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Cento colpi di plettro

Intervista a Gennaro de Rosa, presidente di “Musica contro le mafie”.

Canzoni contro la paura

Per contrastare le mafie e l’illegalità occorre coraggio, determinazione, consapevolezza. Combattere l’illegalità vuol dire guardare più in là del proprio naso, prodigarsi per garantire alle generazioni future un mondo migliore. Queste parole possono sembrare pura retorica se pronunciate dal buonista di turno, al contrario assumono un altro valore se associate ad azioni e comportamenti virtuosi. È il caso dell’associazione Musica contro le mafie, della rete di LIBERA, che attraverso la musica promuove la cultura della “responsabilità” e della “cittadinanza attiva”. Ma non solo, anche i cento artisti impegnati nel progetto di crowdfunding in corso meritano una menzione speciale. Ma cosa vuol dire, davvero, schierarsi contro la criminalità organizzata? Lo abbiamo chiesto al presidente dell'associazione Gennaro de Rosa



Come nasce l’idea del progetto “Musica contro le Mafie”?

"Musica contro le mafie" nasce otto anni fa come contest musicale di artisti emergenti, si trasforma poi in una Associazione dalla struttura un po' articolata. L'Associazione fa parte della rete di Libera (Associazioni, nomi e numeri contro le mafie) e si occupa di organizzare e sviluppare un Premio Musicale nazionale arrivato alla sua ottava edizione, realizzare progetti nelle scuole con il supporto del Miur, Realizzare ed ideare strumenti didattico-informativi come libri, documentari ecc… e da due anni realizza una "5 Giorni di Musica contro le mafie" con incontri, showcase, concerti, mostre, dibattiti, proiezioni e tanto altro.

C’è qualche aneddoto che puoi raccontarci riguardante gli artisti coinvolti?

Ce ne sono tantissimi legati ad ognuno degli artisti che abbiamo incontrato e che ci hanno sostenuto negli anni. Non vorrei focalizzarmi su uno perché riteniamo che, gli artisti che fanno da "testimoni o testimonial" per Musica contro le mafie, siano tutti uguali di fronte ad una tematica così densa e ad una problematica così attiva e viva come quella delle mafie.

Me ne viene in mente uno di un artista molto famoso che ci accompagnò in un incontro pubblico qualche tempo fa, il quale durante il dibattito diceva continuamente "mafia contro le musiche" senza rendersene conto. Fu un momento molto particolare perché gli altri relatori facevano capolino per fargli un cenno ma lui era andato per la sua strada ormai. Quando se ne accorse ebbe una grande capacità dialettica e con una battuta acuta e ben assestata rimise tutto a posto.

Ma ce ne sono tantissimi altri…raccontabili e meno raccontabili!

In Italia a che punto pensi sia la lotta contro le mafie?

Ci vuole una rivoluzione culturale, etica e sociale che ancora manca nel nostro Paese perché non è possibile che da secoli ancora parliamo di mafia. La mafia è sempre insidiosa, è sibillina, tagliente e approfitta di ogni occasione per mandare i suoi messaggi che sono soprattutto di natura culturale. Ed è per questo che con "musica contro le mafie" cerchiamo, attraverso la musica e musicisti di diffondere "buone idee e buone prassi" al fine di diffondere un modello culturale da contrapporre a quello mafioso. Le Mafie hanno, in un certo senso, cambiato strategia, uccidono meno ma sono più capaci di penetrare nel tessuto sociale. Aggrediscono la nostra vita sociale creando la fonte principale di diseguaglianza e cattiva crescita. Non va sottovalutata la  violenza che continua, comunque, ad esercitare. La sua forza oggi sta nel trovare consenso e alleanze nella società.  La lotta alle mafie ha fatto un lungo percorso, importante ed efficace nel nostro paese ma la vera rivoluzione è quella che deve avvenire nelle nostre coscienze , capendo che siamo corresponsabili di tutto ciò che ci accade intorno.

Perché la scelta del crowdfunding? Quali sono le prime impressioni?

Sarò sincero! Non abbiamo mai preso in considerazione il crowdfunding pur ritenendolo uno strumento importante per costruire dal basso, aggregare e creare un "noi" che possa essere davvero la chiave di un cambiamento. L'iniziativa di Eppela e Nastro Azzurro Crowd ci è piaciuta molto rispetto alle tante alternative offerte da numerose altre piattaforme e ci sembrava perfettamente in linea con il progetto al quale si stava lavorando.

Le prime impressioni sono positive, la campagna sta creando interesse, i sostenitori cominciano ad informarsi e muoversi. Credo che sarà una bellissima avventura e un bel percorso da condividere con chi crede nel lavoro che facciamo da anni.

Elenca 3 motivi per sostenere questo progetto.

1. Darete un contributo reale e concreto alla creazione di Laboratori Musicali per ragazzi che vivono situazioni di disagio sociale e per i quali la "Musica" è una ALTERNATIVA importantissima.  Dobbiamo "Muoverci e non solo commuoverci" e fare qualcosa per dargli questa possibilità.

2. Sarete Voi e solo Voi,  insieme agli Artisti di questo progetto gli artefici di questa iniziativa. E' dalle vostre mani che i ragazzi riceveranno gli strumenti musicali che imbracceranno per produrre suoni, musica e melodie…e non altro.

3. La Musica sta dalla tua parte, stai dalla parte della Musica !

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