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Dolce far impresa

Intervista a Lisa Furlan progettista di Sognando un cupcakeshop

Creativa con le “mani in pasta”

C’è da avere un bel coraggio. C’è da essere davvero determinati per lasciare tutto e dare credito alla propria passione. Per questo pensiamo che Lisa Furlan sia una donna speciale. Una donna che realizza quelli che per molti “comuni mortali" sono semplici utopie o aspettative confinate al bancone di un pub, mentre si chiacchiera con qualche amico. Nel suo blog nascecrescerompe, Lara Rigo la definisce “La ragazza dei cupcake”. Ci sembra la definizione più appropriata per una donna che ha raggiunto il traguardo di crowdfunding in pochi giorni con semplicità e, soprattutto, con tanta forza di volontà. E allora, a tutti/e voi che avete come guru della cucina la Parodi, Buddy o il Re del Cioccolato, cambiate punto di vista, avete una nuova star da sostenere: Lisa Furlan e il suo Sognando un cupcakeshop.


Quanto è stato difficile reinventarsi un lavoro?

Mi è capitato spesso di trovarmi la sera a pensare che non ne valesse la pena e che fosse ora di smettere. Mi dedico da anni ai cupcake e ho investito prima di tutto tantissimo tempo. Ho studiato, ho frequentato corsi, ho letto molti manuali, ho ascoltato e osservato tanto.  

Il progetto è cresciuto un po’ alla volta, ho imparato molte cose da autodidatta perché non trovavo chi mi potesse insegnare esattamente quello che volevo imparare. É stato difficile perché c’è voluta molta tenacia, ma sono sopravvissuta a tutti gli imprevisti.

L’esperienza negli Stati Uniti quanto ha inciso sulla tua passione?

I due viaggi negli Stati Uniti hanno gettato le premesse per il mio amore per i cupcake. É stato importante poter entrare in una cucina, aprire il frigorifero e scoprire che ingredienti usano tutti i giorni, fare la spesa al supermercato e rendermi conto delle differenze negli ingredienti base, per esempio il burro. E poi ho assaggiato, ho scoperto nuovi gusti e mi sono lasciata conquistare.

La TV è piena di programmi di cucina. La realtà è molto diversa?

I programmi TV che si occupano di cake design tendono a creare delle aspettative poco realistiche e non valorizzano la pasticceria americana. Anche in altri programmi le informazioni non sono sempre corrette: le ricette originali vengono stravolte o non riconosciute come tali. 

Si tende a giudicare tutto in base alla somiglianza con prodotti classici italiani, senza una vera occasione di apertura verso gusti diversi. Io credo che il pubblico non sia sempre d’accordo e che in molti siano alla ricerca di novità. 

Qual è la tua clientela abituale?

Il cupcake shop non è ancora aperto quindi non ho una clientela vera e propria. Le persone che dimostrano di apprezzare di più il mio lavoro però sono le donne tra i 25 e i 45 anni, sopratutto mamme. C’è molto interesse per le feste di compleanno a tema e i prodotti personalizzati, torte biscotti o cupcake. 

Perché la scelta del crowdfunding? Quali sono le prime sensazioni?

Mi piace molto fare rete, mi piacciono i social network, mi trovo a mio agio on line. Per questo ho pensato ad un crowdfunding, mi piaceva l’idea di un’iniziativa che prevedesse un sostegno tramite il web. Si sta rivelando un’esperienza emozionante: durante la prima settimana non sono quasi riuscita a dormire e mi commuove ricevere messaggi di sostegno anche da parte di persone che prima non conoscevo.

Elenca tre motivi per i quali il progetto merita di essere sostenuto.

Perché è un progetto di imprenditoria femminile che sto sostenendo da sola e questo finora è l’unico aiuto economico che ho chiesto.

Perché il mondo ha bisogno di cupcake: rendono felici le persone. 

Per le ricompense. Potrebbe essere l’unica occasione di ricevere una scatola di chocolate chip cookies perché non li venderò on line.

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