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Boccate di futuro

Intervista al gruppo Nextmaterials, progettista di “Dado: l’innovazione è nell’aria”.

Dalla teoria alla pratica

La qualità della formazione accademica, spesso, risulta poco tangibile. In un mondo in continua evoluzione nel quale sono le eccellenze a fare la differenza, c’è una realtà che si muove nella giusta direzione: NextMaterials srl, uno spin-off affiliato al Consorzio Interuniversitario per la Scienza e Tecnologia dei Materiali (INSTM), con stretti legami con il mondo della ricerca universitaria nel campo dei materiali, delle finiture e delle tecnologie connesse. È proprio da qui che nasce Dado, un sistema rivoluzionario di purificazione d’aria per ambienti indoor, sostenuto da Poste Italiane con Postepay Crowd. Ma come nasce un’idea simile? Per ogni domanda c’è una risposta!



Esistono prodotti simili nel mondo?

Sì, esistono già purificatori d’aria prodotti da marchi importanti. Tuttavia, in questa fase sperimentale, la tecnologia applicata all’interno di Dado che riguarda il processo di fotocatalisi non è ancora sul mercato. Disegnato da Caterina Dastoli e Romina Santi (Laurea Magistrale in Disegno & Engineering presso il Politecnico di Milano), Dado è stato realizzato con semplici tecnologie di trasformazione e contiene un filtro a carboni attivi trattato con un sol di biossido di titanio, reso fotocatalitico dalla luce LED UV incorporata. In questo modo il filtro è in grado di trattenere dall'aria che respiriamo una gran quantità di particolato solido e i composti organici volatili (VOC) quali NO, CO, toluene e benzene vengono ossidati.

 

Da chi e come è nata la prima idea di Dado?

Lo studio dei filtri per la purificazione dell’aria è stato avviato nel 2012 dal gruppo di ricerca di Nextmaterials.  Nel 2013 è stato realizzato il primo prodotto per il pubblico: il vaso fico d’india in cartone ondulato contenente un filtro antibatterico. Il prodotto ha avuto il riconoscimento ADI DEISGN INDEX ed è stato esposto in Triennale per tutto il mese di ottobre. Nel 2016 NextMaterials ha progettato il primo prototipo con forma e materiale diversi, pur mantenendo lo stesso concetto di fotocatalisi. A giugno 2017 è partito il progetto di Crowdfunding con Eppela per trovare i fondi necessari alla certificazione e industrializzare il prodotto. A settembre, infatti, è in programma una revisione delle componenti meccaniche; e a seguire l’implementazione della tecnologia del filtro. A novembre è prevista la revisione del filtro e la richiesta di certificazione con Marchio CE, verrà infine finalizzato e concluso il progetto grafico.

 

Quali sono state le difficoltà nel creare Dado?

Nella fase sperimentale le difficoltà sono molte e richiedono continue modifiche sia della parte meccanica sia della parte di filtrazione. La complessità del design è legata alla capacità di risolvere problemi complessi in maniera creativa e originale, di comprendere i bisogni degli utenti e quindi di progettare i prodotti su misura. Occorre trovare il perfetto equilibrio tra caratteristiche funzionali ed estetiche. Bisogna studiare prodotti con soluzioni inattese e in grado di attrarre anche emotivamente il consumatore finale. 

Perché la scelta del crowdfunding?

Il crowdfunding è un canale di finanziamento che permette di accelerare alcuni processi, quali l’implementazione della parte meccanica per l’industrializzazione e la successiva certificazione. Spesso i fondi che arrivano dai Bandi hanno lunghe attese mentre il crowdfunding arriva direttamente al consumatore finale e consente di fare un’analisi di mercato sul prodotto che permette di intervenire e migliorare il prodotto prima della produzione industriale e dell'immissione sul mercato. Inoltre, grazie all'iniziativa Postepay Crowd il progetto ha avuto una parte importante di finanziamento. 

Quante persone ci sono dietro questo progetto?

Dietro lo studio di Dado ci sono i ricercatori del gruppo NextMaterials che da diversi anni si occupano di filtri antibatterici. E poi ci sono il team di designers e l'ufficio marketing e promozione.

Creatività, pensiero critico, pensiero sistemico, capacità di integrare prospettive e competenze diverse, di collaborare con diverse figure aziendali sono il segreto per riuscire a passare dall’ideazione di un progetto alla sua realizzazione.

Tre motivi per sostenere Dado in queste ultime ore di campagna?

In primis, grazie a Dado l'aria che respiriamo negli ambienti indoor viene purificata è filtrata dalle polveri sottili. 

Secondo, il ricavato viene investito nella ricerca e nello sviluppo di un nuovo prototipo: è un modo unico per partecipare alla fase pre-industriale del prodotto.

Infine, Dado è disponibile ad un prezzo scontato, insieme ai prodotti NextMade, scontati fino al 40% (www.nextmade.com/Shop).

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