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Grilli per la bocca

Intervista ai ragazzi di Addento, il piatto forte del crowdfunding

Provare per credere

La passione per il cibo non si esaurisce con la cucina mediterranea, o meglio, con le specialità della tradizione che siamo abituati a mangiare quotidianamente. Per molte persone mangiare è sperimentare, provare nuovi sapori e ricette, confrontarsi con alimenti a volte sorprendenti. I più fortunati hanno potuto provare di persona ricette del mondo, altri si sono dovuti accontentare delle gesta di cuochi televisivi, come Andrew Zimmern in Orrori da gustare. Ma non è solo una questione di gusto. Mangiare ed essere consapevoli dei propri consumi a tavola è anche e soprattutto questione di buonsenso. Esistono in natura alimenti che hanno un basso impatto ambientale e sono una fonte alternativa proteica di primaria importanza. Per assaggiarli non occorre fare voli transoceanici, ma sostenere un progetto che sfida ogni tabù e rivoluziona il concetto di “gusto”: Addento, sostenuto da Poste Italiane con Postepay Crowd.


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Quando nasce il progetto Addento?

Il progetto Addento nasce nel 2014 al parco Sempione di Milano dalle conversazioni tra Francesco e me sul tema dell’entomofagia, della sua enorme diffusione nel mondo e dei ridottissimi costi ambientali che la produzione di queste proteine animali alternative richiede. Avevamo appena letto il documento della FAO ‘Edible Insects-Future prospects for food and feed security’.

Fin da subito coinvolgiamo Andrea, compagno di università di Francesco, e partecipiamo al concorso internazionale Barilla Good4 Start up the Future promosso da Barilla e Bocconi. Il progetto viene molto apprezzato e ci classifichiamo al secondo posto! L’idea nasce dal desiderio di trovare soluzioni innovative rispondenti alle sfide sociali del nostro tempo. L’obiettivo è quello di migliorare gli attuali modelli di produzione alimentare, altamente insostenibili. In particolare l’industria della carne ha dei costi ambientali elevatissimi. Gli insetti sono un’alternativa a portata di mano. A distanza di due anni, siamo in sei a sviluppare il progetto Addento, Marco, Stefano, Guglielmo, Andrea, Francesco ed io. Senza parlare del nutrito gruppo di amici e collaboratori che lavorano con noi!

Ci sono viaggi o culture particolari che vi hanno ispirato?

Prima di tutto ci hanno affascinato i racconti degli amici che hanno visto come in giro per il mondo l’entomofagia sia molto diffusa – secondo la FAO più di due miliardi di persone consumano insetti su base quotidiana. Poi l’esperienza diretta. I nostri viaggi nel sud-est asiatico, in particolare Thailandia e Cambogia, ci hanno aiutato a superare velocemente lo shock iniziale dell’insetto come cibo e capire come il nostro disgusto sia solo una questione di relativismo culturale. ‘Prelibato e disgustoso sono categorie fuorvianti. Troppo soggettive’ come scrive il nostro amico Luis Devin nel libro Ai Confini del gusto, Sonzogno, 2016. Il prossimo viaggio sarà sicuramente in Messico ad assaggiare le chapulines–cavallette tostate condite con aglio, lime, peperoncino– servite nei mercati di tutto il paese!

Qual è l’insetto più strano che hai mangiato?

Le termiti! È stato un delegato Slowfood del Sudan del Sud a portarle da assaggiare ad uno dei nostri eventi di degustazione e divulgazione–evento di Terra Madre e Salone del Gusto 2016 a Casa Jasmina. Le termiti sono davvero buonissime, hanno un sapore che ricorda molto il caciocavallo.

In Cambogia ho assaggiato anche la tarantola fritta, eccezionale! Ha una carne bianca e delicata.

C’è consapevolezza in Italia dell’impatto ambientale conseguente alle nostre scelte alimentari?

Cresce la consapevolezza sull’impatto che le produzioni alimentari hanno sull’ambiente e la volontà di spendere anche di più ma con la certezza di limitare tale impatto - basti pensare al successo del biologico. La consapevolezza sta crescendo. In tutte le occasioni in cui abbiamo avuto la fortuna di incontrare il grande pubblico abbiamo notato una crescente attenzione alle conseguenze che le nostre scelte alimentari hanno su di noi e sul nostro pianeta. Ovviamente non tutti hanno questo tipo di sensibilità. In ogni caso l’interesse e l’apertura verso il tema che affrontiamo e verso la nostra missione è sempre alto. Ed è proprio questo a motivarci nello sviluppo del progetto. La strada è quella giusta!

I vostri chef stanno pensando a nuove ricette? Se sì, quali?

La farina di grillo è un prodotto molto versatile –adatto sia per il dolce che per il salato– ci permette di muoverci contemporaneamente in diverse direzioni andando incontro ai gusti del nostro pubblico.

Dopo esserci concentrati sulla realizzazione delle crickelle, ci stiamo ora dedicando anche a prodotti dolci come biscotti, torte, barrette-snack. Inoltre stiamo anche testando, con ottimi risultati, la produzione di pasta secca e fresca. Le potenzialità degli insetti in cucina sono davvero infinite e, non a caso, una delle ricompense del crowdfunding è il ricettario di Addento!

Perché la scelta del crowdfunding? Quali sono le prime sensazioni?

Reputo che il crowdfunding sia una forma di finanziamento estremamente valida.
Permette a chiunque abbia una buona idea e la sappia comunicare in maniera chiara ed efficace di trovare la base economica da cui partire. Noi abbiamo scelto di attivare la campagna per trasformare le Crickelle, che ad oggi vengono prodotte artigianalmente e in quantità limitate, in un prodotto commercializzabile su scala nazionale ed europea preservandone le qualità. La campagna di crowdfunding è stata anche un modo anche per comunicarci, farci conoscere ed entrare in contatto diretto con il nostro pubblico. Le prime sensazioni? Ottime direi! Abbiamo quasi raggiunto il nostro obiettivo e non vediamo l’ora di scoprire tutti i nomi dei donatori e preparare le loro ricompense.

Elenca tre motivi per i quali il progetto merita di essere sostenuto.

Uno. Perché propone una soluzione concreta e a portata di mano a un enorme problema del nostro tempo: un sistema di produzione alimentare che non riesce a dare una risposta adeguata ad un popolazione mondiale in rapida crescita. All’opposto della carne tradizionale da allevamento intensivo, gli insetti sono delle proteine e basso impatto ambientale.

Due. Perché siamo prima di tutto un gruppo di amici uniti da un desiderio comune: generare un impatto positivo e concreto per il nostro Pianeta! Perché siamo una piccola realtà capace però di affrontare e sconfiggere un enorme tabù alimentare grazie a un prodotto innovativo: le nostre buonissime crickelle.

Tre. Perché le nostre abitudini alimentari sono in costante cambiamento e non ci sono buoni motivi per escludere gli insetti dalla nostra dieta. I pomodori venivano un tempo considerati velenosi e servivano solo per addobbare tavole e giardini; le aragoste erano usate come fertilizzante e imposte ai carcerati come cibo di scarto; il sushi fino a pochi anni fa era visto con enorme riluttanza. Gli insetti non sono solo un alimento eccezionale, hanno anche delle potenzialità gastronomiche enormi: più di 2000 nuovi ingredienti tutti da scoprire!

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