Il Museo dell'innovazione Olivetti, dove gioco e didattica si intrecciano

Si chiama Tecnologic@mente, un Museo al servizio della Città dove la memoria è materia viva.

Nel cuore di Ivrea si nasconde un gioiello: Tecnologic@mente, il museo dell’innovazione Olivetti

Nato nel 2004 grazie alla Fondazione Natale Capellaro, il Museo non si limita al mero recupero espositivo di macchine, oggetti, documenti e reperti legati all’opera di Olivetti ma propone un’esperienza complessiva nella quale si coniugano conservazione e interazione, esposizione e partecipazione.

Tecnologicamente è un museo interattivo, legato ai bisogni della comunità e orientato ai più giovani.

La sua opera è davvero speciale per la città. 
Il Museo vuole crescere, con e per i cittadini, vuole spostarsi in una nuova sede, più grande e più bella, che gli permetta offrire un numero maggiore di attività accogliendo un numero sempre più grande di persone.

È una storia bellissima, e lasciamo che sia il TM Staff a raccontarcela in questa intervista...

Raccontateci più nel dettaglio la storia del Museo dell’innovazione Olivetti.

Tecnologic@mente nasce da un'idea di un gruppo di privati cittadini nel 2004, con lo scopo di trasmettere al maggior numero di persone possibili (soprattutto a quelle più giovani) i valori della Olivetti. Questa considerazione ha quindi dato vita ad un Laboratorio-Museo che dispone sia di una parte espositiva permanente che di un ricchissimo catalogo didattico rivolto a tutte le scuole.

Quali sono i reperti più rilevanti e particolari che contiene al suo interno?

Abbiamo scelto di esporre solo le macchine e gli oggetti più significativi. Ogni oggetto è esposto senza “protezioni” in modo che il visitatore possa toccarlo e sperimentarlo direttamente. Altra unicità di cui siamo molto fieri: la presenza sia in esposizione che nei laboratori di Programma101 (primo computer da tavolo) perfettamente funzionanti e, di nuovo, sperimentabili.

Il Museo è un luogo interazione e partecipazione. Vi va di dirci qualcosa di più sulle attività che organizzate?

Uno dei principi fondanti della nostra Fondazione è sicuramente quello che parte dalla collaborazione e dall'inclusione. Da soli non si va da nessuna parte e non si cresce. Nel corso degli anni abbiamo proficuamente collaborato e coprogettato con numerosissime associazioni e coinvolti moltissimi artisti del territorio, ispirandoci ai principi di “contaminazione” di Adriano Olivetti.

Cosa rappresenta il Museo dell’innovazione Olivetti per la città di Ivrea e la sua comunità?

Siamo ancora un curioso mondo da scoprire davvero. Con le scuole e le Istituzioni del territorio esiste una collaborazione ed una interazione consolidate ormai negli anni. Con la popolazione il processo è più lento.

Perché avete scelto il crowdfunding per l’apertura della nuova sede del Museo?

Per due motivi sostanzialmente. Il primo, forse anche il più importante, è quello di rafforzare quel senso di condivisione del progetto con i nostri concittadini, creando una community più allargata che risvegli l'orgoglio di appartenenza nei confronti non solo del museo, ma anche e soprattutto nei confronti della storia che il museo racconta. Inoltre la necessità di raccogliere i fondi necessari al trasferimento e la risposta appassionata ed incredibile che stiamo avendo ci riempie di gioia e ci fa capire di essere sulla strada giusta.

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