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Reporter senza frontiere

I numeri del rapporto 2016 sulla libertà di stampa nel mondo

Progressi e regressi

Nonostante la nostra sia l'era del web e della diffusione planetaria dell'informazione, si continua a pagare -e a morire- per l'esercizio dell'attività giornalistica , o del diritto di esprimere la propria opinione. Sono 348 in tutto il mondo i giornalisti in carcere, 52 quelli in ostaggio. Il numero di cronisti incarcerati cresce del 6% rispetto al 2015, quello dei colleghi in ostaggio diminuisce del 15%. Oltre 100 sono incarcerati nella sola Turchia. Questi sono alcuni dei numeri contenuti nel Rapporto Rsf 2016 sulla libertà di stampa appena pubblicato da Reporter senza frontiere.

Le cinque più grandi prigioni

Sono circa cento i giornalisti incarcerati in Turchia, con un’impennata degli arresti del 22% dopo il fallito colpo di Stato dello scorso luglio. Completano la top five delle “prigioni” per cronisti Cina (103), Siria (28), Iran (24), Egitto (27). Dei 348 detenuti nel 2016- la cui percentuale di donne è raddoppiata rispetto al 2015- 187 sono professionisti, 146 citizen journalist e 15 collaboratori free lance.

Dei 52 cronisti in ostaggio, invece, 26 si trovano in Siria, 16 in Yemen e 10 in Iraq. In 21 di questi casi i sequestratori sono affiliati allo Stato Islamico, 15 appartengono alle fila dei ribelli sciiti Houthi, 3 ad altri gruppi tipo Al-Qaeda e 13 sono ignoti .

C'è poi un giornalista disperso: Jean Bigirimana, reporter del giornale Iwacu, la voce del Burundi e del sito di news Infos Grands Lacs, di cui si sono perse le tracce lo scorso 22 giugno nella sua terra: il Burundi, Paese dilaniato dalla crisi politica e caratterizzato da continui attacchi ai mass media. Poche settimane dopo la scomparsa di Bigirimana, alcuni suoi colleghi hanno trovato, nei pressi un fiume, due cadaveri, il cui avanzato stato di decomposizione ne ha impedito il riconoscimento. I corpi sono stati immediatamente sepolti dalle autorità locali, impedendo così di praticare l'autopsia.

Caccia alle streghe alle porte dell'Europa

La persecuzione di giornalisti di tutto il mondo sta crescendo a un tasso sconvolgente”, commenta il segretario generale di Rsf, Christophe Deloire. “Alle porte dell’Europa è in corso una caccia alle streghe che ha portato dietro le sbarre decine di giornalisti e ha trasformato la Turchia nella più grande prigione al mondo per i professionisti dei media”.

Qui il link al Rapporto 2016 di Reporter senza frontiere sui giornalisti detenuti, tenuti ostaggio o scomparsi.

Fonte Primaonline

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