Musica caliente

Intervista a Gisela Oliverio, un'artista completa alla ricerca di un sogno

Chitarra in spalla

Nel panorama musicale italiano e non solo, esistono artisti che riescono a ottenere visibilità grazie alla propria bravura tecnica, altri, invece, che fanno della passione e della capacità di trasmettere emozioni un punto di forza. C’è chi, infine, riesce a coniugare questi due aspetti in modo naturale. È il caso di Gisela Oliverio, un’artista a tutto tondo, una persona sensibile, un’amica, una protagonista dell'iniziativa Postepay Crowd Sound. Gisela ha coltivato e continua a coltivare il proprio sogno giorno dopo giorno, non nascondendo a se stessa e ai suoi fan difficoltà pregresse e ambizioni future. Perché nella vita, così come nella musica, per avere successo occorre essere persone vere. Gisela è una di queste.



Quali sono le differenze più grandi nel panorama musicale tra Italia e Argentina?

Grandi differenze non ci sono, tranne per il fatto che in Italia, come in tutta Europa, essendo diventata una società multiculturale, gli stimoli sono diversi e vengono da tutte le parti del mondo.

È stato semplice ambientarsi? Hai trovato difficoltà particolari?

Anche se non è stato molto semplice, ambientarsi si è rivelata una sfida affascinante. I miei nonni sono italiani, mio padre ha origini calabresi, mia madre piemontesi. Arrivare in Italia mi ha fatto pian piano scoprire e rafforzare le mie origini, soprattutto ritrovarmi in un mondo culturale di cui mi sento totalmente parte. I miei nonni non sono più tornati in Italia, sono contenta di aver realizzato in prima persona quello che desideravano.

Ci sono degli artisti ai quali ti ispiri?

Mi piace Mina (sostanzialmente la amo!) , adoro Fiorella Mannoia. Considero Lucio Dalla un eroe, anche perché mio padre ascoltava molto la sua musica in Argentina quando io ero piccola (senza dimenticare Pavarotti). Mi piacciono, inoltre, del Brasile Caetano Veloso, C.Jobim, Gal Costa, gli argentini Astor Piazzolla, Gardel, Mercedes Sosa. I mie punti di riferimento sono tanti, della musica degli anni '50, '60 e '70 traggo lo spirito e la essenza, della musica attuale, invece, la sintesi e l'immediatezza, qualità che reputo necessarie.  

Qual è il sogno nel cassetto dell’artista Gisela Oliverio?

Il mio sogno, in questo momento, è vedere le persone più serene, perché possano riacquisire un senso di speranza che sembra perso. Credo che l'arte e la cultura possono partecipare fortemente a questo processo di rinnovamento, può sembrare troppo utopico per essere vero, ma io ci credo! Così come la musica ha rinnovato in me la speranza, ogni persona ha la possibilità di rinnovarsi e trovare ispirazione.

Perché la scelta del crowdfunding? Quali sono le prime sensazioni?

In primis, con il crowdfunding ho trovato l'occasione di raccontare la mia storia. Inoltre, sai perfettamente che fare un disco non è così economico, Eppela mi sta dando la possibilità non solo di raccontare il mio viaggio ma anche, e soprattutto, materializzare la mia musica in un disco.  

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