Posto Unico, non solo una libreria nel cuore di Fiesole

Un posto unico, un posto dove stare bene: libreria, colazioni, una piccola sala di proiezione di film di qualità, laboratori e coworking.

“Una libreria è l’incarnazione dei valori di una comunità. Dare un’occhiata a ciò che contiene è il più personale e intimo degli incontri, come entrare in casa di un amico per la prima volta e squadrare i suoi scaffali”

Scott Esposito

Dall’amore per la propria città, la voglia di creare un luogo di cultura, condivisione e incontro. Per tutti.
Un’idea d’amore della giornalista Lilli Bacci.

Com'è nato questo progetto e cosa ti ha spinto a realizzarlo?

Come ho cercato di spiegare anche nella scheda del progetto, Posto Unico è un desiderio che è dentro di me da tantissimo tempo. Vivendo la cittadina di Fiesole, così ricca di storia e di risorse culturali e così -ahimè- vuota di luoghi di incontro non legati al cibo e al ristoro, ho assistito, nel corso degli anni, alla chiusura di tanti spazi e negozi rendendo la città sempre meno "viva”. 

Ogni volta ho pensato che poteva nascere un luogo che potesse accogliere una libreria (questa è stata l'idea iniziale) che, nel tempo, si è trasformata in un più accattivante "caffè letterario" e poi, dopo l'incontro con Anastasia Piazzotta e Wanted Clan a Milano, anche in una piccola sala di proiezione a loro affiliata. 

Ci sono tanti stranieri a Fiesole e ho pensato a loro per potergli offrire uno spazio di lavoro con tavoli e collegamento gratuito in rete, riviste da sfogliare, quotidiani da leggere... E ho pensato a tutti proponendo workshop e laboratori che possono spaziare dal disegno alla fotografia, dalla scrittura alla lettura ad alta voce, dalla calligrafia al ricamo. 

Insomma, un'esperienza legata al territorio, al nostro "saper fare". Ho pensato a mostre, a musica, a presentazioni da ospitare in quello spazio.

Fiesole è l'origine storica di Firenze, ed è così vicina alla città: va valorizzata e resa fruibile a tutti, come lo era un tempo.

Lilli, il mondo dell'editoria, dell'arte e del design hanno sempre fatto parte della tua vita. Come e quando la tua passione è diventata lavoro e come riesci a far convivere queste due sfere?

Si, questo progetto è come se mettesse insieme tutti i pezzi della mia vita, come se li riunisse in questo possibile luogo che ha un valore aggiunto per me molto importante: quello sociale. 

Sono convinta che oggi il nostro compito sia, oltre quello di "restare umani”, quello di lavorare nell'ambito culturale, promuovere cultura, divulgare cultura e creare luoghi e momenti di relazione, piccole comunità che si scelgono. 

Credo che oggi progettare significhi questo, e anche creatività significhi questo. Vedo un filo rosso che unisce. 

Affinchè tutto questo potesse avvenire ho creato l'Associazione Culturale che ho chiamato socraticamente Aprire Le Stanze

Io, che nel lavoro mi occupo di case e di abitare, ho amato usare questa metafora per far capire l’importanza della relazione, dell’ “uscire fuori” dalla propria nicchia per andare verso gli altri e verso una comunità che mi piace definire -con Ezio Manzini che si occupa di cultura del progetto e innovazione sociale- “leggera” ovvero scelta, volontaria, aperta, con la voglia di fare qualcosa insieme, con il valore di una felicità condivisa intesa come bene comune che può vivere insieme alla bellezza del luogo. 

Vorrei creare uno spazio che possa contenere tutto questo e che per questo sarà preziosissimo e nello stesso tempo fragile e che quindi necessiterà di cura. Da parte di tutti. Sento che il lavoro che devo fare oggi sia questo. Da condividere con chi vorrà farlo con me.

Fiesole è di per sé un posto unico, anche se non tutti la conoscono bene. Vorresti raccontarci la Tua Fiesole?

Fiesole è nel mio cuore. Per la sua storia, per il territorio, il paesaggio meraviglioso che la circonda, le persone che la abitano. Perché è così vicina a Firenze. Perché quando salgo su a casa (la mia casa è a 4 km dalla cittadina di Fiesole) incontro i caprioli e quando scendo e da Fiesole vado verso Firenze e arrivo giù dalla piazza mi si staglia davanti dalla vecchia fiesolana il miracolo del Cupolone. 

Sono nata a Firenze e ho abitato in un quartiere che si chiama Le Cure che sta proprio sotto Fiesole: dalle finestre della casa dove sono nata e dove ho abitato fino a 14 anni si vedeva Fiesole. E' stato un "imprinting": ho avuto dalla nascita, davanti agli occhi la collina di Fiesole, che ha un disegno, una linea, molto speciale (vedi la storia mitologica della sua nascita secondo la cui sarebbe stata fondata da Atlante il quale, dopo un lungo viaggio attraverso l'Africa, chiese ad Apollo dove fosse un bel posto dove riposarsi. Il dio gli indicò la collina situata sopra l'Arno, la più bella che vi fosse al mondo. Qui Atlante fondò una città che chiamò Tu fies sola, "Tu sarai unica”).

Dopo quasi venticinque anni poi ci sono poi andata a vivere su quella collina, e ci sono ancora, anche se per una serie di motivi non vi sono più residente perché sono residente a Milano… e tra Fiesole e Milano divido la mia vita e il mio lavoro.

Perché una raccolta in crowdfunding?

Perché la condivisione è uno degli aspetti portanti del progetto, di ogni progetto e questa modalità è innovativa, coinvolgente e vincente. 

Certo non sufficiente: questa raccolta è appena un inizio!

Una volta conclusa la campagna inizieranno i lavori per portare avanti l'apertura dei locali. Come immagini il tuo Posto Unico?

Immagino spazi semplici e armonici, il calore delle cose vissute, anche un po' arruffate come le case, persone laboriose sedute ai tavoli, altre su divanetti a leggere o a conversare. Qualcuno che entra a curiosare e acquistare qualche libro da regalare, prende il programma delle numerose attività, qualcuno si prende un caffè o un tè mentre sfoglia una rivista d'arte... 

Insomma: un posto dove stare bene!

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