Loading pp black 533b87cfd338eef8adc058952b8f834fb495f7d439c68cc5c683336f8b4b639b

Idee in bilico

Intervista ad Andrea Loreni progettista/acrobata di “Zen e funambolismo"

Strade inesplorate

“La meditazione è l’unico tempio in cui, quando entri, sei davvero all’interno di un tempio(Osho). Tutto è iniziato con un viaggio. O quasi. Quella di Andrea Loreni è una storia di ricerca costante, analisi introspettiva, scoperta di se stessi e degli altri. Da 10 anni Andrea è un funambolo-zen, cosa collega le due attività? Più di quanto si possa pensare. Entrambe sono tentavi di accesso all’assoluto, sperimentazioni di eccezionale bellezza e intensità. La prossima sfida di Andrea consiste in una camminata funambolica, su un cavo di acciaio teso in un tempio zen giapponese, a Okayama, impresa che sarà al centro di un film-documentario grazie al progetto Zen e Funambolismo. Ma cosa vuol dire camminare sospesi nel vuoto a grandi altezze? A che punto della sua ricerca introspettiva è giunto Andrea? La curiosità è tanta, fargli qualche domanda è stato d’obbligo.



Qual è per te il legame tra meditazione e funambolismo?

Il vuoto: che trovo a volte in fondo al respiro o tra i miei passi sul cavo. Sono momenti di perfezione e morte in cui io sono immobile eppure sono in ogni luogo. Per attraversare il vuoto l’unico modo che io conosca è farmi vuoto, in quel vuoto, fecondo e gravido, morire e allo stesso tempo rinascere. Morire nel mio "io relativo" per rinascere nell’essere autentico e assoluto. 

A che punto sei della tua ricerca introspettiva?

L’ultima scoperta è il semplice piacere di essere, di sentire con il corpo l’estasi dell’essere dove sono, il godere di ogni passo per il semplice fatto del movimento muscolare, dell’azione priva di pensieri, nella quale sei completamente fuso, senza mediazione mentale.

Il “dubbio” è alla base della tua meditazione? Quali sono i tuoi dubbi più grandi?

Dubito delle strade che mi vengono proposte, di ciò che mi si dice essere la realtà, dubito che siamo solo ciò che crediamo di essere.

Cosa ti ha dato l’esperienza in Giappone?

Per prima cosa mi ha dato la possibilità di fare una traversata funambolica in un tempio Zen, e quindi è lì l’origine di tutto questo progetto. Per fare crescere il progetto ho scritto il libro Diario di Sogen-ji, sto facendo un tour di conferenze in Italia, sono finito in televisione e in radio.  Sento di navigare in un mare di possibilità, di porte che si stanno aprendo, insomma nella piena possibilità di crescita e sviluppo. Mi sento nuovamente, dopo molti anni, sulla strada giusta. Non importa come andrà il progetto, dove mi porterà questa strada, ogni passo ha valore di per sè. Durante il percorso sto crescendo e liberando il mio essere.

Quali studiosi di filosofia teoretica ti hanno maggiormente segnato?

Gli scettici all’inizio che mi hanno insegnato il dubbio, poi chi più si è avvicinato alla filosofa orientale quindi Schopenhauer, Heidegger, e ora sto iniziando vagamente a capire di cosa parlava Hegel

Perché la scelta del crowdfunding? Quali sono le prime sensazioni?

Ho scelto il crowdfunding perché è una dinamica socio-economica molto simile a quella del fare spettacolo a “cappello” , basata sulla partecipazione e sulla fiducia, perché mi interessa che il documentario venga visto più che realizzato e basta. Un progetto in cui credono più persone ha una energia maggiore e maggiori possibilità.

Infine perché è molto più complicato realizzare un progetto in questo modo che pagarselo e basta, il crowdfunding richiede maggiore ingaggio e rischio, quindi anche maggiore determinazione e possibilità di sviluppo. Come negli spettacoli a cappello sta a me decidere quanto impegnarmi e a chi guarda valutare e ripagare il tuo impegno, trovo questo rapporto molto onesto e pulito

Elenca tre motivi per i quali il tuo progetto merita di essere sostenuto.

Perché di "pieno", parole, fare ce n’è a sufficienza, con questo progetto daremo spazio al vuoto, al non fare, al silenzio.

Perché viaggiare è il miglior modo di crescere e conoscersi, sostenere questo progetto è un modo  per venire con me in Giappone, nella patria dello Zen, un posto nuovo lontano e molto affascinate, a conoscere una realtà molto poco mentale, poco filtrata.

Infine sostente questo progetto per demolire l’ego e cercare sotto le macerie il vostro essere autentico! Un essere vasto e infinito.

Condividi questo articolo