Riparte l'export italiano

Previsto un aumento dello 0,3% nel 2016 secondo il rapporto Ice-Prometeia

Una buona annata

Nonostante la flessione dell'1,6% riportata a settembre dalle nostre esportazioni, quello che sta per concludersi sembra che sia stato un buon anno per il Made in Italy nel mondo. Il recente rapporto Ice - Prometeia "Evoluzione del commercio estero per aree e settori" prevede nel 2016 un aumento dello 0,3% del nostro export, definito come "una delle componenti più dinamiche del Pil italiano".

Gli spunti sull’evoluzione attesa, mostrati nel rapporto, serviranno alle imprese italiane per pianificare strategie sia a livello paese che settoriale. Tra i grandi importatori di manufatti italiani, Germania, Stati Uniti ed Emirati Arabi Uniti offrono nel triennio 2016-2019 le condizioni di domanda più favorevoli. Per la Cina si scommette su una ripartenza nel 2017 e su un superamento del trend globale l’anno successivo. Segnali di ripresa, anche se da svilupparsi nei prossimi anni, segneranno i mercati di Russia e Brasile, Francia (la meno dinamica tra i grandi mercati dell’area dell’Euro).

Un fashion tutto nostro

I settori moda e del sistema casa saranno premiati dalla dinamicità della domanda mondiale di import (rispettivamente 3,7 per cento e 5 per cento a prezzi correnti). Nell’arredo, dove l’Italia è già considerata top di gamma a livello mondiale, e nel sistema moda, dove è l’unico paese avanzato a potere vantare ancora una filiera nazionale competitiva in tutte le sue fasi, sarà quindi fondamentale associare all’eccellenza manifatturiera attività di rinforzo e sostegno ad aspetti immateriali (marca) e distributivi (tra questi la valorizzazione dell’e-commerce).

Quali mercati

I mercati prioritari per l’Ice nel 2017 saranno gli Usa, dove continuerà il piano d’attacco che ha portato risultati molto positivi negli ultimi due anni, e la Cina, con un programma promozionale concentrato su agroalimentare, meccanica, sistema casa, e sul commercio digitale. Inoltre, si lavorerà per rafforzare la presenza sui mercati dell’Unione Europea, soprattutto la Germania, recuperare terreno in Russia presidiando il settore della meccanica, aprire l’area Asean, penetrando i mercati emergenti ad alto potenziale e con una particolare attenzione anche ad Iran e India.

Grande impulso verra’ dato allo sviluppo di canali e-commerce e della digitalizzazione della manifattura industriale. Il commercio elettronico può infatti rivoluzionare l’organizzazione di processi e prodotti nelle imprese internazionalizzate, e offrire delle opportunità di visibilità e vendita a Pmi in mercati complessi e lontani come quelli asiatici.

Fonte Corriere.it

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