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Sì, lo vogliamo!

Intervista ad Alberto Nicolini, presidente di Arcigay Gioconda e progettista di REmilia Pride.

Vorrei, vorrei, vorrei

A volte vorrei superare il tempo e lo spazio, essere proiettato nel futuro per scoprire se ciò che dovrebbe essere dato per scontato prima o poi lo sarà. Vorrei che un certo modo “tipicamente medievale” di concepire i rapporti umani e l’amore fra persone di uno stesso sesso sia solo un ricordo. Vorrei non dover più ascoltare il punto di vista di chi è convinto di custodire la verità, di chi nasconde le proprie paure dietro posizioni anacronistiche, di chi pensa di avere in dote la definizione assoluta del concetto di “famiglia”. Nell’attesa che queste volontà diventino realtà, ho fatto qualche domanda a una persona libera, vera: Alberto Nicolini di REmilia Pride.



A che punto siete con l’organizzazione dell’evento? Puoi fornirci qualche anticipazione?

Siamo entrati nel pieno dell’organizzazione! Dalla fine di marzo inizieranno gli eventi di anteprima del REmilia Pride: aperitivi, cene di autofinanziamento, presentazioni di libri, perfino uan drag queen Bingo e un incontro con la senatrice Monica Cirinnà, il prossimo 20 maggio. La giornata di sabato 3 giugno, invece, sarà piena di eventi e iniziative. Ci sarà un grande corteo arcobaleno che, riunito sotto lo slogan “Sì, lo vogliamo!”, attraverserà le vie e le piazze di Reggio Emilia, dalla stazione centrale fino a piazza della Vittoria, dove arriverà la manifestazione. Qui stiamo preparando una serie di interventi e testimonianze legate al tema conduttore del REmilia Pride, il matrimonio egualitario: sul palco si alterneranno rappresentanti delle Famiglie arcobaleno, testimonial Lgbt, musicisti e molto altro ancora. Ovviamente ci saranno una grande festa finale e un concerto, oltre a tanti spazi a cura delle associazioni che collaborano con noi. Insomma, sarà una festa favolosa!

Cosa significa essere omosessuali in Italia?

Fino all’anno scorso, significava non esistere per la legge e le istituzioni. Ora, grazie alle Unioni Civili, abbiamo un riconoscimento come cittadini di serie bB Al di là delle leggi, tuttavia, rimaniamo un Paese in cui prima di essere apertamente se stessi, come persone omosessuali, bisessuali e transessuali, bisogna sempre pensarci due volte, sia a scuola, sia sul lavoro.

Quanto pensi occorrerà per fare un altro passo oltre le Unioni Civili?

Non si tratta di qualche passo ma di una maratona! Certamente il primo passo sarà approvare il matrimonio egualitario, perché se siamo cittadini uguali, dobbiamo essere uguali davanti alla legge; ma soprattutto perché i figli delle coppie omosessuali, oggi in Italia, non hanno diritti e devono affrontare aule di tribunali. Ci sono poi i problemi legati ai documenti della persone transessuali, regolati da una legge vecchia che promuove la discriminazione sul lavoro e infine… possibile che in Italia ci sia uno sconto di pena nei casi di reati omotransfobici rispetto a quelli per discriminazione razziale e religiosa, che sono invece puniti con una aggravante grazie alla legge Mancino? Nel 2017?

Volendo pensare in grande: cosa c’è oltre REmilia Pride?

Il REmilia Pride è già grande, per come è pensato! Decine di eventi in tutta l’Emilia promuoveranno i nostri punti politici nei prossimi mesi. Dopo, il comitato Arcigay Gioconda Reggio Emilia procederà con gli obiettivi concreti della piattaforma politica, a partire dalle formazioni ai soggetti pubblici per arrivare, speriamo, alla creazione di una casa di accoglienza per persone lgbt in fuga.

Come avete conosciuto il crowdfunding? Quali sono le prime sensazioni?

Diverse persone del comitato lo hanno conosciuto tramite altre associazioni, dando a loro volta un contributo per la realizzazione di altri progetti. È un metodo di autofinanziamento al quale abbiamo pensato subito perchè, al di là dell'aspetto economico, prevede un coinvolgimento “emotivo”, che è la parte che ci interessa di più. Le nostre prime sensazioni sono positive: abbiamo raggiunto nei primi giorni di avvio campagna praticamente la metà dell'obiettivo che ci eravamo prefissati, per ora siamo molto soddisfatti.

Elenca tre motivi per cui il progetto va sostenuto

Il REmilia Pride sarà una occasione di festa e orgoglio per sei città. 

La nostra piattaforma politica è concreta e verificabile.  

Non abbiamo chiesto un euro di finanziamenti pubblici e andiamo a occupare per un giorno le zone più difficoltose della città: ci serve la mano di tutti. 

Motivo bonus: un giorno vi vanterete coi vostri figli di essere stati dalla parte giusta!

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