Gli attrezzi del successo

Intervista ai ragazzi di Toolssharing, per un’idea da…condividere

Lavoro di gruppo

Pensare al lavoro, in particolar modo in Italia, non è di certo lo spunto di pensieri piacevoli: tra precariato, disoccupazione, buste paga da fame, l’insoddisfazione è il sentimento più diffuso. Spesso leghiamo il crowdfunding all’apertura di nuove attività, a strade sin qui inesplorate che cercano la propria ragion d’essere attraverso il finanziamento dal basso.

La storia di oggi è diversa, è quella di tre professionisti, di ambiti diversi, che vogliono condividere il proprio mondo professionale con i “colleghi”. È Toolssharing, un’app in pieno “stile sharing” che dà la possibilità a chiunque di condividere i propri attrezzi da lavoro risparmiando. Per conoscerli meglio, dopo esserci complimentati per il loro divertente video di progetto, abbiamo intervistato i tre progettisti: Matteo Labellarte, Tommaso Pardi e Alberto Acarsi



Perché avete scelto il crowdfunding per il vostro progetto?

Tommaso: "Per sviluppare questo progetto che si presenta “semplice” ma allo stesso tempo ambizioso, abbiamo bisogno di condivisione e di finanziamenti. Abbiamo ritenuto che il crowdfunding fosse la scelta più idonea. Uno sviluppo dal basso per una diffusione capillare, prima sul territorio italiano… poi… chissà… non ci poniamo limiti… Far sentire ogni persona o azienda parte attiva riteniamo essere il motore ed il volano per crescere."

Come vi siete conosciuti?

Matteo: " Sui banchi di scuola…. vabbè, in aula dell’Università, ma pur sempre scuola. Ci siamo iscritti a Scienze Politiche a Pisa e da subito è scattata l’amicizia. In quegli anni, a dire il vero, sono state tante le amicizie. Pisa è una città universitaria che richiama studenti da tutta Italia ed è stato bello confrontarsi con amici provenienti da regioni diverse dalla nostra. Però all’inizio è stato un classico sfottò: io livornese e Tommaso Pisano, una “coppia” molto discussa!"

Complimenti per il video! Che lavoro c’è dietro? Qualcuno vi ha dato una mano?

Tommaso : “Un lavoro immenso, perché è stato fatto tutto in autoproduzione. Noi di riprese, montaggi, “storyboard” non sapevamo neanche l’esistenza. Inizialmente ci siamo rivolti ad aziende specializzate, ma i costi erano troppo alti e forse ci hanno anche snobbato, però avevamo l’idea e la voglia di realizzare qualcosa di chiaro e divertente. Ci siamo messi al tavolino e abbiamo coinvolto Alberto (mio cugino) che in realtà segue da semi-professionista la comunicazione per una squadra di calcio regionale. L’ho coinvolto e da soli abbiamo messo in piedi questo video. Io alla regia e montaggio, Alberto il presentatore e voce ufficiale ma anche “service” degli strumenti di ripresa, Matteo, invece, alla storyboard, location e attrezzature. Chi c’era dietro alla macchina da presa? Nessuno! Abbiamo fatto anche scene in cui mettevo a fuoco, premevo “rec” e poi scattavo con gli altri due davanti alla telecamera! Il “Bona la prima” era un’utopia!”

Qual è il vostro target di riferimento?

Matteo: “Siamo partiti pensando agli artigiani, agricoltori e privati, ma poi ci siamo accorti che possono utilizzare questo servizio anche le aziende che producono prodotti per l’edilizia, i rivenditori edili, i liberi professionisti, ma anche la pubblica amministrazione.

In Italia ci sono (fonte Istat) circa 1.5 milioni di artigiani, 1,5 milioni di agricoltori e circa 600.000 imprese edili. Un potenziale enorme! Un magazzino così fornito, aperto h24 e dislocato su tutto il territorio non ha precedenti! “Basta” metterlo in rete, con regole precise e sistemi di pagamento sicuri.

Oggi il nostro target è chi ha la proprietà dello strumento o del mezzo da lavoro, ma anche chi ha bisogno di utilizzarlo ma non lo vuole comprare….perché così si guadagna da una parte e si risparmia dall’altra! Un nuovo modello economico, ovviamente basato sulla sharing economy ma anche sul concetto di economia circolare; un bene lo utilizziamo tutti con vantaggi per tutti….dall’altro, un bene inutilizzato è un bene sprecato!

Quali sono i vostri progetti futuri?

Tommaso : “Le idee non ci mancano! Ogni cosa però deve essere fatta dopo aver studiato e reso operativo il primo passo. Di sicuro il nostro obiettivo e rendere operativo su tutto il territorio italiano, e alla portata di tutti, Toolssharing. Farlo qualcosa di naturale, poi replicarlo anche in altri Paesi. Penso che possa diventare un motore per quelle aree geografiche che ancora hanno bisogno di manualità, di strumenti da lavoro e dove il lavoro umano ha ancora una forte componente ed rappresenta un valore aggiunto. Però stiamo lavorando anche al Cloud di Toolssharing che permetterà di eliminare tutta la parte cartacea degli strumenti (libretti di uso e manutenzione, per esempio) e portarli su ogni cantiere da lavoro, un passo vincente per la sicurezza sul lavoro a aiutare le aziende ad essere al passo con i tempi!

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