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Incontri artistici

Intervista a Elisa e Alessandra, progettiste di Tambuca – Casa dell’arte in Versilia

Comunicare con creatività

“Se è scritto che due pesci nel mare debbano incontrarsi, non servirà al mare essere cento volte più grande”. Questa frase di Stefano Benni mi è venuta in mente quando ho letto la storia di Elisa e Alessandra, due perfette sconosciute accomunate da una grande passione: l’arte. Queste due ragazze, così diverse così uguali, si sono conosciute a una mostra bi-personale di Elisa al Palazzo delle Esposizioni della Fondazione Banca del Monte di Lucca. Da quel momento, dopo una prima conoscenza, hanno deciso di unire la propria creatività e le proprie competenze, dando vita a una serie di proficue collaborazioni. Con il progetto di crowdfunding Tambuca hanno certificato nel nome la propria unione (i loro cognomi sono TAMBurrini e PagliUCA). Mancano pochi giorni alla fine del loro progetto di crowdfunding che, tra l’altro, sta dando loro un sacco di soddisfazioni. Ma come nasce precisamente la loro storia? Quali sono i loro sogni e obiettivi? A queste e ad altre domande hanno Elisa e Alessandra hanno risposto in questa breve intervista. 



Il vostro incontro nasce per caso, cosa pensate l’una dell’altra?

Il nostro incontro è sì, casuale, e molto recente. Ci siamo conosciute ad una mia mostra al Palazzo delle Esposizioni di Lucca. Abbiamo iniziato a lavorare insieme nell'atelier di Alessandra ed è nato subito un grande feeling. Lavorando insieme sono emersi diversi progetti e idee in comune, e così abbiamo deciso di unire le forze per dare vita al nostro sogno.

Elisa: Alessandra è la mia parte mancante, è l'elettricista che aggiusta il contatore quando va in tilt, è la parola che mi sfugge, la punteggiatura dei miei deliri, la carica energetica quando sono in down,  "purtroppo" la mia diga non sempre giustificata, e il grillo parlante sulla spalla che mi tira le briglie quando cerco di cavalcare onde troppo alte! Alessandra è tutto quello che non sono io, precisa, metodica, organizzata, ostinata e determinata.

Alessandra: incontrare Elisa è stato come essere travolti da una tromba d'aria. Lei è un vulcano di idee e progetti che prendono forma ogni giorno (e ogni notte, visti gli sms anche a tarda sera!). Siamo completamente diverse, agli antipodi, e per questo "funzioniamo" bene. Ognuna di noi si dedica a cose diverse, con approcci diversi, e questo completa in qualche modo le nostre rispettive mancanze. Insomma, insieme siamo più forti ed è difficile fermarci!

 

Quali sono i vostri artisti preferiti?

Elisa: il mio interesse spazia dall'artigianato artistico all'Arte; uno dei miei più grandi punti di riferimento è Roberto Capucci, architetto della moda. Ho sempre un occhio di riguardo verso i grandi della Storia dell'Arte, come per esempio Michelangelo, Turner, Schiele ed Escher.

Alessandra: sono da sempre appassionata all'iper-realismo perché l'estetica e il perfezionismo catturano tutt'oggi la mia attenzione. Ci sono diversi artisti contemporanei viventi che seguo con passione, come Mitch Griffith, Henrik Uldalen, Eloy Morales, e per restare in patria, Emanuele Dascanio è sicuramente tra i miei preferiti. Riguardo invece i nomi che hanno fatto la Storia dell'Arte, posso a cuor leggero citare Modigliani, Turner, Caravaggio e scultori classici come Canova e Bernini

L’arte in Italia è valorizzata sempre meno. Perché e com’è possibile invertire questa tendenza?

Questa società ci costringe a vivere sempre più velocemente e sempre più superficialmente; siamo costretti a dover continuamente arrivare da qualche parte, e questo viaggio è sempre più solitario. Da qui nasce l'esigenza di dover condividere ogni piccola cosa con il resto del monto, per essere sicuri di esistere veramente; con un Clic, un Selfie o un Tweet è molto più semplice che tentando di scalare le torri della nostra mente e affrontare i grandi temi che riguardano la nostra individualità. L'arte, per noi, è il mezzo di riflessione e di introspezione più funzionale. L'Arte, come la scrittura e la letteratura, oggi troppo spesso accantonate e ridotte, sono il grande passaggio che ci permette di entrare in relazione con le nostre emozioni e trovare il modo di comunicare davvero l'uno con l' altro. Investire in questo significa dare valore alla crescita emotiva della popolazione e non ai beni materiali che dovrebbero invece essere uno strumento al servizio delle nostre esigenze. Tambuca vuole essere un moto dell'animo e non solo uno spazio dove muovere le proprie idee e la propria creatività.

Perché proprio una villa Liberty? Ne avete individuata qualcuna?

L'amore per l'Arte e per le sinuose linee Liberty ci hanno portato a sognare di aprire la nostra CASA proprio in un'architettura di questo tipo, tipica del posto e in particolare di Viareggio. Per ora ne abbiamo adocchiate un paio, ma siamo comunque ben disposte a valutare altre opzioni qualora ci venissero proposte soluzioni alternative dagli enti presenti sul territorio.

Prima di cercare tra le proposte immobiliari in affitto, vorremmo vagliare tutte le possibilità e capire se qualcuno volesse aiutarci mettendo a disposizione o segnalando uno spazio consono per il nostro progetto, in comodato d'uso o con prezzi agevolati, per poter investire tutte le nostre risorse in progetti di rivalutazione urbana e nelle attività della Casa.

Come le persone hanno reagito alla vostra iniziativa? Riscontrate interesse?

BAO! (Esclamazione tipica lucchese che è il superlativo di tantissimo)

Al principio, quando l'idea era soltanto una "voce di corridoio", in molti hanno cercato di scoraggiarci, ovviamente fallendo miseramente. Ostinate, abbiamo stilato il progetto e il business plan, abbiamo creato il sito internet, lanciato la campagna su Eppela, stampato Tessere, brochure e volantini, e ci siamo messe a "disturbare" qualsiasi ufficio tra Lucca e Viareggio. Insomma, siamo partite a bomba!

In pochissimo tempo (nemmeno un mese) abbiamo raccolto molti consensi, e soprattutto abbiamo trovato validi partners e collaboratori, sia per il progetto della Casa Dell'Arte, sia per i progetti interni di Tambuca, che partiranno nel 2019.

Perché la scelta del crowdfunding? Prime impressioni?

Il crowdfunding ci è sembrato il modo più serio e trasparente per trovare appoggio e supporto, sia economico che emotivo e sociale. Noi siamo partite da ZERO. Due artiste con due vite diverse, a barcamenarci tra una committenza e l'altra, e di certo non una garanzia per le banche. Il crowdfunding è stata la via più rapida e più d'impatto per partire; abbiamo così percepito il forte interesse verso il nostro progetto.

 

Elencate quattro motivi per sostenere Tambuca.

1. Tambuca non è solo il nostro progetto, ma riguarda tutti. Dev'essere una spinta per incoraggiare gli artisti, i creativi e i sognatori. Un incipit per FARE DAVVERO LA DIFFERENZA.

2. L'Arte non dev'essere solo per pochi eletti, ma deve arrivare a tutti. Vogliamo creare un centro di scambio culturale dove confrontarsi e condividere, dove imparare ed insegnare, dove esprimersi in tutte le forme. Vogliamo portare gli artisti contemporanei viventi a parlare del loro percorso ed esporre le proprie opere, non guardandole solo su Instagram o cercandone i tutorial su You Tube, ma toccando con mano il lavoro di chi, prima di noi, ha fatto dell'Arte una professione.

3. Vogliamo accrescere il SENSO CIVICO dei cittadini coinvolgendoli in attività di Street Art e Urban Renewal, volte alla riqualifica e al rispetto dei luoghi che ci danno la vita, ogni giorno che passa. 

4. UN'UTOPIA REALIZZABILE: vogliamo creare un movimento che porti la comunicazione e la condivisione, con se stessi e con gli altri, su un piano differente, lavorando sull'introspezione e sulla propria consapevolezza artistica.

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