Il self publishing vale 1,5 mld

Sempre più autori ed editori si affidano al self publishing, anche con l'aiuto del crowdfunding

Kindle effect

Pensate a che cosa era l’autopubblicazione dieci anni fa. Neppure si chiamava così, si chiamava Vanity press e questa etichetta già diceva tutto. Era la fiera delle vanità, il frivolo compiacimento di qualcosa di oggettivamente inconsistente per il diverso da se stesso.

Poi è arrivato il Kindle di Amazon e si è avuto il Kindle effect. Era il 19 novembre 2007 e questa può essere considerata la data di nascita della nuova editoria. La gente che non riusciva a trovare spazio nell’editoria tradizionale ha iniziato ad affidare il proprio lavoro al Kindle store, la piattaforma creata da Amazon intorno all’e-reader Kindle. Gli autori candidati alla Vanity press, che prima ammassavano in soffitta le copie acquistate a pagamento dallo stampatore/editore di turno, hanno scoperto che per loro c’era un mercato, un mercato vero e non solo promesso. Era il mercato aperto da Amazon che correva come un giaguaro.

Uno tsunami di contenuti

Per l’opinione pubblica ciò che avveniva su questo canale era incapsulato in una scatola nera e anche la stampa specializzata non sapeva che cosa pensare e ondeggiava tra lo sbalordimento e l’indifferenza. Amazon non diffondeva alcun dato e le statistiche ufficiali non andavano a censire minimamente questo fenomeno. Che poi si è rivelato gigantesco. Il più grande bestseller degli ultimi dieci anni, 50 sfumature di grigio, è di un’autrice autopubblicata. Oltre 40 autori autopubblicati hanno venduto più di un milione di copie negli ultimi cinque anni sul Kindle Store. Un terzo dei 100 titoli più venduti ogni settimana su Amazon sono di autori autopubblicati.

Questo posizionamento non è solo merito della qualità dei titoli della nuova editoria; si deve anche alla stoltezza degli editori tradizionali che prezzano gli ebook in modo scriteriato così da eliminare ogni vantaggio che la qualità migliore del contenuto gli andrebbe a procurare. Quando un ebook di un autopubblicato costa tra i 3 e i 5 dollari di media, un ebook di un editore tradizionale viene a costare tra i 13 e 16 dollari e spesso ha un prezzo superiore non solo al paperback, ma anche all’hardcover. 

Non solo libri

l fenomeno della nuova editoria, ma meglio sarebbe chiamarlo del “nuovo contenuto” non riguarda  solo l’industria libraria. Anche il cinema e la televisione sono stati investiti dai contenuti della nuova editoria. The Martian, il film di Ridley Scott, è stato tratto dal romanzo autopubblicato di Andy Weir, Still Alice, che ha fruttato a Julianne Moore un meritato oscar, è tratto dall’omonimo romanzo della neuroscienziata Lisa Genova che se lo era autopubblicato nel 2007. Lo stesso è avvenuto per la Profezia di Celestino ed Eragon. La serie televisiva Wayward Pines è stata tratta dall’omonima trilogia autopubblicata di Blake Crouch.

Ecco allora le performance di alcuni titoli autopubblicati:

50 Sfumature di grigio

Copie vendute: 125 milioni

Ricavi del film: $166,1 milioni

Sopravvissuto-The Martian

Copie vendute: 23 milioni

Ricavi del film: $228,4 milioni

Still Alice

Copie vendute: 2,6 milioni

Ricavi del film: $18,7 milioni

Nuova editoria e crowdfunding

Molte agenzie letterarie che rappresentano autori affermati ed esordienti stanno iniziando a rivolgersi alla nuova editoria. Vuoi perché l’offerta sovrasta abbondantemente la domanda di titoli e di autori da parte dell’editoria tradizionale, vuoi perché quest’ultima tende a rifuggire da ogni rischio non programmato. Autori esordienti di indubbio talento fanno fatica a trovare spazio nell’editoria tradizionale che appare sempre più motorizzata dalle grandi firme e dalla celebrity. Alcune agenzie importanti come Curtis Brown, IPSO Books, Nelson Agency iniziano a indirizzare i loro clienti verso l’autopubblicazione. In cambio di una piccola percentuale si offrono di gestire il processo di pubblicazione e il marketing.

Editori tradizionali stanno cercando di raggiungere il bacino di scrittori in cerca di pubblicazione con iniziative, anche originali, nella loro concezione. Unbound, nel Regno Unito, e Inkshares, in California, sono due esempi. Unbound è una sorta di crowdfunding del libro. Inkshares organizza dei sondaggi presso i lettori per verificare il potenziale commerciale di un libro e quindi investirci. 

Fonte First Online

E a proposito di crowdfunding, sono sempre di più di autori e gli editori che vi ricorrono per promuovere il proprio lavoor. In Eppela, ne sappiamo qualcosa.

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