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Erotismo: quante ne sai?

Intervista a Daniela Caccia, insegnante e progettista di Fish&Chips Film Festival

Un evento per abbattere i tabù

A qualsiasi ora leggiate questa intervista le indicazioni sono chiare: portate i bimbi a letto, isolatevi e mettetevi comodi. Quello di oggi è un confronto con degli innovatori, con dei maliziosi professionisti, con chi fa del piacere un’occasione di confronto e libera espressione. Stiamo parlando dei ragazzi del festival torinese Fish&Chips, un evento geniale a partire dal nome, che nella prima edizione ha suscitato consensi e curiosità. Eppure il tema non è dei più semplici: l’erotismo. Alcuni sondaggi a riguardo confermano la difficoltà degli italiani a far volare la fantasia: le donne amano sperimentare più degli uomini, tanto che un buon 40% delle donne lamenta mancanza di creatività da parte del partner tra le lenzuola. È arrivato il momento di smentire questi numeri. È il momento di Fish&Chips Film Festival, puro concentrato di piacere


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Da cosa è nata l’idea di questo festival? Ne esistono altri simili nel mondo?


L'idea del Fish&Chips Film Festival nasce quando, con un gruppo di amici appassionati di cinema, ci siamo resi conto che in Italia mancava un appuntamento che legasse sessualità e cinematografia. Da quel momento ha avuto inizio la nostra avventura che ci ha portato a un inaspettato successo della prima edizione nel Gennaio 2016 e che ci ha dato grande energia per lavorare alla seconda edizione che si terrà a Gennaio 2017. La riflessione è nata anche dalla presenza di festival europei che ho visitato con la direttrice di Fish&Chips, Chiara Pellegrini e in particolare mi riferisco al Berlin Porn Film Festival, che quest'anno ha concluso da poco la sua undicesima edizione e la Fête du slip di Losanna arrivato alla sua quinta edizione. Ovviamente esistono tante altre realtà cinematografiche - Porn Days a Zurigo, La Fête du slip a Parigi, il Pop Porno di San Paolo - ma ancora non abbiamo avuto il tempo di visitarle tutte, è una delle cose segnate in agenda.

Cosa ti ha più entusiasmato della scorsa edizione?



L'emozione più grande è stato l'entusiasmo del pubblico che ci ha seguito prima, dopo e durante il festival. Mi riferisco alle presenze alle proiezioni, agli incontri, alle feste e al sostegno di tutte quelle persone che hanno dato una mano al festival economicamente e non. Fish&Chips è una realtà indipendente, è un progetto partito completamente da zero ed è nato dalla passione di giovani che, per tante sere, si sono riuniti per cercare di creare un prodotto all'altezza delle aspettative. Cosa c'è di più entusiasmante del vedere una sala piena al cinema dopo mesi di tanto duro lavoro?

Qual è l’approccio delle persone all’erotismo?

Per quello che ho percepito l'approccio all'erotismo varia da un atteggiamento totalmente disinibito e libero, a un atteggiamento curioso fino a quello più riservato. La tendenza è quella di lasciarsi incuriosire e c'è una crescente apertura al dialogo. C’è poi, chi ancora percepisce l’erotismo come un tabù.

Quanto il moralismo influenza la vostra attività? Avete avuto ostacoli?



Noi non ci facciamo influenzare dal moralismo, voglio dire, parliamo di sesso, un tema che riguarda tutti indistintamente ed è proprio perché riguarda tutti dovremmo discutere e approfondire la questione. Inoltre il nostro manifesto recita che il festival “vuole creare un’occasione per approcciarsi alla sessualità in maniera creativa, libera, innovativa, dissacrante e intelligente”. L'unico ostacolo che abbiamo incontrato sono i sostegni economici. Purtroppo è difficile ricevere sponsorizzazioni da aziende, enti pubblici e privati, siamo in un periodo difficile culturalmente parlando, ma noi insistiamo.

Quale pensi sia lo stato dell’educazione ne sessuale in Italia?



Sono un'insegnante precaria e ho avuto modo di osservare come la scuola collabora alla formazione della consapevolezza sessuale dei giovani. Penso che si debba lavorare ancora un po' ma che siamo sulla buona strada. Almeno se ne parla, non come quando frequentavo le scuole medie, che partecipai ad un incontro sulla sessualità in cui si parlava di "foresta, leonessa e leone". Fu un incontro piuttosto imbarazzante. Il dialogo è migliorato ma esistono ancora tanti tabù sulla sessualità, penso al tabù dell'omosessualità o alla sessualità assistita.

Perché, lo scorso anno come questo, avete scelto il crowdfunding?

Abbiamo scelto il crowdfunding perché è la modalità che ci consente di sostenere economicamente il nostro progetto; grazie alle donazioni possiamo pagare i cataloghi per il festival, la sottotitolazione, i premi e l'ospitalità, spese assolutamente necessarie. Inoltre, ricevere contributi ci comunica che il nostro progetto piace e in qualche modo non ti senti solo nell’avventura.

Elenca tre motivi per i quali il progetto merita di essere sostenuto.

Perché è un progetto indipendente.

Perché c'è bisogno di parlare liberamente di erotismo e sessualità senza preconcetti e tabù.

Perché il sesso è un argomento che riguarda tutti indistintamente.

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