Il Sipario non Deve Chiudersi per Sempre

Una grande mobilitazione per salvare il Menotti di Milano

Gli applausi devono continuare

Il Teatro Menotti compie quest’anno quaranta anni di attività.

Questo teatro è uno dei luoghi più amati della città, un’ancora culturale a Milano, un punto di riferimento ritrovo per molti.

Il Teatro Menotti è parte della storia di Milano.

Non solo è un centro di produzione e programmazione di spettacoli, ma è anche un luogo che lo spettatore oramai percepisce come familiare, in cui incontrarsi, socializzare e dialogare.

Qui, le persone si incontrano e socializzano.

Qui, le persone si conoscono e si vogliono bene.

Così come tutti vogliono bene a questo teatro.

Il Teatro Menotti, però, ora rischia di chiudere per delle dinamiche imprenditoriali.

Abbiamo deciso di rivolgere qualche domanda agli autori del progetto che vuole salvare il teatro di Milano e la sua storia.

Raccontateci la storia del Teatro Menotti...

Il Teatro Menotti è un luogo storico di Milano. Quarant’anni ininterrotti di teatro ne fanno uno dei luoghi più amati della città.

Alla fine degli anni 70 il teatro prende il nome di Teatro dell’Elfo diretto da Gabriele Salvatores e Elio De Capitani e da una compagnia di giovani attori destinati ad imporsi al grande pubblico: da Paolo Rossi a Silvio Orlando, da Claudio Bisio a Luca Barbareschi. Nel 2010 la Compagnia Stabile del Teatro Filodrammatici (Tieffe Teatro) dopo il trasferimento dell’Elfo, acquisisce la sede e rinomina la sala Teatro Menotti.  

Oggi il Menotti è un luogo non solo di performance ma anche uno spazio d’incontro e contaminazione di diversi linguaggi creativi. Un luogo dove si ascoltano e si raccontano storie, dove magicamente le parole si trasformano, prendono forma, peso, colore e suono diverso, riescono ad entrare direttamente nella testa e nel cuore di chi ascolta, senza filtri e senza deroghe.

Siamo convinti che il teatro debba essere non solo un centro di produzione e programmazione di spettacoli, ma un luogo che lo spettatore percepisca come familiare, in cui incontrarsi, socializzare e dialogare.

Cosa perderebbe Milano con la chiusura del teatro?

Tutti perdiamo se si spegne una voce di cultura, creatività, libertà, tutti perdiamo se troviamo la porta sbarrata alle idee ed alle emozioni. 

In particolare senza il Teatro Menotti, la città perde un luogo di fascino “europeo” con la sua architettura che rimanda alle sale della contemporaneità berlinesi e parigine. Il pubblico perde un luogo aperto alle proposte nazionali ed internazionali niente affatto consuete, un luogo di incontro, scontro digressioni per una visione legata alla contaminazione tra le arti, al cross-over culturale. 

Gli artisti perdono un luogo di sperimentazione, i giovani una casa di residenza artistica.

Quali importanti attori sono passati da questo teatro?

Hanno calcato le scene del teatro Menotti personaggi che hanno fatto la storia del teatro italiano, del cinema e della musica. 

Da Elio a Paolo Rossi, da Paola Turci a Federico Buffa, da Enzo Iacchetti a Ninni Bruschetta e ancora Anna Foglietta, Claudio Santamaria, Lello Arena, Paola Maugeri, Milvia Marigliano, Moni Ovadia, Arturo Cirillo , Valentina Lodovini, Omar Pedrini, Natalino Balasso e tanti altri.

Perché avete scelto il crowdfunding per salvare il teatro Menotti?

Abbiamo deciso di utilizzare il crowdfunding per coinvolgere tutti i nostri spettatori, abbonati e supporter a livello individuale. 

Pensiamo infatti che sia necessario condividere la nostra storia con le persone che da sempre ci seguono e ci sostengono.

Cosa riceveranno in cambio i sostenitori del progetto? Quali sono le esclusive e i vantaggi che otterranno?

I sostenitori del progetto riceveranno ricompense “teatrali”: gadget,  biglietti e abbonamenti in regalo, inviti a eventi esclusivi, spazi teatrali riservati per eventi privati.

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