Non perdiamoci di vista

Intervista a Yuli del Rey, progettista di “Accendi gli occhi di un bambino”.

La lotta di piccoli guerrieri

“Ogni anno in Italia circa il 10% dei bambini nascono prematuri e necessitano di cure intensive”. Basterebbe questa frase, con la quale inizia la descrizione del progetto Accendi gli occhi di un bambino, a far riflettere quanti si imbattono su Eppela, a convincere ognuno di noi a far qualcosa di concreto per chi è in difficoltà. Yuli del Rey, attrice, produttrice e regista, ha colto con il marito Maximilian Rio e NIBBLING UK, brand britannico che realizza prodotti in silicone naturale per l'infanzia e le mamme, l’implicito grido d’aiuto di tutti quei neonati la cui vita inizia sin da subito in salita, con un reale rischio di diventare ciechi. In un’epoca in cui l’egoismo, spesso, ha la meglio sulla solidarietà, c’è bisogno di persone del genere, di chi presta la propria professionalità a una nobile causa. C’è davvero bisogno dell’aiuto di tutti per non essere ”…ciechi che vedono, ciechi che, pur vedendo, non vedono.” (José Saramago)



È la prima volta che la DELREY dà vita a un’iniziativa simile? Qual è il lavoro del quale siete più orgogliosi?

Il lavoro nel cinema, sia da attrice sia da produttrice e regista, mi ha portato in diverse occasioni a realizzare progetti, come documentari, libri e video con l'obiettivo di raccogliere fondi da dare in beneficenza. Avevo sentito parlare di Eppela e ho voluto approfondire, scoprendo strade alternative alla classica beneficenza che mi hanno portato, per la prima volta, a fare una campagna di crowdfunding di questo tipo.

Come ti sei avvicinata alla OBM Onlus? E, in particolare, alla cura della Retinopatia?

Mi sono avvicinata a OBM Onlus grazie a mio marito (Maximilian Rio, oggi noto produttore discografico e ideatore dell'iniziativa) che 14 anni fa si trovò in una situazione simile, lottando per 11 giorni con il suo bambino appena nato, sottoposto ad alte dosi di ossigeno e in bilico tra la vita e la morte. Queste alte dosi di ossigeno potevano da un lato salvargli la vita, dall'altro lasciare dei segni tra i quali la cecità. Da quel momento si era proposto di realizzare qualcosa per il reparto di neonatologia intensiva del Buzzi di Milano. Dopo aver ascoltato il suo racconto ho dato subito la mia piena disponibilità, ci siamo subito attivati e, attraverso il dottore Gianluca Lista primario del reparto di neonatologia e patologia intensiva, siamo arrivati alla OBM Onlus. La Onlus si è resa da subito disponibile, elencandoci i progetti in corso e le priorità.  

Conoscere le dinamiche e le problematiche ci ha motivati a fare la campagna per la cura della retinopatia, è veramente di grande importanza e fa la differenza nella qualità di vita dei neonati prematuri.  

Essere un'esperta della comunicazione ti ha aiutata nella progettazione di una campagna di CF?

Sicuramente lavorare da oltre 15 anni nel settore del cinema, lo spettacolo e le comunicazione ha facilitato la progettazione, anche se non si finisce mai d'imparare. Posso già anticipare che ho nuove idee da mettere in moto per altri progetti come questi! :-)

Pensi che lo Stato dovrebbe incrementare i fondi che destina alla ricerca?

Penso che lo stato debba assolutamente incrementare i fondi, non solo quelli destinati alla ricerca, ma anche per finanziare iniziative che possano informare e sensibilizzare le persone  sul tema della prevenzione.

Perché hai deciso di affidarti allo strumento del CF? Quali sono, fino a questo momento, le impressioni che hai avuto?

Questo progetto ha un obiettivo ben preciso: acquistare la RETCAM. L'associazione aveva già iniziato la raccolta attraverso i propri canali, ma non è stato sufficiente. Come detto, mi sono informata su Eppela e ho pensato che sarebbe stato un ottimo punto di partenza per raggiungere tutti insieme l'obiettivo finale. È una soluzione alternativa e assolutamente positiva da percorrere: l'advisor che ci segue (parlo nello specifico di Eleonora Valletta) è stata sempre gentile, informativa, disponibile, tempestiva e flessibile di fronte alle nostre necessità. Sicuramente la community che sostiene un progettista risulta determinante.

Elenca tre motivi per sostenere il tuo progetto.

I motivi fondamentali per i quali i nostro è un progetto da sostenere sono chiari:

1- Con l'acquisto della RETCAM garantiamo una maggiore qualità di vita ai bambini nati prematuri, evitando in loro la cecità.

2- Evitiamo i rischi che comporta dovere spostare il neonato prematuro in un altro ospedale per fare l'intervento.

3- Diamo un sostegno diretto ai genitori, che in quei giorni vivono uno stato emotivo molto difficile. Avere la RETCAM nel reparto evita la separazione della mamma dal neonato, condizione indispensabile per il miglioramento del bimbo.

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