Motore di rinascita

Intervista a Enrico Linardelli, progettista e responsabile Ufficio Sisma di Cessapalombo.

Il giorno in cui cambiò tutto

Vivere una tragedia è diverso dai racconti che le persone possono fare della stessa. Il 30 ottobre 2016 per molte famiglie del Centro Italia, la vita è cambiata per sempre. Un boato. La distruzione che coinvolge cose e persone. I soccorsi. Poi silenzio e tanta, troppa, indifferenza. Ripartire non è stato facile, soprattutto per piccoli paesini che hanno dovuto fare i conti con il silenzio assordante delle istituzioni, scandali nella distribuzione dei fondi destinati alla ricostruzione, vuoti burocratici e logistici che ancora non trovano risoluzione. In una situazione del genere è facile abbattersi, può prevalere lo sconforto. Per i Comuni interessati dal crowdfunding di ANCI, non è stato così. Lo scoramento ha lasciato posto al desiderio di rivalsa. Certo, con il crowdfunding non sarà possibile fare i lavori di ricostruzione nella loro totalità ma si può, comunque, fare grandi piccoli cose per ritrovare una parvenza di normalità. È il caso del Comune di Cessapalombo e di Enrico Linardelli, progettista, responsabile, ricercatore di rinnovato benessere quotidiano. Lo abbiamo intervistato.  



Come si vive a Cessapalombo? Quali sono le tradizioni più importanti?

Cessapalombo è un piccolo comune dell’alto maceratese e il suo territorio rientra, in parte, nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini. La popolazione è formata, in maggioranza, da persone anziane. C’è una scuola, un centro di aggregazione, un bar, ci sono agriturismi e ristoranti.  Resistono ancora tradizioni come la transumanza del bestiame al pascolo e le carbonaie, un’antica tecnica per trasformare la legna in carbone. Un’altra tradizione è la coltivazione dei bellissimi boschi che si dispiegano sul territorio di Cessapalombo.

 

Quanto vi ha segnato il terremoto? Le Istituzioni vi sono state vicine?

Il terremoto è stato devastante come un bombardamento. Il sessanta per cento delle abitazioni hanno subito gravi danni. Abbiamo circa 220 sfollati su una popolazione di 500 persone. Venti persone vivono, da fine novembre, nelle Soluzioni Abitative di Emergenza. Gli edifici pubblici (municipio e edificio scolastico) hanno retto. Gravi danni si sono registrati anche nelle frazioni di Villa di Montalto, Valle e Monastero. Dal punto di vista psicologico il cataclisma è stato ed è duro da digerire per la popolazione ma l’uomo tende naturalmente ad adattarsi a tutto e ad andare avanti. Le difficoltà sono e saranno molte ma con volontà e spirito giusto si tornerà alla normalità. Pur con le difficoltà del caso le Istituzioni hanno svolto il loro compito, sia nell’immediatezza dell’emergenza sia nella gestione successiva. Abbiamo ricevuto aiuti e solidarietà da molte persone, associazioni, gruppi di volontariato e di protezione civile.

Cosa ricordi dell’attimo del sisma?

Io abito sulla costa adriatica e ricordo, devo dire senza particolari rimpianti, la scossa del 30 ottobre 2016 alle ore 7.40. Era una domenica mattina luminosa e assolata. Mi sono reso conto della gravità della situazione in montagna ascoltando un programma radiofonico. Sono partito in automobile, ho impiegato due ore per fare sessanta chilometri. Arrivato a Cessapalombo ho constatato che la situazione era grave. La cosa che mi ha inquietato di più? I calcinacci sopra la scrivania dell’ufficio, i faldoni rovesciati sul pavimento, i quadri spaccati in terra. 

Cosa può offrire Cessapalombo ai suoi visitatori?

Cessapalombo offre un paesaggio molto bello. Al di à delle mete escursionistiche, abbastanza ma non sufficientemente note (Lame Rosse, Gole del Fiastrone, Grotta dei Frati, Castello di Montalto) è il territorio, nella sua interezza, ad essere strepitosamente bello. Le colline, le montagne, i boschi che cambiano colori con il corso delle stagioni sono la grande bellezza del nostro territorio. Inoltre Cessapalombo è ricco di storia e tradizioni ed è croce di guerra al valor militare.

Quali sono le prime impressioni sul crowdfunding?

Il crowdfunding è un’esperienza molto positiva. Ci ha permesso di allargare i nostri orizzonti e di far conoscere la nostra realtà, usufruendo della tecnologia della piattaforma Eppela. Abbiamo coinvolto molti dei nostri contatti, sia in sede istituzionale che social e abbiamo avuto un buon feedback. Speriamo di raggiungere il nostro obiettivo

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