Pedalare insieme, ispirare tutti

Un'impresa in tandem per vedere oltre i limiti

Un crowdfunding che attraversa... mezzo mondo

Ispirare le persone, smuovere gli animi, dare coraggio e portare ottimismo. Non sono forse gli obiettivi delle più grandi imprese a memoria di uomo?

Queste parole, parlando con i tre atleti protagonisti del progettoI to Eye, assumono ancora più significato.

Uno di loro ha perso la vista, ma l'energia e la voglia di abbattere i muri è sempre la stessa, se non ancora più potente: il tandem è lo strumento di questi sportivi per dimostrare che i limiti sono soltanto quelli che ci poniamo davanti.

Viaggiare pedalando, incontrare persone e culture nuove, capire come un ogni altro angolo del mondo si approccia l'argomento della disabilità visiva, stringere nuovi legami e inviare un segnale di forza d'animo che si a di esempio per altri.

Non resta che leggere le parole di Davide, Michele e Samuele: loro sono I to Eye, e questo è il loro crowdfunding







In che modo un tandem può cambiare la vita di una persona non vedente?

Il tandem può cambiare la vita di un non vedente agendo su più aspetti, tra di loro diversi e influenti a seconda dello stile di vita del non vedente e del tipo di ambiente o società nel quale vive. 

Innanzitutto permette di praticare uno sport all'aria aperta, cosa non scontata per molti disabili visivi, ma soprattutto implica la forzata presenza di una persona vedente che sia alla guida. 

Questo significa favorire l'integrazione e le relazioni sociali, dal momento che, anche se con notevoli miglioramenti negli ultimi decenni, la vita sociale di un qualsiasi disabile può talvolta essere limitata

Il tandem permette di potersi muovere in modo veloce all'interno di un territorio come la propria città, permettendo al non vedente di avere un ruolo attivo nello spostamento. 

La conoscenza di un territorio, anche se si tratta della propria città o del proprio quartiere, non è assolutamente scontata per chi, non potendo vedere l'ambiente circostante, si sposta solo in macchina. 

Farlo in bici permette di percepire lo spazio e la morfologia del territorio in modo più tangibile e reale, e questo da un senso di vitalità e consapevolezza che innalzano sensibilmente il bagaglio cognitivo e sensoriale. 

Muovendosi e uscendo spesso in tandem inoltre aumenta la probabilità di incontrare e conoscere nuove persone e di intrecciare legami e relazioni. 

In sostanza, siamo dell'idea che un tandem possa restituire ad un non vedente emozioni e sensazioni perse o mai sperimentate, offrendo un contatto più forte e diretto con la realtà.

Come nasce il vostro progetto di viaggiare da Roma a Pechino? Perché proprio questo itinerario?

La scelta dell'itinerario è dovuta al fatto che Pechino è una delle zone "più lontane" del pianeta raggiungibile esclusivamente via terra, senza dover utilizzare altri mezzi se non il tandem. 

Per arrivare in Cina inoltre è necessario attraversare una varietà di ambienti, culture e società molto più ampia rispetto ad altri percorsi: Europa dell'est, Turchia, Iran, asia centrale e Cina dovendole enumerare in modo sommario. 

Questo significa confrontarsi con un numero più alto di modi di vivere e vedere ogni cosa, e quindi anche la disabilità visiva. 

Sarà interessante osservare e descrivere come culture e mentalità diverse abbiano una ricaduta sulla vita di chi ha problemi alla vista.

Spiegateci il motivo della scelta del crowdfunding come mezzo per realizzare l’idea.

La scelta del crowdfunding è motivata dal fatto che il nostro è un progetto che si nutre dell'entusiasmo e della curiosità della gente: è un progetto di positività e ottimismo, e speriamo di poterlo dare e ricevere lungo il nostro percorso soprattutto interagendo con la gente comune. 

La modalità del crowdfunding è quindi a nostro avviso la più adatta per avvicinarsi alle persone, raccogliendo un piccolo contributo da ognuno, perché con il loro sostegno diventano parte del nostro viaggio.

Che cosa avete imparato lungo il percorso che vi ha portato a questa impresa?

Durante il lungo periodo di preparativi, che si protrae ormai da più di un anno, abbiamo capito che un viaggio in bici ha poco a che vedere con il ciclismo come è abitualmente inteso: esigenze e bisogni cambiano del tutto e con essi le attrezzature necessarie. 

Si è per mesi in strada a contatto con gli agenti atmosferici, anche molto diversi tra loro, e si ha a che fare con problemi legati alle usanze che cambiano di continuo, ai visti, alla convivenza duratura col compagno di viaggio e a tanti altri fattori ora imprevedibili.

Abbiamo imparato che per partire per un viaggio on the road così lungo è necessario uno stato mentale particolare, diverso da quello che abbiamo tutti i giorni, sicuramente molto più dinamico, flessibile e incline alla scoperta e al sacrificio.

Raccontate ai vostri potenziali sostenitori i motivi per cui contribuire alla vostra campagna.

Crediamo che le persone che ci sosterranno lo faranno perché incuriosite e in un certo qual modo ispirate dalla nostra idea. 

Il viaggio sicuramente arricchisce noi ma il nostro vero obiettivo è quello di smuovere gli animi, in particolare rispetto alle possibilità che un disabile può avere nella vita, ma anche rispetto alla consapevolezza, valida per tutti, che allargare gli orizzonti non può far altro che rendere migliori. 

Chi ci sostiene deve essere consapevole che ogni euro corrisponderà ad un chilometro e ogni chilometro a incontri, emozioni e nuove idee.

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