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Zona Rosa (parte 2)

Altro che 90-60-90, il valore di una donna lo si giudica da altri numeri

C’è tanto da imparare

Un altro esempio di donna determinata e capace di dare valore alla propria “vocazione” è Sonia China, progettista di Tinkidoo Academy Lab, sostenuto da Poste Italiane con Postepay Crowd. Da sempre appassionata di didattica per bambini, Sonia vuole a ogni costo rivoluzionare il mondo dell’educazione, rendendola sempre più piacevole e efficace per i bambini/ragazzi con i quali si interfaccia. Sonia avrebbe potuto accontentarsi di essere un’educatrice tradizionale, sicuramente avrebbe svolto il suo compito in modo egregio…ma… perché accontentarsi quando si hanno idee così geniali? Il progetto è andato a buon fine in un batter d’occhio (ma si può ancora sostenere), oltre a essere un’ottima educatrice, Sonia si è dimostrata una progettista davvero in gamba. Ecco le sue parole.



Quando nasce la vostra passione per la didattica?

Da sempre direi, la mia socia è mia sorella e nostra madre è un insegnante di sostegno. Manualità, tangibile play e materiali sono stati la nostra chiave di apprendimento da sempre ed è la lente con la quale oggi guardiamo il mondo dell’educazione.

Tinkidoo può far parte della didattica scolastica?

Tinkidoo intercetta tantissimi insegnanti oltre ad educatori e genitori. Quello che dico da sempre è che noi lavoriamo con le persone e non intercettiamo le insegnanti attraverso il canale scuola.  Oltre al fatto che ci orientiamo molto di più ad una visione della didattica informale e destrutturata.

Ci sono esempi simili in Europa e nel mondo?

Tinkidoo è la prima community EDUCATION AS A SERVICE che esista, verticale sul tema smart toys. Noi siamo unici perché a differenza dei modelli Scuola del coding (per i quali rappresentiamo un’opportunità perché forniamo loro una community di esperti a supporto per diffondere velocemente le attività sui territori), abbiamo trasformato la nostra idea in un servizio digitale. e il mondo del gioco e dell’intrattenimento in modello di apprendimento ludico orientato alle competenze digitali.

Quali sono le soddisfazioni più grandi avute fino ad ora?

Il riconoscimento che arriva dalle persone, i nostri early adopter e sostenitori. Non c’è giorno che qualcuno non scriva in mail, su Facebook, altrove, della nostra capacità di raccontare empiricamente il prodotto, la storia, il percorso e la visione. Sono sempre le persone a fare la differenza, in qualunque contesto. Anche per Tinkidoo è così.

Perché la scelta del crowdfunding? Quali sono le prime sensazioni?

Il crowdfunding è per noi un canale di storytelling del prodotto. Avevamo bisogno di avvicinare questi temi a quante più persone possibile. Ma la sfida è farlo nel modo giusto. Il “finanziamento dal basso”ci dà la possibilità di uscire dalla call to action ACQUISTA ed entrare nel mondo del valore condiviso: sostieni.

Elenca tre motivi per i quali il progetto merita di essere sostenuto.

1. Ambizione: il progetto ha un visione che trasforma il modo in cui grandi e bambini apprenderanno le competenze digitali.

2. Tinkidoo è necessaria: non sappiamo quale lavoro avranno i bambini domani, ma siamo certi che le competenze digitali saranno necessarie. Dobbiamo dare a tutti la cassetta degli attrezzi per governare la complessità di cui saranno circondati e diventare creativi con gli strumenti digitali.

3. Una startup innovativa fatta dalle donne. Direi che è un ottimo  motivo visto il gap che abbiamo in Italia.

Parte 1

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