Cybersecurity all'italiana

Cisco e Leonardo lanciano Filierasicura: la ricerca italiana più avanzata nella cybersecurity

Una task force anti spioni

Matteo Renzi, Mario Draghi, Mario Monti. Si allunga di giorno in giorno la lista delle personalità che sarebbero state spiate dai fratelli Giulio e Francesca Occhionero. La sicurezza informatica è ormai essenziale per tutelare la democrazia. E all’insegna della cybersecurity è stato inaugurato un progetto di ricerca per proteggere le infrastrutture nazionali dagli attacchi informatici. Guidato dal Laboratorio Nazionale di Cybersecurity del CINI (Consorzio Interuniversitario Nazionale Informatica), il progetto “Filierasicura” svilupperà soluzioni per proteggere le reti elettriche ed idriche italiane, oltre alle aziende del Paese.

«La sicurezza è una questione che riguarda tutti. Un paese che voglia sfruttare al cento per cento le opportunità dell’innovazione digitale deve considerare la cybersecurity come un punto di partenza», spiega Agostino Santoni, amministratore delegato di Cisco Italia, promotrice dell’iniziativa assieme a Leonardo SpA. “Filierasicura” coinvolge la ricerca italiana più avanzata in ambito cybersecurity, dal Centro di ricerca di Cyber Intelligence e Information Security della Sapienza di Roma, all’IMT di Lucca, passando per Politecnico di Milano e Torino, oltre alle Università di Napoli, Genova, Trento e Venezia.

Nuovi cervelli per simulare e prevenire attacchi

Gli attacchi informatici dal grande impatto economico hanno influenzato ormai anche gli sceneggiatori di serie tv come Mr. Robot, in cui si racconta dell’attacco sferrato alla Evil Corp. Gli obiettivi? Anche nella realtà restano sempre gli stessi, ovvero impadronirsi di dati sensibili, bloccare il funzionamento di sistemi e infrastrutture, o prenderne il controllo. In “Filierasicura” i centri di ricerca italiani collaboreranno per simulare attacchi informatici su reti e infrastrutture presso la sede di Savona dell’Università di Genova. Cisco e Leonardo SpA finanzieranno le unità di ricerca per assumere fino a 20 nuovi ricercatori, che avranno l’opportunità di testare sul campo le soluzioni di difesa. Nella speranza di non dover rimettere in discussione la sicurezza nazionale a causa di intromissioni e attacchi informatici nei confronti delle più alte cariche dello Stato.

Fonte Corriere Innovazione

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