Loading pp black 533b87cfd338eef8adc058952b8f834fb495f7d439c68cc5c683336f8b4b639b

Rio de Viareggio

Intervista ai protagonisti del primo Carnevale made in crowdfunding

Giù la maschera creativo!

Paese che vai evento che trovi. Ogni posto ha le sue ricorrenze fisse, eventi attorno ai quali una cittadinanza intera si ritrova, rendendoli “sacri”, in alcuni casi addirittura “epici”. Uno di questi è il Carnevale di Viareggio, un must del folclore italiano. Ma, di preciso, cosa vuol dire per un viareggino prendere parte al Carnevale? Ce lo siamo chiesti più e più volte, un normale turista e o visitatore non sa quanta passione e meticolosità ci possa essere dietro certe maschere: arte e creatività si uniscono dando vita a qualcosa di unico, coinvolgente. Una festa totale, capace di unire tutti, senza alcuna distinzione di età, sesso, condizione sociale. Il Carnevale di Viareggio nasce dal basso e, proprio dal basso, cerca i fondi per l’edizione del 2017 per quelle giornate in cui “Nel tempo senza età, corteo di maschere colora i muri, è carnevale!” (Litfiba - Paname). Li abbiamo intervistati, sono molto in gamba!



Cos’è per te e i viareggini il Carnevale di Viareggio?

Andrea Pucci

La nostra manifestazione non è solo uno spettacolo che attrae centinaia di migliaia di spettatori in un mese concentrato di eventi, ma è una sensazione che si vive tutto l'anno e che si espande sempre più, affascinando tutte le età. Il carnevale inoltre per me è una lezione di vita perché tramite il giudizio dei viareggini circa la mia costruzione, posso sentirmi gratificato, ma anche essere spronato a migliorare e risalire la china, imparando e forgiandomi il carattere. Ecco perché è uno stile di vita per me.

Michele Deledda

Per me il carnevale è comunicare qualcosa con un sentimento, un’emozione, attraverso i carri e le maschere

Pierfrancesco Giunti

Il Carnevale di Viareggio è estro, arte, magia e libertà. E’ difficile da spiegare a parole, è come un istinto, un richiamo della jungla.

Rodolfo Mazzone

Per me è il sogno di un bambino che si impiastricciava le mani con colla e giornali. Quel bambino che, ormai ragazzo, guardava con stupore e meraviglia, ieri come oggi, le opere mastodontiche dentro gli hangar.

Quale edizione ricordi in modo particolare e perché?

Andrea Pucci

L'edizione che ricordo con più entusiasmo è stata quella del 2015 quando vinsi il primo premio di categoria e il premio speciale della satira con la costruzione “Don Matteo Renzi”. Fu una maschera di enorme successo che fece il giro del mondo, Renzi si era appena insediato al governo.

Beppe Garone

L'edizione che ricordo di più è la prima alla quale ho partecipato attivamente. Era il 2001 e collaborai alla costruzione del carro La Repubblica delle banane di Politi e Lucchesi, che si classificò al primo posto. Fu un'emozione forte perché mai mi sarei aspettato di vivere così intensamente il mio primo Carnevale. Una gioia indescrivibile dopo mesi di duro lavoro e fatica.

Pierfrancesco Giunti

Quattro sono le edizioni che porto nel cuore: quella del 1993, la prima vissuta dal vivo; quella del 2011, la prima da figurante su un carro, quella del 2015 con la vittoria di Massimo Breschi e quella del 2016 col mio esordio nelle maschere isolate.

Puoi raccontarci qualche aneddoto relativo al Carnevale di Viareggio?

Piefrancesco Giunti

Come aneddoto posso raccontare in mio ingresso nella scuola della cartapesta per cultura personale. Poi mi sono trovato a fare il mascheratista. Se un anno fa mi avessero detto che 366 giorni dopo sarei stato a lavorare per la seconda maschera lo avrei preso per pazzo.

Quanto e quale lavoro c’è dietro alla manifestazione e ai carri?

Andrea Pucci

Apparentemente futile e di poco conto, arrivare ad avere una forma in carta, è solo l'ultima fase della lavorazione che prevede tanti passaggi; armatura in ferro, modellatura in argilla, colorazione, ma che sono fondamentali per un 'ottima riuscita. Lavorare per il carnevale è sudore, fatica ma alla fine è una grande soddisfazione. Io stesso ho fatto la mia tesi dal titolo Su'(l)la maschera, tentando di nobilitare la tecnica della carta a calco.

Pierfrancesco Giunti

Dietro la manifestazione e le opere allegoriche c'è un fine e complesso lavoro di arte, ingegneria, estro, inventiva e fantasia. Il Carnevale è un grande circo per il quale ognuno mette in opera il suo numero al massimo delle proprie capacità e potenzialità.

Rodolfo Mazzone

Il lavoro dietro la realizzazione di una maschera è tanto, è un investimento personale, di tempo e di denaro: in una piccola opera dobbiamo esprimere le nostre qualità. Tutte in una volta, in modo da apparire degni di far parte di questo mondo fatto di arte e di cultura.

Perché la scelta del crowdfunding? Quali sono le prime sensazioni? Elenca tre motivi per i quali il progetto merita di essere sostenuto.

Andrea Pucci.

Il crowdfunding può rivelarsi un'arma vincente ed innovativa, in linea con le ricerche ed il mondo giovanile. Raggiungere il risultato non è facile, ma nemmeno impossibile. Abbiamo bisogno di tutti. Ce la faremo. Le basi solide ci sono, spero che il pubblico possa farci concretizzare i nostri sforzi e si immedesimi nel nostro spirito.

Pierfrancesco Giunti

La scelta del crowdfunding è estremamente importante perché consente lo sviluppo di lavori ancora più fantasiosi ed ambiziosi. Incentiva il lavoro giovanile e permette la possibilità di una maggior espressione artistica, è un investimento sul futuro della manifestazione.

Rodolfo Mazzone

Credere nel progetto Eppela significa credere nelle capacità dei giovani artisti, impegnati nel far crescere e migliorare il proprio lavoro, in modo da diventare sempre più protagonisti del proprio sogno. Credere nel progetto Eppela significa credere nel futuro di questa straordinaria espressione artistica e partecipare al più grande Carnevale da protagonisti.

Condividi questo articolo