Nel Genere Umano la Diversità è Ricchezza

Un libro fotografico per rappresentare la diversità etnica e culturale del genere umano

Un libro fotografico per "catturare" lo spirito dell'umanità

FACES è un libro fotografico. 

Ma non solo: FACES è una serie di mostre.

Volti, espressioni, occhi e lineamenti diversi che esprimono la varietà e la ricchezza del genere umano.

Perché la diversità non sia un fattore di divisioni, ma di avvicinamento, comprensione e ricchezza reciproca.

Il crowdfunding, strumento per finanziare progetti attraverso il sostegno di persone che se ne innamorano, è un veicolo perfetto per diffondere un'idea culturale di questo tipo.

Abbiamo parlato di FACES con l'autore, il fotografo Antonio Mulas



Raccontare la diversità (e anche la ricchezza) del genere umano attraverso le foto dei volti: perché questa scelta?

Le motivazioni che mi hanno spinto a creare e portare avanti “FACES” sono tante. La diversità è un fattore che troppo spesso viene utilizzato come strumento per allontanare gli individui che hanno usi e costumi differenti dai nostri. 

L'uomo si è sempre sentito in possesso di un potere che gli consente di categorizzare gli esseri umani in “razze” utilizzando come base i tratti somatici, la provenienza geografica, la discendenza e la genetica. 

Il vero problema nasce quando l'obbiettivo ultimo di questa classificazione è volto all'elevare un gruppo etnico sopra ad uno o a tutti gli altri, portandolo così ad assumere una posizione privilegiata tra le cerchie di un'ipotetica gerarchia

Ho voluto fotografare i volti poiché è la prima cosa che ognuno di noi osserva quando incontra una persona e ho scelto la fotografia perché è il mezzo di comunicazione universale per eccellenza che mi consente di esprimere me stesso in maniera sincera.

Come sono stati realizzati gli scatti?

In principio tutto iniziò come un esperimento quando, dopo un periodo di studio del ritratto fotografico, trovai dei teli neri in un cassetto. Senza perdere tempo li attaccai al muro avendo un'idea più o meno chiara di come doveva essere l'immagine cercai una composizione fotografica che enfatizzasse il viso facendo le prime prove su me stesso e successivamente su qualche persona a me cara. 

L'idea di applicare la ritrattistica a un progetto importante a livello sociale scalpitava già dentro di me così decisi di voler rappresentare gli esseri umani e le loro diversità.

Nel momento dello scatto applico dei pannelli neri dietro il soggetto che, tenendo la testa leggermente inclinata verso l'alto, viene illuminato da un faro che tengo con la mano sinistra mentre con la destra scatto le fotografie.



Spiegaci perché hai deciso di utilizzare il crowdfunding per il tuo progetto culturale…

Il progetto fotografico viene presentato al pubblico quasi subito e, tramite i miei canali social come Instagram e Facebook, ho avuto l'opportunità di constatare che molte più persone di quante potessi immaginare si erano appassionate al progetto e lo seguivano con entusiasmo.

L'idea di avere un bacino di utenza più ampio e la voglia di far conoscere a più persone FACES fu il vero e proprio motivo per il quale decisi di creare una campagna di crowdfunding

La sfida che maggiormente mi allettava era il voler capire quante persone si sarebbero attivate per concretizzare un progetto a sfondo sociale e nel momento in cui conobbi Eppela mi resi conto che era la piattaforma adatta.

Gli scatti faranno parte di una esposizione itinerante. Quanto è importante l’impatto “fisico” di un’immagine sul pubblico?

L'impatto fisico è tutto se considero che quando guardo quegli scatti che io stesso ho scattato e che conosco alla perfezione, vengo invaso da una marea di emozioni. La fotografia deve emozionare, deve rapire lo sguardo di chi osserva e deve far riflettere. 

In questi ritratti si trovano tanti dettagli, particolari infiniti, a partire dal dei capelli o dal tipo di pelle. 

Ho scelto come punto di riferimento gli occhi enfatizzandone forma e colore ma immaginate di trovarvi davanti alla foto di un uomo cieco dalla nascita che con entusiasmo ha accettato di mostrare al mondo se stesso.

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