Su la testa!

Affrontare ogni sfida con sicurezza e determinazione è il segreto del successo

Nulla è impossibile

Quanto spesso ci arrendiamo di fronte ai primi insuccessi? Avere una buona idea non è sufficiente e il fallimento di un primo tentativo per realizzarla non rende quella stessa idea meno valida di quanto si pensava. La perseveranza è un ingrediente indispensabile per avere successo ed è termometro di due cose: sicurezza in se stessi e convinzione nelle proprie idee.  Partendo da questa premessa, la riflessione successiva da fare è: che impatto avrà la mia idea sulla mia vita e sulla vita delle persone? Pensando alla creazione di oggetti e/o prodotti è risolutivo lo spunto dato da La caffettiera del masochista di Donald Norman, padre del “design antropocentrico”. Un nuovo oggetto tecnologico non deve essere innovazione fine a se stessa ma funzionale alle esigenze dell’utente. Secondo lo psicologo e ingegnere statunitense, l’utilizzo di ascensori, lavandini, scale non è un semplice gesto materiale, nell’esperienza d’utilizzo convergono aspetti cognitivi, comportamentali, relazionali, sensazioni emotive. Il design, quindi, diviene unione di tecnologia e psicologia. “Quando hai qualche problema con gli oggetti, fosse per capire se tirare o spingere una porta o le stravaganze dei moderni computer e dell’industria dell’elettronica, non è colpa tua. Non rimproverare te stesso: rimprovera il progettista”. L’analisi di Norman non si esaurisce con il libro prima citato, a distanza di diversi anni torna d’attualità l’importanza del rapporto persone-macchine, definito complementare: l’innovazione è nata per aumentare le capacità delle persone che ne fanno uso. 

Homo singolare

Ma fin dove può arrivare questo rapporto? Alberto F. De Toni, docente dell’Università di Udine, definisce l’uomo attuale Homo technologicus, ossia un individuo che ha usato fin dalla nascita le tecnologie digitali. In un’ipotetica realtà futura ci sarà un’evoluzione verso una creatura cyber-organica, l’Homo singolare, che, oltre a vivere in un ambiente in cui la computazione è diffusa e a disporre di smart objects (oggetti computerizzati), ha gli strumenti computazionali nei vestiti e all’interno del proprio corpo, come i computer indossabili . L’Era singolare è l’era che dovrebbe iniziare attorno al 2050, quando l’uomo potrebbe incorporare la tecnologia a tale livello che essa diventerebbe un aspetto naturale di se stesso. La distinzione tra l’uomo e i suoi oggetti diventerebbe quindi più complessa e di difficile interpretazione.” 

I progetti della settimana

Le idee presenti su Eppela faranno felice Norman, sono progetti pensati con e per le persone. Uno su tutti, StayActive sostenuto da Poste Italiane, si muove proprio nella direzione della funzionalità da lui auspicata. Si tratta di un dispositivo piccolo e leggero, interamente made in Italy, che analizza e aiuta a correggere la postura. Innovativa e rivoluzionaria è Veranu, la tecnologia per realizzare pavimenti intelligenti che producono energia camminandoci sopra. Connections, invece, fa leva sul lato emozionale delle persone: una video-installazione dell’autore Pietro Baroni dove i volti di neo papà sono assoluti protagonisti. Infine c’è Electric Circus, una band strumentale con sonorità jazz e psichedeliche, capace di coniugare in un album musica e arte.

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