloturismo sta assumendo dimensioni rilevanti: non fosse altro per la spinta dei ciclo-turisti Europei in Trentino Alto Adige, o per nuovi fenomeni come la bici elettrica, che sta ampliando la platea dei pedalatori.

Pensate che questo progetto possa replicarsi in altri luoghi d'Italia e se si state lavorando a un secondo step?

Diciamo che AIDA non è la prima Ciclovia nazionale, e certamente non sarà l'ultima: come Fiab siamo molto impegnati a diffondere progetti simili anche al Sud, e su percorsi più complessi come gli Appennini. Sarebbe bellissimo poter partecipare fra un anno ad una raccolta fondi in quel senso!

Il secondo step di AIDA è dimostrare (il più possibile con i dati) che la segnaletica sia in grado di attirare ciclo-turisti, generando il primo indotto rilevante.
Forti di questi dati, continuerà la nostra pressione istituzionale per vedere AIDA pienamente realizzata dallo Stato... e non solo.

Perchè un crowdfunding e quali sono i punti di forza della vostra campagna?

Il crowdfunding è un ottimo pretesto per conoscere e appassionarsi ad un progetto: oltre al bisogno di finanziarsi, ci piaceva l'idea di generare partecipazione tra i cittadini attraverso un Sogno comune, anche solo per promuovere FIAB. 

I nostri punti di forza potrebbero essere: volontari con talenti differenti, una Onlus importante a farci da rete, un'idea semplice che allarga la torta per tutti... e adesso tutti a spingere sui pedali per realizzare questo Sogno chiamato AIDA!

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