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Un ponte chiamato fantasia

Intervista a Sara Gianotto del progetto Calendario Lords for the Ring 2018.

Il passato al servizio del presente

Sono passati più di quarant’anni dalla morte di Tolkien, uno scrittore rivoluzionario, uno dei creatori di un genere, quello “fantasy”, destinato a cambiare l’immaginario di intere generazioni. Da quel momento una miscellanea di arti figurative e artistiche hanno attinto dai testi del maestro, creando capolavori che resteranno per sempre nella storia del cinema, ma non solo. “Lo Hobbit” e “Il Signore degli Anelli” su tutti, sono film oggetto di culto, al punto da costituire il tema centrale di ben due progetti su Eppela. Il Calendario Lords for The Ring 2018 è arte allo stato punto, genialità messa al servizio degli appassionati. Abbiamo intervistato una dei progettisti del progetto, Sara Gianotto, alla scoperta di un mondo e di un progetto capace di riservare ai suoi sostenitori un’infinità di sorprese. Non resta he sostenere al più presto il progetto perché, come diceva il maestro: “Tutto ciò che dobbiamo decidere è cosa fare col tempo che ci viene dato”.


Qual è l’impatto che Tolkien ha avuto sulla cultura?

Sin da subito Tolkien ha suscitato reazioni contrastanti: chi lo amava e chi invece lo giudicava poco più che robetta per bambini. Sebbene l’ambiente accademico e letterario abbiano inizialmente respinto i suoi romanzi, i critici avversi hanno dovuto ricredersi: “Il Signore degli Anelli” è uno dei romanzi più venduti e apprezzati di tutti i tempi. Le opere del Professore hanno posto le basi del fantasy eroico, pur andando oltre tale etichetta: “Il Signore degli Anelli” è una pietra miliare tra i classici della letteratura, capace di parlare ai lettori di tutti i tempi, grazie ai temi universali di cui tratta: morte, immortalità, potere, speranza.

C’è un racconto particolare della Terra di mezzo che ti ha impressionato?

Sicuramente la storia di Fëanor, l’Elfo Noldor che nel Silmarillion crea appunto i Silmaril, le gemme più belle che mai esisteranno nel modo e che danno il titolo al libro. Fëanor è l’Elfo più di tutti animato da fervore creativo, dal desiderio impellente di fare e dotato da eccellenti capacità: eppure, arrivato all’apice, non riesci a staccarsi dalla cosa creata: il troppo amore diventa possesso, e innesca una tragedia che colpirà l’intero popolo elfico.

Qual è il vostro target di riferimento? Età media?

Il nostro target di riferimento è molto vasto: abbiamo lettori forti, appassionati di fantasy, fan dei film di Peter Jackson, amanti dell’illustrazione. L’età va dai ragazzini delle elementari, che magari scoprono per primo “Lo Hobbit”, a tolkieniani di vecchia data, che custodiscono gelosamente la storica edizione Rusconi del “Signore degli Anelli”. Tolkien è capace di parlare a un pubblico molto vasto, perché i suoi personaggi, con i loro dilemmi e i loro percorsi sono senza tempo.

Ci sono, attualmente, scrittori paragonabili a Tolkien per la loro bravura?

Il discorso è molto complesso. La “bravura” di uno scrittore è difficile da quantificare, perché dipende dai criteri scelti per definirla tale, spesso molto personali. Ciò che sicuramente Tolkien è riuscito a realizzare come nessuno aveva mai fatto prima, e come ancora nessuno l’ha eguagliato oggi, è la vera e propria costruzione di un mondo: oltre alla cosmogonia, Arda è dotata di una storia che percorre le ere. Ogni popolo inventato da Tolkien (e sono tanti) ha la propria storia e la propria lingua e il proprio modo di scrivere; anche le lingue hanno la loro storia e la loro evoluzione, sul modello delle lingue naturali. Tutto ciò emerge anche nei romanzi, che acquistano una profondità incredibile: leggendo il Signore degli Anelli, si percepisce subito che fa parte di un disegno più grande, che nasconde tesori sotto la superficie.

Perché la scelta di Eppela e del crowdfunding?

L’Associazione Italiana Studi Tolkieniani (il motore dietro al progetto) è appunto un’associazione culturale, che si muove per pura passione e senza scopo di lucro: perciò, per realizzare un progetto di questa portata, ci serve tutto l’aiuto possibile da parte dei sostenitori. Noi siamo ben felici di metterci tutte le nostre energie e le nostre capacità!

Abbiamo scelto Eppela perché già l’anno scorso ci siamo trovati molto bene, trovandovi supporto e competenza; inoltre si tratta di un portale italiano, radicato nel territorio lucchese, che dedica un’attenzione particolare ai progetti artistici come il nostro.

Elenca tre motivi per sostenere Lords For The Ring.

1.    Si tratta di un progetto volto a dare nuovi stimoli all’arte tolkieniana, esplorando insieme nuovi immaginari, nuovi tratti e nuove prospettive

2.    I nostri Lords sono artisti con lunghe carriere alle spalle, “mostri sacri” dell’illustrazione fantasy conosciuti non solo in Italia ma ormai anche all’estero, e riescono a interpretare i testi tolkieniani da punti di vista inediti e coinvolgenti

3.    “We have cookies!” (cit.) per il progetto di quest’anno abbiamo pensato a ricompense speciali per i nostri sostenitori, dagli sketch originali degli artisti, a libri per entrare nelle storie del Silmarillion, ad esperienze uniche come il worrkshop di due giorni nella Rocca di Dozza (Drago incluso!).

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