Le startup crescono davvero?

Le aziende innovative aumentano fatturato e dipendenti, ma poche imprese diventano grandi

Rilancio senza slancio

La crescita continua, la svolta non è ancora arrivata. Si potrebbe sintetizzare così lo stato di salute dell'ecosistema startup italiano, a guardare i dati raccolti dal Politecnico di Milano nel suo Osservatorio sul settore hi-tech pubblicato lunedì. Vale per gli investimenti, che a fine 2016 in Italia dovrebbero essere cresciuti del 24%, arrivando a 182 milioni di euro, ma che restano ancora distanti da quelli di Francia, Germania e (a parità di Pil) Spagna. E vale per la dimensione delle imprese, che vedono salire fatturato e addetti ma ancora faticano ad arrivare all'exit, la vendita o la quotazione che danno senso all'intero filiera.

Il ritardo dei fondi

Il 2016 dovrebbe chiudersi a quota 182 milioni di euro, su del 24% rispetto all'anno precedente. La parte da leone la giocano gli operatori formali (i venture capital) che per la prima volta superano i cento milioni di euro; 81 vengono invece da operatori informali, come business angel o aziende. Non basta comunque per colmare il gap con il resto d'Europa, visto che nel confronto tra dati 2015 la Francia investiva in termini assoluti sei volte di più, la Germania sette, e la Spagna altrettanto nonostante un Pil inferiore. E non bastano, per quanto siano un segnale importante, neanche i 35 milioni di euro arrivati quest'anno alle startup italiane da investitori esteri. I dati 2015 mostrano una crescita del taglio medio delle operazioni, quelle sopra il milione di euro sono salite dal 13 al 29% del totale.

Seppur lenta, la crescita c'è

Finanziamenti di tagli maggiori significano che le startup italiane stanno crescendo. Lo confermano anche le cifre sul fatturato, queste riferite al 2015. Secondo il Politecnico sono 67 le aziende innovative italiane con incassi superiori al milione di euro, contro le 51 del 2014, e il fatturato complessivo delle società hi-tech finanziate è salito a 247 milioni di euro (+34%): la media è 917 mila euro.

Anche il numero di dipendenti diretti è in forte crescita, tra il 2014 e il 2015 è passato da 1.565 a 2.420 persone, in media 8 per impresa. Numeri in salita, vero, ma con tutta evidenza ancora piccoli. Non è un caso che le exit, il numero di aziende che arrivano a quotarsi o che vengono acquisite, siano ancora poche: fino ad ottobre se ne sono registrate 19, contro le 25 dell'intero 2015, e con valori per lo più inferiori ai 5 milioni di euro. "Non è ancora possibile parlare del 2016 come anno di svolta strutturale”, commenta allora Antonio Ghezzi, direttore dell’Osservatorio startup hi-tech del Politecnico. "Ci sono una serie di segnali positivi tangibili che però vanno amalgamati e sfruttati intervenendo a più livelli, politico e privato, formale e informale". La legge di Bilancio, per cominciare, allarga e stabilizza gli incentivi fiscali per chi investe in startup.

Fonte Repubblica.it

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