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Facciamo Resistenza

Intervista a Giancarlo Barzagli, progettista di Grüne Linie.

Più forti del tempo

Le rughe sui volti degli anziani sono segno di un tempo che scorre inesorabile. Dai loro racconti, dalle loro espressioni è possibile ripercorrere momenti storici che hanno segnato la loro vita e il nostro Paese. Giancarlo Barzagli, fotografo, ha deciso di rendere protagonisti del suo libro proprio loro, persone che hanno vissuto la Resistenza, con il progetto Grüne Linie. Protagonista allo stesso modo è una piccola valle dell’Appenino Tosco-Romagnolo investita dal passaggio del fronte durante la Seconda Guerra Mondiale. Coraggio, paura, rivalsa e resistenza traspare negli scatti di Giancarlo è presente tutto questo e anche di più. Abbiamo deciso di intervistarlo, per rendere omaggio a lui, alla sua terra e a tutti coloro che fanno della Resistenza un valore sempre vivo.



Quando nasce la passione per la fotografia e, in modo particolare, per la Resistenza?

La passione per la fotografia è nata per esclusione. Le avevo provate tutte prima e quando stavo per arrendermi ho trovato una macchina fotografica in un cassetto. Per quanto riguarda la Resistenza tutto è dovuto a un incontro che ha cambiato la prospettiva su quegli avvenimenti lontani. Si trattava di un partigiano riservato ma con un sorriso contagioso che adesso non c’è più.

Chi pensi possano essere gli eredi dei valori partigiani?

Tutti dovremo esserlo, se per partigiano vogliamo intendere il senso più ampio. Oggi, più che mai, c’è bisogno di passione e senso di comunità da opporre all’indifferenza e all’individualismo che invece vedo imperare.

Perché pensi sia importante ricordare la Resistenza?

Credo che ricordare non sia abbastanza. Per troppo tempo abbiamo ricordato, commemorato senza affrontare fino in fondo un momento cruciale della storia del nostro paese. Come dicono i Wu Ming esercitare la memoria è come disseppellire asce di guerra, non è mai un processo semplice e indolore ma è assolutamente necessario. 



Qual è il racconto più strano o particolare che ti è stato fatto?

Tra i racconti che ho raccolto in questi anni di ricerca sicuramente sono molto legato a quello di Ivana, l'unica non partigiana che ho fotografato per il libro. 

Nata in una casa tra le montagne dove i genitori erano sfollati e vivevano spalla a spalla con una compagnia partigiana fu portata a battesimo dal capitano di compagnia Guerrino. La madre perse il latte poco dopo la sua nascita perché un soldato tedesco ferito dai partigiani nell'aia della casa andò a morire sul letto dove aveva partorito da pochi giorni. Ivana era troppo piccola all'epoca per avere ricordi legati alla guerra ma la sua vita è talmente legata a quei momenti che ancora oggi si sveglia nella notte per aver sognato i bombardamenti. La sua storia è entrata nel libro perché esempio concreto di come gli avvenimenti di cui parlo abbiano condizionato anche le vite delle persone che su quel territorio (il mio territorio) sono rimaste per tutta la vita.

Ci sono foto o posti della Linea Gotica a cui sei particolarmente legato? Perché?

I boschi intorno a Razzuolo, il mio paese, che poi sono quelli che ho fotografato per il progetto. Mi ci è voluto un po’ di tempo e di distanza per capire quanto fossero importanti. Le luci, gli odori e i rumori hanno la capacità di farmi sentire a casa e di rimettermi in pace con me stesso.

Come hai conosciuto Eppela e il crowdfunding? Prime impressioni?

Seguo il crowdfunding da molto tempo perché mi ha sempre affascinato come metodo di finanziamento. Sono anche un grande sostenitore di campagne. Quando è venuto il momento di pensare alla mia di campagne la scelta è caduta su eppela per la cura che mettete nella veste grafica della piattaforma. Il supporto che date ai progetti è stata una piacevole scoperta!

Elenca tre motivi per sostenere il tuo progetto.

1 - Per stringere in mano un bel libro di fotografie con un racconto inedito di Wu Ming 2.

2 - Avere la scusa per andare a fare una bella camminata in montagna

3 - Sostenere un progetto che cerca di parlare di un momento fondamentale per la storia del nostro paese ma lo fa partendo dalle piccole storie della gente comune. 

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