Conosci la pizza perfetta?

Intervista a Mario Menzio, Amministratore Unico di Food Delivery Packaging srl e progettista di Vinni

Il tuo asporto senza rischi.

Sulla pizza si è detto di tutto, sono state scritte poesie, articoli, libri. Addirittura, poco tempo fa, è stata proclamata Patrimonio dell’Umanità. Ogni pizzaiolo, qualsiasi sia la sua terra d’origine, la sua tecnica di lievitazione o la creatività nell’abbinare gli ingredienti, è sempre convinto del suo prodotto: non c’è pizza simile a un'altra. Oggi non vogliamo promuovere l’arte di un singolo pizzaiolo, né alimentare la discussione sulla pizza con un altro (per altro poco autorevole) punto di vista. Il nostro obiettivo, quello di Mario Menzio, Nastro Azzurro e Armando Rizzo è quello di scrivere la storia. La novità di Vinni Pizza Box è assoluta: un prototipo di contenitore per pizza realizzato in poliestere alimentare, in grado di evitare la formazione della condensa, preservare la fragranza della pizza e rispettare l’ambiente. Sembrava un’idea davvero impossibile, sino al fatidico incontro di due dei protagonisti di questa storia: Armando, pizzaiolo di Saronno e Mario, imprenditore. Ma come è andata sul serio? È uno dei due protagonisti di questa fantastica storia a raccontarlo a tutti noi attraverso un’intervista.   



Quando precisamente è nata l’idea VINNI PIZZA BOX?

L'idea di VINNI è stata concepita nel 2012 da un Pizzaiolo di Saronno, Armando Rizzo, che era stufo di vedere le sue Pizze fatalmente rovinate durante il trasporto nelle classiche scatole di cartone. 

Così ha iniziato a elaborare diverse ipotesi e a testare decine e decine di prototipi e alla fine ha trovato la soluzione: un contenitore in polistirene alimentare impilabile che consente a ogni pizza di avere la giusta areazione, impendendo così la formazione della condensa,  la causa principale per cui le pizze si bagnano, raffreddano e rammolliscono durante il trasporto nel cartone.

Com’è nato l’incontro tra Armando Rizzo e Mario Menzio?

Nel luglio 2015 Armando Rizzo ha partecipato al Workshop di INVESTO IN ITALIA, un programma di sviluppo imprenditoriale di idee e brevetti, organizzato da me - Mario Menzio - e Jonny Lo Piscopo. Non avendo le capacità imprenditoriali e le risorse economiche per tradurre la sua idea in un prodotto vero e proprio da distribuire sul mercato, Armando Rizzo si era iscritto allo scopo di acquisire dette competenze e proporre il suo progetto all’attenzione dei titolari di INVESTO IN ITALIA e degli altri imprenditori e investitori da loro invitati.

Nei mesi successivi, io e il mio socio, abbiamo incontrato nuovamente Armando e compiuto ulteriori verifiche e test, che sono stati molto positivi. Dopodiché abbiamo deciso di investire e di impegnarci in prima persona nel progetto, costituendo una società con l’inventore allo scopo di depositare il suo brevetto a livello internazionale e compiere i passi necessari per arrivare a produrlo e a diffonderlo sul mercato italiano ed estero. 

In altri Stati è già presente nelle pizzerie? Se sì dove?

Quasi ogni giorno, tramite il nostro sito web, ci arrivano richieste anche dall’estero e spesso per grandi quantitativi, a volte interi container. Ma, al momento, siamo concentrati sull’Italia dove stiamo effettuando un test su due pizzerie, con ottimi risultati, per poi puntare nei prossimi mesi ad acquisire le migliori pizzerie italiane.

Entro il prossimo anno prevediamo di espanderci in altre nazioni europee e negli Stati Uniti, in cui ci è già stato rilasciato il brevetto definitivo. 

Perché la scelta del crowdfunding? Prime impressioni?

Avevamo già in programma di organizzare un lancio del prodotto in grande stile per celebrare e far conoscere il suo ingresso sul mercato.

Quando ci ha contattato EPPELA e ci ha parlato di questa bellissima iniziativa in collaborazione con Nastro Azzurro, abbiamo subito pensato di collegare le due cose.

Per questo motivo l’obbiettivo di questa campagna è proprio quello di finanziare e far conoscere al maggior numero di persone possibili questo prodotto e l’evento con cui sarà lanciato sul mercato. Oltre a ciò, abbiamo molto apprezzato la sponsorizzazione della campagna da parte di Nastro Azzurro, perché, come tutti sanno, l’abbinamento Pizza e Birra è un matrimonio perfetto e ci auguriamo che possa essere l’inizio di una futura collaborazione a più ampio raggio.

L’interesse suscitato da quanto è partita questa campagna è stato molto positivo sin dai primi giorni e abbiamo ricevuto molti riscontri favorevoli soprattutto dai nostri canali social. Per quanto riguarda il sostegno vero e proprio, mediante l’acquisto delle ricompense previste, sinora hanno contribuito principalmente coloro che già conoscevano VINNI e, al momento, sono molto poche le persone proveniente da altri canali.

Quindi colgo l’occasione per invitare chi sta leggendo questo articolo o verrà a conoscenza di questa campagna per la prima volta di “non essere timido”. Anche un piccolo contributo può essere determinante per noi e per il successo di questo progetto. Chiunque ama la pizza, tiene alla propria salute e all’ambiente, non dovrebbe far mancare il suo supporto.

In questo modo potrà finalmente dire addio alle scatole di cartone, unte e squallide, e gustare finalmente una pizza a casa, buona e fragrante come al ristorante. Se poi vorrà prendere una delle ricompense comprendenti l’Invito Ufficiale, parteciperà anche alla grande festa che abbiamo previsto per il lancio nazionale e a cui il budget di questa campagna è destinato.  

Elenca 3 motivi per sostenere VINNI PIZZA BOX.

  • Perché è la soluzione definitiva ai problemi della pizza d’asporto; finalmente, grazie a VINNI, ti potrà arrivare a casa, buona, calda e fragrante come al ristorante.
  • Perché, a differenza delle scatole di cartone che contengono sostanze nocive per la salute e per l’ambiente, è sicuro e certificato a uso alimentare ed è riciclabile al 100%.
  • Perché così potrai sostenere VINNI, partecipare anche tu alla grande festa di lancio e dire un giorno ai tuoi nipotini, che non avranno mai conosciuto, per loro fortuna, le obsolete scatole di cartone: “Io c’ero e se oggi potete mangiare la pizza a casa buona come al ristorante, senza danneggiare la vostra salute, il merito è anche mio!”. 
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