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Coltiviamo speranza

Intervista a Stefania Basso progettista di Bricchi&Alambicchi

Laboratorio molto speciale

Alle porte di Firenze c’è una cooperativa. Si tratta del Centro Terapeutico Europeo una onlus nata nel 1997. A distanza di venti anni, ricchi di soddisfazione e aiuti concreti a ragazzi con disabilità intellettiva, questa cooperativa ha deciso di fare un salto di qualità. L’obiettivo è ambizioso quanto semplice: acquistare dei macchinari utili a rendere operativo il laboratorio e sostenere con ancora più energia una cultura dell’inclusione. Nel suo crowdfunding la cooperativa è sostenuta dalla Fondazione CR Firenze, nell’ambito dell’iniziativa Social Crowdfunders. Incuriositi da un’attività virtuosa capace di mettere al centro la qualità delle materie prime utilizzate e l’energia di questi ragazzi, abbiamo rivolto alcune domande a Stefania Basso cuore del progetto Bricchi&Alambicchi. Dalle sue parole traspaiono passione, positività, convinzione della bontà di un progetto davvero particolare. Leggere per credere.


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Quando e come nasce il progetto Bricchi&Alambicchi?

Il progetto di Bricchi&Alambicchi nasce concretamente all'inizio della scorsa estate quando è stata lanciata l'iniziativa “SocialCrowdfunders” promossa da SiamoSolidali, portale della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze per lo sviluppo dell'associazionismo no profit. All'interno di questo progetto è potuto diventare realtà il desiderio, che la cooperativa teneva nel cassetto già da un po' di tempo, di creare un laboratorio di trasformazione di prodotti agricoli e piante officinali che offrisse possibilità formative e lavorative per i ragazzi con disabilità intellettiva del centro e al contempo valorizzasse le risorse agricole e le attività legate alla fattoria sociale.

Per la vostra idea avete preso spunto da qualche iniziativa simile?

Non in fase progettuale. Solo in un secondo momento abbiamo scoperto che esistevano già laboratori simili a Bricchi&Alambicchi in cui i prodotti agricoli venivano trasformati e confezionati da ragazzi speciali. Conoscere queste realtà ci ha reso ancora più convinti ed entusiasti di intraprendere questa nuova avventura.

Quanto questo laboratorio è terapeutico e perché?

Come le altre attività legate al mondo agricolo, le mansioni che saranno svolte all'interno del laboratorio rivestono un ruolo terapeutico in quanto attività lineari e concrete, non basate su astrazioni, il cui processo realizzativo è facilmente comprensibile e tale da procurare nei ragazzi un senso di soddisfazione immediato per il risultato ottenuto. I ragazzi metteranno alla prova le loro abilità manuali e acquisteranno competenze tecniche nuove, responsabilizzandosi in un compito quotidiano.

Quanti ragazzi lavorano e cosa vuol dire per loro questo progetto?

Quando il laboratorio sarà attivo potranno lavorare dai quattro ai dieci ragazzi. Il numero dipenderà anche dalla quantità di materie prime prodotte; pensiamo infatti che il laboratorio sarà di grosso stimolo per implementare le coltivazioni nei terreni della nostra cooperativa. Attualmente la produzione, soprattutto per quanto riguarda gli ortaggi, è limitata alla quantità di prodotti che può essere venduta e consumata fresca: con Bricchi&Alambicchi le possibilità di utilizzo dei prodotti agricoli si moltiplicano e con esse anche le possibilità formative e lavorative per i ragazzi.

Il laboratorio sarà molto importante per loro che troveranno così un riconoscimento e una gratificazione, anche monetaria, del loro impegno, capace di aumentare la propria autostima e il livello di autonomia personale.

Perché la scelta del crowdfunding? Quali sono le prime sensazioni?

La scelta del crowdfunding è legata all'opportunità presentata con il progetto “SocialCrowdfunders”, grazie al quale abbiamo scoperto e ci siamo cimentati in questa bella, anche se impegnativa, avventura. Non è facile organizzare una campagna di crowdfunding, ma farlo ci ha dato e continua a darci molte soddisfazioni. Vedere che la gente sostiene il nostro progetto costituisce per noi prima del valore economico, che può essere anche limitato, una forza e un sostegno morale che ci stimola molto. Condividere questo progetto con molte persone differenti e riceverne un riscontro positivo ci trasmette una bella energia e un senso di gratificazione nel pensare di essere riusciti a creare una comunità di persone, partecipata e attiva, con cui condividere gli stessi valori.

Elenca tre motivi per i quali il progetto merita di essere sostenuto.

1. perché è un progetto di inclusione sociale che pone l'impegno e le abilità di ragazzi speciali all'interno del sistema produttivo, cercando di sviluppare un sistema economicamente sostenibile;

2. perché vogliamo che Bricchi&Alambicchi sia un luogo di scambio e di integrazione, frequentato anche dai ragazzi delle scuole e dalle persone del territorio, che possono sviluppare grazie al confronto con la diversità delle belle esperienze di arricchimento personale;

3. perché ci crediamo tanto; perché ci abbiamo investito tanto impegno e vogliamo continuare a farlo!

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