Emozioni digitali

Le piattaforme di crowdfunding come nuovo modello di social network

Il futuro è un emoticon?

In Irlanda e Spagna Facebook sta testando nuovi pulsanti per permettere agli utenti di esprimere "altri" giudizi o sentimenti rispetto ai contenuti. In pratica, all'ormai iconico LIKE saranno affiancate altre opzioni.
Dall'altra parte Medium (spin-off di Twitter) sta cavalcando la necessità dello storytelling, ridefinendo le regole della scrittura per i blog, con un'interfaccia estremamente pulita e soluzioni alternative a quelle dei commenti.

La sintesi estetica che impone la rete rischia di tradursi in una sterilità concettuale e, in qualche modo, emotiva e la via più interessante per superarla è proprio la parola. In questo senso le piattaforme di crowdfunding rappresentano un punto d'incontro: i progettisti, nel lanciare una campagna, hanno a disposizione una pagina estremamente "forte" dal punto di vista editoriale perché permette l'inserimento di testi estesi, immagini, video e altri contenuti multimediali e suggerisce, attraverso le ricompense, delle call-to-action di valore economiche (non solo emotive); inoltre è possibile condividere e commentare, contattare l'autore del progetto e rilasciare aggiornamenti.

La natura social del crowdfundng è chiara ma, trattandosi di contenuti molto più articolati dei classici status, è necessario che per gli autori delle campagne sia semplice realizzare le proprie pagine, al fine di renderle interessanti e capaci di attirare anche sostenitori "lontani". Per questa ragione abbiamo realizzato un tutorial per il supporto dei progettisti che permetta loro di orientarsi nella compilazione: pochi e semplici consigli utili a confezionare schede al tempo stesso chiare e accattivanti.

Ci piace pensare che una campagna di crowdfunding sia una storia alla quale tante persone possono affezionarsi, la punto da voler contribuire al suo sviluppo.

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