Nei migliori cinema c'è crowdfunding

E' quanto è accaduto con "Che vuoi che sia", nelle sale dal 9 novembre

Storia di quotidiane difficoltà

Se vi trovate in una situazione economica complicata, sareste disposti a mettere “in piazza” la vostra intimità di coppia, dove per “in piazza” s’intende internet? Parte da quest’interrogativo la storia di Claudio e Anna, che continuano a rimandare il progetto di un figlio - e molti altri progetti di vita - in attesa che le loro finanze possano permetterlo. La speranza è in una piattaforma web ideata da Claudio, ma il crowdfunding lanciato per svilupparla non dà i risultati auspicati.

Una sera, a una festa, complici alcol e delusione, Claudio registra un video che posta per scherzo. Visto che sul web, alla fine, quasi tutti si riducono a guardare video di sesso invece di rendersi conto del valore sociale della sua idea, Claudio lancia una sfida: fare un'offerta per un video hard, girato con Anna nella loro camera da letto, da mettere online. La provocazione, però, viene presa sul serio. E mentre la celebrità della coppia aumenta, le donazioni raggiungono una cifra che va al di là di ogni previsione.

Un racconto dei giorni nostri

È la storia di Che vuoi che sia, in sala con Warner Bros Italia dal 9 novembre, scritto, diretto e interpretato da Edoardo Leo, con Anna Foglietta, Rocco Papaleo, Marina Massironi, Massimo Wertmuller, Bebo Storti.

Un tema, quello della diffusione di immagini private online, che ha legami con l’attualità, anche quella più drammatica, “in verità avevo cominciato a scrivere questo film un anno e mezzo fa – spiega Edoardo Leo – avevo in mente una storia feroce su quello che può succedere a una coppia che prende una decisione del genere, consapevolmente, ma sottovalutando le conseguenze. Ho pensato da un lato a una chiave di contemporaneità, dall’altro a un tema eterno, quanto costa la tua intimità, una domanda che ha attraversato secoli e culture”.

Quello che è accaduto nei mesi recenti, basta pensare alla vicenda della giovane suicida dopo la diffusione online di alcuni video dei quali era protagonista, “ha fatto capire anche a me che esiste una valanga che va sempre più a valle. Tanto più sono contento di aver centrato un tema che interessa il pubblico, anche perché oggi è difficilissimo fare la commedia di costume, tutto cambia in modo troppo veloce mentre i film si scrivono molto tempo prima rispetto a quando usciranno al cinema”.

L'avresti mai detto?

La narrazione parte da quel piccolo gesto provocatorio per seguirne le conseguenze inattese. Anna e Claudio cominciano a diventare popolari in rete, la gente li riconosce, gli sponsor cominciano a offrire loro dei soldi per indossare abiti firmati, per fare serate in discoteca. “Tutto quello, insomma, che avevano sempre considerato un mondo lontano dal loro – continua il regista – e che d’improvviso mette i due in una situazione per la quale non sono attrezzati. All’improvviso la facilità di accedere a somme consistenti di denaro condiziona quelli che pensavi fossero i tuoi principi morali. Sono allettati da una proposta economica, ed è una proposta ‘decente’, non indecente, nel senso che nessuno chiede loro di fare chissà cosa: solo di riprendere, e rendere pubblico, quel che fai con la tua compagna in camera da letto. Per un sacco di soldi. La verità è che da lontano, quando le cose non ci toccano, possiamo giudicare in qualsiasi modo. Ma quando le cose, in questo caso i soldi di cui hai bisogno per condurre la vita che vorresti, una vita 'normale', sono a portata di mano, le cose cambiano. E devi spiegarlo, ad esempio, ai tuoi genitori. Era il tema perfetto per una commedia”.

Al di là di ogni riflessione sull'uso proprio e improprio, corretto e sbagliato, serio e faceto di Internet, quello che risalta è che il crowdfunding approda sul grande schermo come soggetto ufficialmente riconosciuto per l'offerta di riscatto, o di una possibiità di affermazione professionale ai tanti, forse troppi, cui il mondo del lavoro chiude ogni giorno le porte in faccia.

Fonte Repubblica

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