Siamo quello che siamo

Nessuno può cambiare il nostro modo di essere, siamo fatti per creare.

Spunti di riflessione

Un’idea può nascere da qualsiasi cosa. Si può essere indotti a riflettere dalla lettura di un articolo di giornale, da una frase ascoltata per caso sul vagone di un treno, da un discorso al bar. O da un post su Facebook. Come quello pubblicato da Gazebo questa settimana, un’illustrazione nata dal genio di Makkox sulla discussa vignetta di Charlie Hebdo riguardo alla tragedia dell’hotel di Rigopiano. Una vignetta che non ha nulla a che vedere con la satira e che a ha indotto qualcuno a pensare che la solidarietà nei confronti del giornale francese all’epoca dell’attacco terroristico (#JeSuisCharlie) non sia stata degnamente ricambiata, anzi.

Il percorso di Makkox ha però una conclusione: siamo italiani, alle parole spese male preferiamo la concretezza di un intervento di solidarietà. Alle discutibili vignette, preferiamo spalare e salvare vite umane. Insomma: nulla o nessuno può cambiare quello che siamo davvero. 

Definizioni fuorvianti

È importante essere se stessi e andare oltre la dicotomia vincente/perdente, come sottolineato anche da Annamaria Testa in un recente articolo pubblicato sul suo nuovoeutile. “….Dev’essere diventato (peggio ancora: dev’essere tornato) di moda dividere il mondo in perdenti e vincenti. In deboli e forti. Però, e non da oggi, ho la sensazione che dietro a queste categorie non ci sia una gran visione. Che le categorie stesse siano più fragili di quanto appaiono. E che, soprattutto, sbavare sui vincenti sia un comportamento perdente….Si tratta di criteri di giudizio caratteristici del pensiero dicotomico, quello che schematizza e semplifica dividendo il mondo in bianco e nero, senza alcuna sfumatura. O in amici e nemici. O, appunto, in perdenti e vincenti. È un pensiero sbrigativo e inadeguato a destreggiarsi nella complessità del presente. Ma è anche facile da comprendere, rassicurante e consolatorio, specie se ci si mette sempre e automaticamente dalla parte buona”.

Siamo, sono, così: vincenti!

Su Eppela c’è un’estrema sintesi dei discorsi sin qui affrontati, persone che non mettendo la testa sotto la sabbia, hanno cambiato prospettiva, punto di vista, professione. Lisa Furlan non poteva negarsi quella passione che coltivava da anni. Lascia il lavoro che le dà stabilità e decide di realizzare il suo sogno, aprire a Montebelluna, in provincia di Treviso, Butter Days un cupecake shop (Sognando un cupecake shop). L’associazione culturale 8mmezzo ha a cuore la storia di ognuno, il proprio passato, ciò che è ed è stata. Per questo dà vita all’omonimo progetto con l’obiettivo di dar nuova vita a vecchie pellicole di famiglia digitalizzandole.  È nella natura dei bambini giocare, divertirsi all’area aperta e socializzare, Crescere all’aperto, nell’ambito dell’iniziativa SocialCrowdfunders, nasce proprio per questo: dare loro uno spazio innovativo in mezzo al verde. Infine, come proibire a un creativo di esprimersi? Impossibile! Il creative freelance Fabio Russo con Mac Me Happy cerca fondi per acquistare un computer e continuare a creare. È proprio così, anche Fabio è quello che è.

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