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Vade retro Saragat

Tra l’irriverente e il sacrilego, il faceto e il… faceto, intervista a Immanuel Casto

Vietato a chi si prende sul serio

Fare domande a Immanuel Casto, nome d’arte di Manuel Cuni, non è facile. Il rischio è prendersi poco o troppo sul serio, sforzarsi di adottare il suo stile comunicativo ma con scarsi risultati, concentrarsi a rimaner seri (anche questo con risultati rivedibili…).

Per chi ancora non conosce il “personaggio” in questione, basta spulciare la sua pagina di Wikipedia (si, avete capito benissimo!) e leggere i titoli di alcuni dei suoi cavalli di battaglia: Escort 25, Da grande sarai fr..io, Sexual Navigator. È inutile cercare di evitare i suoi tormentoni, la sua potenza mediatica e il suo seguito superano e sfidano i moralismi di qualsiasi tipo. Immanuel non sfida solo il bigottismo ma, con il progetto Witch & Bitch anche il mercato classico attraverso il “finanziamento dal basso”, una scelta coraggiosa e coerente, come lui.

Da MTV sino a un articolo uscito su El Pais, passando addirittura dalla censura del Parlamento, ecco a voi Immanuel Casto, non a caso definito Il Casto Divo o anche Il Principe del Porn Groove, il “verginello” del crowdfunding.


Immanuel Casto

Quando e come è nato il fenomeno Immanuel Casto?

Scrivo e creo da sempre, ma il punto di inizio è stata l’apertura di un blog nel 2005 con i miei primi brani disponibili in streaming. Dirlo ora sembra una banalità, ma dieci anni fa (ossia non nell’800) era una cosa piuttosto innovativa. Poi le cose sono cresciute sempre di più, soprattutto grazie al duro lavoro. È arrivata l’agenzia di management, l’etichetta ed i tour nazionali. Nel 2012 invece ho lanciato il mio primo gioco Squillo. É diventato un cult e da allora lavoro anche in ambito ludico.

Hai mai avuto limitazioni da parte terza per la tua irriverenza?

Assolutamente sì. Basti pensare alla difficoltà che ho su Facebook nel divulgare annunci relativi ai miei progetti. Inoltre mi è stato vietato diverse volte di accedere a contesti o palchi a causa di quello che faccio, per poi magari vedere su quegli stessi palchi proposte grevi e becere. La scorrettezza politica e l’ironia sono ancora molto rischiose.

Attenzione però, lungi da me fare la vittima. Sono consapevole che sono stati propri i contenuti forti a darmi visibilità.

C’è un personaggio/i al quale ti sei ispirato?

Sono davvero tantissimi. Per quanti riguarda l’estetica David Bowie e le grandi icone anni ’70/’80. Per quanto riguarda il sound Depeche Mode, Justice, Duft Punk, Robyn e The Knife. L’irriverenza mi è stata ispirata da artisti come Donatella Rettore il primo Renato Zero. Invece ho formato il mio gusto per lo humor nero con serie americane come South Park.

Perché un progetto di crowdfunding? È la tua prima volta?

È la mia prima volta, sono vergine. Con la mia società, la Freak & Chic, produco giochi da anni, ma per questo progetto ho voluto sperimentare le potenzialità del crowd founding, in Italia. Chi mi segue non si limita a divertisti ascoltando le mie canzoni o giocando ai miei giochi, ma sposa proprio una causa. Una guerra all’ipocrisia e al moralismo. Un motivo in più per coinvolgere tutti loro nel processo di creazione di un mio progetto.

Quanto è difficile affrontare il tema “sessualità” in Italia?

È ancora davvero molto difficile. La volgarità fa da sovrana nella TV generalista, ma parlare apertamente di sessualità o farci della satira è ancora un taboo, con cui lotto ogni giorno. Come detto prima, basta pensare alla censura che applicano i social.

Sai dirci, a larghi tratti, qual è il fan tipico di Immanuel Casto

Di solito si tratta di persone tra i 18 e 35 anni. Persone colte e dalla mentalità aperta, con un gusto per la scorrettezza politica e l’umorismo tagliente. C’è anche chi mi segue semplicemente per i contenuti espliciti, ma io mi sento più vicino a chi capisce a fondo la mia visione.

Elenca tre motivi per i quali il progetto merita di essere sostenuto.

1 Il gameplay è veramente divertente. Accessibile, ma con della profondità. Sia cooperativo che competitivo.

2: Il tema è irresistibile. Invocare un “drago di fuoco” per incenerire un complottista non ha prezzo.

3: Le illustrazioni di Marco Albiero sono dei gioielli, al pari dei migliori prodotti di animazione nipponica.

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