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Baciati dal sole

Intervista a Lorenzo Maria Cisbani, ideatore e progettista di Ombrellove.

Vacanze senza stress

L’estate si avvicina e con essa le vacanze, è il periodo giusto per rilassarsi e godersi giorni di meritato riposo, ma… è sempre così? Tra file chilometriche, la caccia all’ombrellone più vicino al mare, la ricerca di un lido idoneo a soddisfare tutte le nostre esigenze, può succedere che una vacanza si trasformi in un incubo. Secondo lo scrittore Antonio Amurri “Le vacanze sono il periodo nel quale scopriamo dove non tornare mai più”. Eppure, nonostante le disavventure e gli intoppi dovuti a motivi logistici, ci sono posti che restano nel cuore, nei quali vorremmo tornare senza compromessi. Per riuscirci abbiamo bisogno di qualcuno  anzi di qualcosa….è Ombrellove, il portale web che aiuta a scegliere e prenotare lo stabilimento balneare ideale. Dietro a un progetto che, parliamoci chiaro, ha del rivoluzionario, ci sono Nastro Azzurro e un team di ragazzi davvero in gamba. Ma come è nata l’idea? Lo abbiamo chiesto a uno di loro: Lorenzo Maria Cisbani.   



Quando è nata l’idea Ombrellove? Dov’eri in vacanza?

L’idea di Ombrellove è nata tre anni fa dove è naturale che nascesse: in spiaggia. A dir la verità, la primissima idea era più un AirBnb degli ombrelloni. Mi trovavo nello stabilimento balneare - che nelle Marche assume il paradossale nome di “chalet” - in cui avevo un abbonamento stagionale: dal momento che lo frequentavo solo nel weekend, mi sono chiesto se ci fossero modi di ammortizzare quel costo grazie alla tanto decantata sharing economy.

Era solo una suggestione, ma stava per nascere qualcosa.

Nello stesso anno, durante una vacanza in Salento, nella canicola di agosto non riuscivo a trovare un ombrellone libero ed ero particolarmente irritato dalla situazione, visto che il giorno prima mi ero completamente ustionato. Lì ho realizzato che – a prescindere dallo sharing - l’idea di prenotare un ombrellone in anticipo, alla stregua di una camera d’albergo, poteva avere un’effettiva utilità.

Ombrellove si basa quest’ultima idea, ma puntiamo ad introdurre a breve anche lo sharing dell’ombrellone stagionale.

Come stanno rispondendo gli operatori balneari alla vostra idea?

Direi molto bene: si sono iscritte 250 strutture da quasi tutte le Regioni sul mare e non (abbiamo anche un paio di laghi). Quello balneare è un settore a forte vocazione imprenditoriale: questo permette di trovare un’ottima ricettività circa la promozione della propria attività (specie se fatta gratuitamente, come nel nostro caso).

L’altra faccia della medaglia è che la tecnologia non ha ancora completamente attecchito nel comparto: qualcuno è ancora scettico ma, analogamente a settori affini come quello alberghiero, sono convinto che nell'immediato futuro la digitalizzazione sarà completa.

Esistono startup simili nel mondo?

Sì, ne esiste qualcuna in Italia e una in Grecia. Sicuramente in Italia ha più senso perché le aziende balneari sono (ufficialmente) 7.500 e abbastanza diverse tra loro, in base alle località. Da quanto mi risulta, però, i progetti sono molto legati ad un territorio di riferimento, che può essere un limite per l’eterogeneità dell'offerta. Ombrellove opera su scala nazionale e abbiamo volutamente adottato un approccio che premiasse la capillarità territoriale.

Inoltre, rispetto al solo servizio di prenotazione delle attrezzature, che reputiamo un vuoto tecnologico da colmare in fretta, puntiamo a diventare il portale di riferimento per l’intera vacanza balneare e l’esperienza mare nella sua interezza. Il crowdfunding ci aiuterebbe proprio ad inserire offerte collaterali al nostro core business attuale, quali escursioni in barca, delivery di cibo e bevande sotto l’ombrellone e vari servizi per valorizzare il lato esperienziale della vacanza al mare. 

Siete un gruppo, come vi siete conosciuti?

Ad esclusione di Andrea e Riccardo, amici già da tempo, ci siamo conosciuti proprio lavorando su Ombrellove: nella fase iniziale mi sono confrontato a lungo con Andrea sulla progettazione del servizio e ho iniziato a fare ricerche su qualcuno che avesse approcciato questo settore dal punto di vista tecnologico. Così abbiamo conosciuto Manuela e realizzato un prototipo, il quale presentava evidenti limiti e non ci soddisfaceva affatto.

Abbiamo realizzato che avremmo potuto anche disegnare un’ottima carrozzeria grazie alla grafica e al marketing, ma senza un motore potente per il back-end, il progetto non sarebbe decollato. Per tale motivo siamo entrati in contatto con Niccolò e Andrea, che avevano sviluppato il software YourBeach per la gestione della spiaggia. Abbiamo creato sinergia e si sono occupati interamente dello sviluppo del sito, basato sul loro sistema di prenotazione. Oggi regaliamo una versione lite di YourBeach a tutti gli operatori balneari iscritti ad Ombrellove, che è anche un modo per far conoscere il loro prodotto.

Perché la scelta del crowdfunding? Prime impressioni?

In questa fase, con un sito funzionante e la tecnologia sviluppata internamente, abbiamo bisogno solo di due cose: visibilità e budget per lavorare a nuove feature. Il crowdfunding è uno strumento coinvolgente per far conoscere la propria idea e testarla sul mercato. Abbiamo subito riscontrato un’ottima partecipazione, che si è tradotta anche in nuovi visitatori sul sito.

Elenca tre motivi per sostenere Ombrellove

Pensando a una giornata al mare:

1. Ti piacerebbe prenotare l’ombrellone in anticipo, senza rischiare di non trovare posto?

2. Dopo due ore di tintarella, ti piacerebbe fare un giro in barca, una “passeggiata” in sup o una lezione di kitesurf?

3. E, terminate queste attività, ti piacerebbe ordinare una bella bibita rinfrescante direttamente sotto l’ombrellone con il tuo smartphone?

 

Se la risposta è sì, sostieni Ombrellove: apprezziamo qualsiasi offerta e ti ricompensiamo con fantastici regali!

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