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Mani in pasta

Dallo spaghetto più antico alla stampante in 3D, quando la pasta è da museo.

A Parma il futuro a tavola

Il passaggio da ciò che era a ciò che sarà è un soffio. Una lunga storia, quella del cibo simbolo dell'Italia a tavola, che però sembra passare in un attimo.
Porta a una stampante tridimensionale per realizzare il formato di pasta dei sogni, ma parte da uno spaghetto annerito. Conservato sotto una teca al pari di una reliquia di San Gennaro: il passato ci ha consegnato il reperto più antico al mondo che ha la forma di uno spaghetto di grano tenero di 179 anni. Ritrovato per caso tra i fondi dell'Archivio di Stato e custodito al Museo della Pasta di Collecchio (Pr), fa parte di un'esposizione resa possibile dall'interessamento della famiglia Barilla. La quale si fa bandiera del gusto italiano (con recenti fortunati investimenti in Russia) e sponsorizza un progetto futuribile.
In sostanza fra qualche anno accanto al frullatore e al tostapane nelle nostre cucine potrebbe trovar posto anche la stampante tridimensionale per pasta.

Il progetto, in parte finanziato dal governo olandese attraverso il TNO (centro olandese di ricerca scientifica applicata) e in parte dalla Barilla, è oggi in fase di limatura.
Partito quattro anni fa, ha dato alla luce un prototipo in grado di realizzare pasta fresca in un paio di minuti, dilatabili a circa quattro se il design è particolarmente complicato. In pratica inserendo acqua e farina al posto dell'inchiostro e indicando un design tridimensionale prestabilito (cubi concentrici, sfere sovrapposte, stelle, rose...) si ottiene un piatto creativo nella forma e nella sostanza. Perché è possibile personalizzare la pasta agendo sulla foggia ma anche sul gusto, sulla consistenza, sul colore e sul valore nutrizionale inserendo fra gli ingredienti verdure, farine di altri cereali integrali, legumi.

Molto più di un'idea

A oggi la stampante (perché procede per strati) non è ancora stata immessa sul mercato. Il team Barilla sta lavorando all'ottimizzazione dei costi. Se per ipotesi la trovassimo sugli scaffali in questo momento avrebbe un costo di circa 2mila euro e realizzerebbe 4 pezzi alla volta.
"L'obiettivo che ci siamo prefissi di raggiungere nel giro di un anno - spiega Fabrizio Cassotta, innovation pasta, ready meals and smart food manager - è di produrre un piatto di pasta in due minuti". Solo allora sarà proposta al consumatore finale. Che potrà essere la casalinga all'avanguardia, lo chef di tendenza o qualsiasi addetto al settore come un pastificio o una gastronomia.

A quel punto ordineremo dall'Ipad il nostro piatto di pasta ideale da consumare poco dopo al ristorante o da ritirare al negozio di pasta fresca sul tragitto che va dall'ufficio a casa. "La stampante 3D della pasta potrebbe diventare una delle evoluzioni più interessanti della cucina del futuro - ha commentato lo chef Davide Oldani in occasione della mostra New Craft alla triennale di Milano - Si tratta di una cucina sartoriale, disegnata su misura e in grado di esprimere la creatività di ciascuno, uno strumento potentissimo al servizio della nostra fantasia per risaltare in modo inedito gli ingredienti della nostra tradizione gastronomica".

Fonte L'Espresso

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