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A mano a mano

Intervista a Diego Garbini, ideatore di Platò e progettista di A book about hands.

Un libro mondiale

In un momento storico in cui le parole integrazione e accoglienza sono fortemente ridimensionate, c’è chi non si ferma ai confini del proprio Paese quando desidera pensare in grande. C’è chi va oltre le differenze razziali, le distanze geografiche, la costruzione di muri reali o ipotetici per dare vita a progetti sorprendenti. Pensate a decine, centinaia di artisti, provenienti da ogni parte del mondo, che collaborano a un libro collettivo. Lingue diverse, idee diverse, si incontrano e crescono insieme, riuscendo a produrre qualcosa di straordinario. È una sensazione fantastica, quasi indescrivibile, che Diego Garbini e Michela Brondi hanno sperimentato in prima persona con A book about hands, un progetto indipendente a cui partecipano 47 artisti provenienti da 5 continenti, a tema “mani”. La loro è un’opera sontuosa che cerca una…mano da parte del web. Abbiamo intervistato Diego, per scoprire nascita e sviluppo di un’idea che farà molto parlare di sé. 



Come vi siete conosciuti con Michela?

Io e Michela ci siamo conosciuti nel 2012, arrotolando 1 km di filo di lana rossa per un gomitolo di 1 metro e mezzo di diametro, durante "A.r.s.a è viva" un festival indipendente a Sarzana nel 2012.

Perché il nome “Platò”? Cosa comporta essere una casa editrice indipendente?

Platò è il nome, in dialetto sarzanese, della cassetta di legno che si usa per trasportare le primizie dell'orto. Ci piaceva l'idea di un contenitore con un design semplice, ma elegante ed efficiente come appunto il platò. Ci piaceva il suono e il fatto che risuonasse con il nome del filosofo greco.

Comporta che sei libero, anche di affogare...

Perché proprio le mani? Da cosa nasce questo interesse?

L'idea per il libro delle "Mani" è venuta a Diego in un momento in cui eravamo a terra e abbiamo deciso di tentare il tutto per tutto, investendo nell'idea più bella e coraggiosa che avevamo, al di là delle tante difficoltà nel realizzarla che si sarebbero presentate.

Le "mani" vengono da una delle 150 bacheche di Michela su Pinterest che contengono circa 9.000 immagini spettacolari.

Tra i tanti selezionati, quali sono gli artisti che apprezzate maggiormente?

Questa è una domanda cattiva e ci rifiutiamo di rispondere! 😉

Possiamo dire che ci ha molto sorpreso il fatto che anche grandi nomi hanno risposto con entusiasmo alla nostra chiamata. E' bastata una semplice e-mail!!! Sul progetto ci sono tutti i siti web!!! Poi è doveroso menzionare circa una decina di persone che ci hanno proprio aiutato ... nella realizzazione delle foto, per le immagini e la musica dei video, per le traduzioni, dandoci consigli o suggerimenti o scrivendo su di noi su blog e giornali.

Perché la scelta del crowdfunding? Prime impressioni?

Il crowdfunding è una delle (poche) cose belle successe nel mondo ultimamente. Perché libera le idee dalle committenze, dai mecenati, dalle clientele politiche e finanziarie. Può essere visto come un fenomeno legato all'avvento di un nuovo tipo di consumatore, che affacciandosi su uno sterminato mercato globale, è in grado di influire sulla produzione degli oggetti (idee, tecnologie, tutto) che poi vorrà consumare. Invece di produrre un mare di roba e poi cercare di spingerla su un mercato già super saturo, il crowdfunding consente di presentare delle idee e di realizzare solo quelle che riescono ad ottenere l'attenzione, l'amore di tante persone. Le altre idee, quelle che non ce la fanno, tornano nella mente e nel cuore di chi le ha avute.

La nostra è una seconda impressione e possiamo dire che anche questa volta è una grande emozione!


Elenca tre motivi per il quali il vostro progetto merita di essere sostenuto.

1. La collezione

2. La qualità

3. L'indipendenza

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